venerdì 25 novembre 2011

w46/2011 - profeta in patria, Mezza dei 6 Comuni 20/11/2011

arrivo Mezza dei 6 Comuni (ph. Gec Marchetto)
Ha ragione Gec MARCHETTO nella sua cronaca nel Giornale di Vicenza del lunedì: capita di non essere al massimo della condizione e di ottenere il risultato che riempie la pagina. Lo spazio era predisposto, come per le precedenti edizioni, bastava metterci finalmente la foto giusta. Manca lo striscione di arrivo che sto osservando attentamente con lo sguardo rivolto in basso per non inciampare, tanto per non ripetere l'esperienza vissuta in partenza. Giusto nell'ultimo allungo, prima di spogliarmi definitivamente, sono riuscito nell'impresa di inciampare e distendermi per terra a pelle di leone, grattandomi in unica soluzione il palmo delle mani, le ginocchia e il mento (vd. la bozza sul lato sinistro del viso). Che duro l'asfalto! Dopo aver verificato la funzionalità delle articolazioni, ho deciso di partire, attrezzandomi con un fazzoletto di carta per sistemare in corsa le colature di sangue.

GdV 21/11/2011 pag.50
Così inizia la gara e mi ritrovo con l'adrenalina a mille per il trauma dell'impatto e non mi sembra proprio di faticare sul ritmo di 3'25" con cui imposto la prima parte in leggera ascesa da Villaverla a Malo (vd. mappa nel post 18/11), dopo essere uscito dal budello delle vie cittadine. Proprio la sequenza di curve e di appoggi inclinati mi confermano di non essermi fatto poi così male, forse. Ci penseranno i giorni successivi a far emergere ematomi e dolori alle ginocchia.

Nonostante le bellicose premesse della vigilia da parte di alcuni validi concorrenti, mi ritrovo ben presto assieme al solo compagno di squadra Edgardo in una situazione del tutto simile a quella di sei settimane prima a Padova (vd. post 10/10). A lui piace fare l'elastico e si rifà sotto a ogni variazione della strada in cui si trova in difficoltà. Gli appoggi rumorosi, nonostante le scarpe nuove, e il respiro affannoso mi fanno capire che più di tanto non può reggere a un ritmo inferiore a 3'30", proprio come a Padova. Il problema è che non lo reggo neanch'io: subisco un primo rallentamento nell'attraversamento di Malo, comprensibile per l'aumento della pendenza della strada, recupero parzialmente sull'ampia spianata verso Marano, per inchiodarmi definitivamente nell'ultimo quarto di gara. "Inchiodarmi" è il termine corretto in quanto mi sento un Gesù Cristo con le cinque ferite che colano.

12km - da Malo a Marano (ph. Remo Laverda)
Il tifo a Marano e la presenza della fanfara sembrano risollevarmi, almeno l'animo. Un aspetto che mi ha stupito è come tanti mi chiamassero per cognome. Sarebbe stato più facile incitarmi per nome, perché l'avevo lasciato scoperto sulla canotta, e non indossavo il pettorale di NYC (vd. post 13/11). Una bella soddisfazione, passando per zone che non frequento abitualmente!

Un altro feedback particolare mi è stato riferito da un amico, assente alla gara, che ha ricevuto la confidenza da un altro amico con cui mi sono avviato in partenza. "Mi sembrava di essere salito in corriera con Roberto BAGGIO" è stato il suo commento allo scambio di saluti e battute con i molti conoscenti fra i sedili. Per coprire la breve distanza fra l'arrivo di Thiene e lo start di Villaverla era offerto un servizio di bus navetta, che io ho utilizzato come quasi tutti i concorrenti.

Gebre vittorioso a Nijmegen (vd. articolo @IAAF)
Dopo Marano cominciano le difficoltà, in anticipo rispetto alla Maratona della Castellana (vd. post 05/10). Come nel rientro verso Vedelago, anche sulla via di Thiene solo chi cronometra i distacchi si accorge che non si aprono ulteriormente. La gamba destra comincia a rifiutarsi di completare la spinta ed entrambe le ginocchia scricchiolano, mi auguro non allo stesso modo dell'ultimo inverno (vd. post 27/02 e 06/03). Rileggendomi noto che allora anche Gebre soffriva allo snodo fra tibia e femore e proprio domenica è tornato alla vittoria in una gara non proprio facile su strade olandesi che sono la sua seconda casa. Che strani incroci di destini! Gli auguro di percorrere fino in fondo l'ultimo sogno rimastogli, ovvero la maratona olimpica di Londra. Deve guadagnarsela con una degna prestazione alla maratona di Tokio di fine febbraio. Come nella squadra kenyana, nessuno sconto neanche in quella etiope. Nemmeno al re.

in attesa delle premiazioni (ph. organizzazione)
Mi avvio quindi verso il finale, dove non riesco a ricambiare i saluti del pubblico. Troppo stanco, troppo malconcio! Ormai il gradino alto è assicurato: l'avanti-indietro fra i capannoni della zona industriale mi ha permesso di verificare che Edgardo non ne ha più, non certo per mangiarmi le decine di secondi che ci separano. Oggi va bene così (vd. classifica @TDS).

Le strade del centro di Thiene non danno molti riferimenti perché piazza Chilesotti si apre alla fine di una semicurva a sinistra e solo il cartello 21 (in perfetta corrispondenza alla tacca a terra, come tutti gli altri segnali) mi fa rendere conto che mancano solo 100m. È tempo di ricomporsi, dimenticare fatica e dolori, iniziare i festeggiamenti. Ecco un qualcosa in cui sto diventando bravo, al confine della scemenza, che forse si apprezza meglio nel video di TVA Vicenza (arrivo dopo 3' - link @TVA e qui sotto inserimento da YouTube). Così si capisce meglio anche il titolo del post, direttamente dalle parole di Mauro DALLA POZZA.


