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| http://www.pierluigibenini.com/ |
Nei primi 10km ho subìto il richiamo della discesa (-30m ca.) e ho patito la scarsa abitudine alle gare degli ultimi 3 mesi. Per quanto mi ripetessi “stai tranquillo” ero troppo coinvolto e ho fatto qualche conto allegro con le miglia. Pensavo di avere rallentato di più nella seconda frazione di 5km, dopo l’iniziale 17’08”, invece ho segnato un 17’21” che mi ha fatto dire “adesso basta!”. Ho quindi infilato tre frazioni praticamente identiche (17’42” + 17’42” + 17’39”) con passaggio a metà gara in 1h13’43”. Finalmente avevo trovato il mio ritmo. Troppo tardi. Chi mi ha ritratto a metà gara mi ha dimostrato la sofferenza dal Tower Bridge in poi. Poi ho cominciato a pagare il doppio dazio fra impreparazione e scarsa cautela e mi sono progressivamente spento (18’06” + 18’35” + 18’54” + 8’11” per gli ultimi 2,2km). Mi brucia non essere sceso sotto le 2h30’ e sono convinto che con un paio di settimane di allenamento in più ce l’avrei fatta a reggere 3’30”/km e portare a casa il personale. Bravo a posteriori! Invece guardo quella foto di arrivo e rivivo la liberazione dopo gli ultimi 12km molto molto sofferti, rileggo i post delle settimane critiche dove invocavo solo di partecipare dignitosamente, vedo che alla StraVicenza ho corso 10km a 4’20” solo un mese fa. Cosa volere di più?
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| Greenwich Park - partenza |
In questa pazza primavera a Londra faceva più caldo che a Marostica: il disagio maggiore per i corridori è stato ben compensato dalla presenza di pubblico invitato dal sole a scendere per le strade. Mi era stato descritto come “non così folto e non così partecipe come a NYC” e invece è stato eccezionale lungo tutto il percorso, anche nei passaggi dei quartieri residenziali di periferia e di quelli dirigenziali della City. Ecco quello che mi dispiace di più: la stanchezza ha spento la lucidità per godere appieno dello spettacolo attorno. Forse sarà il motivo per tornarci, come ho già fatto altre due volte a NYC, prima di cogliere la soddisfazione piena. Anche perché c’è da vivere una città piena di storia e di cultura, di spettacoli e di occasioni a due ore di volo da Venezia.
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| The Mall - arrivo |
La maratona di Londra potrebbe essere famosa in Italia come quella di NYC se l’organizzazione prevedesse più pettorali per gli stranieri (solo 321 italiani arrivati nel 2011 contro i 3'561 di NYC 2010), magari convertendosi alla partenza a ondate che concede 10'000 partenti in più oltreoceano. Per il resto nulla da invidiare. Ristori ogni miglio, il reintegratore salino Lucozade ogni quattro di acqua Nestlé, sempre in comode bottiglie da 330mL con tappo richiudibile a scatto. Gel di maltodestrine al miglio 14 e 21. La zona di partenza presso Greenwich Park è sterminata mentre le strade non sono larghe abbastanza e alcuni spartitraffico le limitano ancor di più. Poi la zona di arrivo è ampia, compatta, perfettamente attrezzata. Dopo aver raccolto la sacca, la festa continua fin da Trafalgar Square. Il mattino seguente alle 7 e mezza sono passato per le piazze e i viali. Rimanevano da portar via solo alcune transenne. Tutto il resto perfettamente pulito, in preparazione per la prossima festa.
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| The Mall - il mattino dopo |
Mi fermo qui con i numeri di gara. Seguiranno altri post sui vari aspetti della trasferta londinese (la compagnia, i musei, la città).













