venerdì 27 settembre 2013

Lo Sport del Doping, Davide e Golia (Malcolm GLADWELL)

Fra qualche giorno esce l'ultimo libro di Malcolm GLADWELL che di professione fa lo scrittore, quindi traduce idee in parole e le diffonde. Sa farlo bene perché le sue opere sono vendutissime e le sue opinioni fanno tendenza, anche in anticipo rispetto alla pubblicazione. Nella recensione di una bozza Seth GODIN ha scritto un mese faDavid and Goliath will change the way you see the world. Si parte dalla parabola biblica per andare molto lontano parlando di "Underdogs, Misfits, and the Art of Battling Giants" ovvero "sfavoriti, disadattati e l'arte di combattere giganti".

A inizio mese Malcolm GLADWELL si è lanciato anche in alcune considerazioni sul doping @NewYorker prendendo spunto dal libro "The Sports Gene" di David EPSTEIN e dall'anomalia dello sciatore finnico Eero MÄNTYRANTA per finire con Lance ARMSTRONG ...

A metà della prima pagina si trova subito la domanda centrale "We want sports to be fair and we take elaborate measures to make sure that no one competitor has an advantage over any other. But how can a fantastic menagerie ever be a contest among equals?".

Parte da quella che è diventata normale reintegrazione di iodio nel sale da cucina per compensare la carenza e va alle operazioni agli occhi nel baseball per migliorare la vista. E sempre rimanendo nel gioco molto popolare negli USA, Malcolm mette a confronto le usuali operazioni al legamento collaterale ulnare - spesso eseguite in forma preventiva rispetto all'eventuale infortunio con l'utilizzo di farmaci.

But when it comes to drugs Major League Baseball - like most sports - draws the line. An athlete cannot use a drug to become an improved version of his natural self, even if the drug is used in doses that are not harmful, and is something that - like testosterone - is no more than a copy of a naturally occurring hormone, available by prescription to anyone, virtually anywhere in the world.

Qui siamo alla provocazione - con bestemmia medica - per evidenziare l'ipocrisia di alcuni limiti da una parte e concessioni dall'altra: non mi sentirei dopato se correggessi la miopia con un'operazione chirurgica, ma avrei dubbi se sottopormi alla stessa per migliorare la vista e avere vantaggi nella pratica sportiva. Non mi sento dopato perché mi sono sottoposto alla scarificazione dei tendini di Achille, ma ci penserei molto a operarmi per evitare eventuali infiammazioni.

ARMSTRONG wanted to be like Eero MÄNTYRANTA. He wanted to match, through his own efforts, what some very lucky people already do naturally and legally. Before we condemn him, though, shouldn’t we have to come up with a good reason that one man is allowed to have lots of red blood cells and another man is not?

Malcolm dimentica che Lance non ha solo sistemato il sangue, ma ci ha messo tutto il possibile per innalzare le sue prestazioni, poi raccontato in differita dall'amico e compagno di squadra Tyler HAMILTON nel libro "The Secret Race", fino alle fine dell'articolo: ventimila godibili battute (inglese potabile) mal ridotte a quattordicimila in italiano @ilpost.

Piace? Non piace? Eppure Malcolm GLADWELL scrive bene, sa coinvolgere e diffondere le proprie idee: tante volte fa la differenza. Per chi lo volesse vedere parlare di altri argomenti, eccolo @TED ormai dieci anni fa (guardare anche solo l'ultimo dei 17' quando parla del caffè).



Non so cosa pensate di Malcolm, ma nella lotta di Davide-Antidoping contro Golia-Doping lo vorrei in squadra con me.

2 commenti:

Fausto di Bio Correndo ha detto...

Grazie Enrico per i tuoi post informativi. Fai parte dei miei preferiti come consultazione a lato, ma ogni tanto faccio un link sui miei post perchè ti vengano a leggere.. Vado subito a farlo. Oggi il mio post è super Free!!!!

Enrico VIVIAN ha detto...

Capita di condividere argomenti extra sportivi. In ogni caso, se dovessi scrivere o presentare qualcosa, vorrei scriverla o presentarla come Malcolm GLADWELL!

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