A posteriori posso dire che la gara più difficile è cominciata dopo la corsa, se mai avessi voluto rincorrere a birre Andrea RIGO e alcuni fra i valorosi Fulminei. Non sarebbe stato sufficiente l'allenamento di venerdì sera (vd. post 22/11).

gran finale al Bar BUZZOLAN (ph. Giovanni Busin)
Il Bress ha prenotato un'ala del Bar BUZZOLAN, giusto di fronte all'arrivo, per festeggiare l'evento. Menù ottimo e salutare, quantità adeguate per le fauci da sfamare, clima esaltante ben lubrificato da musica ad alto volume e birra a volontà, tanto che è inserito il fusto di riserva. Il gran finale è riservato alla bottiglia speciale che riemerge per l'occasione. Chi si ricorda il VOV? Il prezioso contenuto è stato equamente distribuito.

Sono uscito vivo dalla spelonca alcolica (in verità è una bellissima casa riadattata) e se non ho ricevuto commenti strani da Antonella, Camilla, Tommaso che sono venuti a recuperarmi significa che ero pure sano. Escoriazioni e traumi a parte.


Lascio una delle canzoni che sta invadendo le radio in questa parte di autunno che ci condurrà all'inverno. KASABIAN è un giovane gruppo inglese, ottimo performer live, che qui riesuma sonorità e artifici anni '70 e decora il video con motivi grafici dello stesso periodo, figli forse di un oscilloscopio. Per chi vuol saperne di più @en.wikipedia@it.wikipedia. A me piace il ritornello "days are forgotten" per ricordarmi di liberare la mente prima di preparare il futuro che ho già seminato. Qui il testo completo @azlyrics.

14 commenti:

Pinuz010 ha detto...

Come ti dobbiamo chiamare, il Sebastian Vettel delle mezze?
Complimenti ancora! :)

Enrico VIVIAN ha detto...

@pinuz: avere l'età di Sebastian! proprio a 24 anni ottenevo i miei migliori risultati

di allora mi rimane l'entusiasmo, non certo il fuori giri del motore; ora gestisco la coppia motrice con parsimonia

ci vediamo stasera: festa [AV] ASSOLUTA dedicata a voi giovani

Tosto ha detto...

goditi questa vittoria perché se continui a frequentare i fulminei fra un po' avrai problemi di fegato e di coordinazione :) eh he he

Enrico VIVIAN ha detto...

@Tosto: hai ragione! il mio primo problema è che frequento più compagnie con tendenze alcoliche come quelle Fulminee; il mio secondo problema è che non ho più lo stomaco di un tempo! sono finito!

Alvin ha detto...

Il Tosto ha ragione ma sei fortunato, in genere il Bar nel post corsa lo prenotiamo solo ala mezza dei 6 comuni ;)

Congratulations!

Enrico VIVIAN ha detto...

@Alvin: adesso aspetto la Stragixà! Bress ha già promesso grosse novità! più di un buon brulé non avverto presenza di minacce alcoliche

non mi sembra di averti parlato di allenamento domenica scorsa, o sbaglio? a breve spero di presentare un comodo, utile e funzionale ambiente di pratica e discussione atletica

Il Drugo ha detto...

Se eri tutto intero io non lo ricordo di certo...e questo toglie ogni dubbio su quello che era il mio stato da Buzzolan.
Complimenti per la meritata vittoria, l'asfalto ha tentato di boicottarti sfregiandoti mento e ginocchia ma non c'è riuscito. L'hai domato anche questa volta.

Enrico VIVIAN ha detto...

@Drugo: pericolosissimo il bar BUZZOLAN quando viene cosparso di trappole alcoliche dai Fulminei!

ho domato l'asfalto domenica 20, ma le conseguenze si stanno allungando fin troppo; porto pazienza un'altra settimana!

Giuse Coach ha detto...

Grandissimo Enrico!!!

Sei davvero il Cannibale delle Mezze!

I tuoi festeggiamenti prima di finire la gara e soprattutto quelli dopo, sono stati dei tasselli importanti per la creazione del mio ultimo articolo http://bit.ly/vRT1Xo

Naturalmente sei citato!!!!!

SEI FORTE!!!!

Enrico VIVIAN ha detto...

Grazie Giuseppe! Non è difficile festeggiare quando si vince, non è facile trovare soddisfazione quando si soffre.

Ottimo il tuo post, ben argomentato. Consigliata la lettura!

Anonimo ha detto...

Enrico ...KASABIAN!!! Tuo fratello LUIGI, cioè IO, è stato a TRE concerti dei KASABIAN e tornerò a vederli il 25 febbraio a PADOVA!!

Enrico VIVIAN ha detto...

BRAVO LUIGI! Quale onore avere un tuo commento. Mi confermi quindi che i KASABIAN sono ottimi performer live! A livello dei RHCP citati in altro post? Sei l'ultimo fratello che ha fisico per certe cose!

Anonimo ha detto...

..a proposito di KASABIAN ascolta Shoot the runner , quale titolo migliore per un gruppo di podisti!?

Enrico VIVIAN ha detto...

un motivo che non è il caso di far girare fra gli automobilisti, anche
se il testo non è così malefico

ecco collaudato il TAG

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