giovedì 21 aprile 2011

Virgin London Marathon 2011 - la gara


http://www.pierluigibenini.com/
Ritorno contento dalla maratona di Londra e la foto lo testimonia. Alla vista del traguardo su The Mall, il viale di fronte a Buckingham Palace, ho raccolto tutta la compostezza e la soddisfazione che esprimo sotto il portale di arrivo. Chi mi legge regolarmente conosce le traversie degli ultimi due mesi raccontate nei feedback settimanali. Ho recuperato quel minimo di condizione fisica che mi ha permesso di centrare un risultato di prestigio (2h31'18", 62° assoluto su 34'706 classificati, 1° italiano, 4° over 40) comunque confrontabile con quello di NYC 2010 (2h28’22” su 44'969 arrivati, 35° assoluto, 4° italiano, 3° over 40) dove il percorso è ben più impegnativo. Tutti i passaggi sono visualizzabili nel certificato di gara.
Nei primi 10km ho subìto il richiamo della discesa (-30m ca.) e ho patito la scarsa abitudine alle gare degli ultimi 3 mesi. Per quanto mi ripetessi “stai tranquillo” ero troppo coinvolto e ho fatto qualche conto allegro con le miglia. Pensavo di avere rallentato di più nella seconda frazione di 5km, dopo l’iniziale 17’08”, invece ho segnato un 17’21” che mi ha fatto dire “adesso basta!”. Ho quindi infilato tre frazioni praticamente identiche (17’42” + 17’42” + 17’39”) con passaggio a metà gara in 1h13’43”. Finalmente avevo trovato il mio ritmo. Troppo tardi. Chi mi ha ritratto a metà gara mi ha dimostrato la sofferenza dal Tower Bridge in poi. Poi ho cominciato a pagare il doppio dazio fra impreparazione e scarsa cautela e mi sono progressivamente spento (18’06” + 18’35” + 18’54” + 8’11” per gli ultimi 2,2km). Mi brucia non essere sceso sotto le 2h30’ e sono convinto che con un paio di settimane di allenamento in più ce l’avrei fatta a reggere 3’30”/km e portare a casa il personale. Bravo a posteriori! Invece guardo quella foto di arrivo e rivivo la liberazione dopo gli ultimi 12km molto molto sofferti, rileggo i post delle settimane critiche dove invocavo solo di partecipare dignitosamente, vedo che alla StraVicenza ho corso 10km a 4’20” solo un mese fa. Cosa volere di più?
Greenwich Park - partenza
In questa pazza primavera a Londra faceva più caldo che a Marostica: il disagio maggiore per i corridori è stato ben compensato dalla presenza di pubblico invitato dal sole a scendere per le strade. Mi era stato descritto come “non così folto e non così partecipe come a NYC” e invece è stato eccezionale lungo tutto il percorso, anche nei passaggi dei quartieri residenziali di periferia e di quelli dirigenziali della City. Ecco quello che mi dispiace di più: la stanchezza ha spento la lucidità per godere appieno dello spettacolo attorno. Forse sarà il motivo per tornarci, come ho già fatto altre due volte a NYC, prima di cogliere la soddisfazione piena. Anche perché c’è da vivere una città piena di storia e di cultura, di spettacoli e di occasioni a due ore di volo da Venezia.
The Mall - arrivo
La maratona di Londra potrebbe essere famosa in Italia come quella di NYC se l’organizzazione prevedesse più pettorali per gli stranieri (solo 321 italiani arrivati nel 2011 contro i 3'561 di NYC 2010), magari convertendosi alla partenza a ondate che concede 10'000 partenti in più oltreoceano. Per il resto nulla da invidiare. Ristori ogni miglio, il reintegratore salino Lucozade ogni quattro di acqua Nestlé, sempre in comode bottiglie da 330mL con tappo richiudibile a scatto. Gel di maltodestrine al miglio 14 e 21. La zona di partenza presso Greenwich Park è sterminata mentre le strade non sono larghe abbastanza e alcuni spartitraffico le limitano ancor di più. Poi la zona di arrivo è ampia, compatta, perfettamente attrezzata. Dopo aver raccolto la sacca, la festa continua fin da Trafalgar Square. Il mattino seguente alle 7 e mezza sono passato per le piazze e i viali. Rimanevano da portar via solo alcune transenne. Tutto il resto perfettamente pulito, in preparazione per la prossima festa.
The Mall - il mattino dopo
Mi fermo qui con i numeri di gara. Seguiranno altri post sui vari aspetti della trasferta londinese (la compagnia, i musei, la città).

12 commenti:

Marines ha detto...

Complimenti........VECIO!!!!!!!

Emiliano ha detto...

Bravo Enrico!:):):)

Matteo Vivian ha detto...

Grande organizzazione, niente da ridire. Può migliorare solo nelle sfumature ma non nella sostanza.
Se facessero coincidere partenza e arrivo forse sarebbe la numero 1 senza troppe discussioni.
Il meteo strepitoso ha fatto scendere in strada un numero incredibile di persone.
La sera ed i giorni seguenti il tema era: meglio London o New York? Dove collochiamo Berlin e Paris? Le italiane come si pongono? A breve una mia pagella

Anonimo ha detto...

Complimenti Enrico! Malgrado la pausa per infortunio, non hai mollato e soprattutto non hai fatto il Geremia. Con la tua costanza e la tua determinazione sei riuscito a recuperare alla grande. Continua così!

A.D.

Andreadicorsa ha detto...

la classe non è acqua... potevi stare fermo anche 2 mesi ma un buon risultato ti avrebbe premiato ugualmente.
complimenti:-)

CHICO68 ha detto...

Secondo me, visto il caldo inusuale, il tempo finale è da ritenersi eccezzionale!!!

Tosto ha detto...

bravo Enrico, col poco allenamento hai ancora numeri da paura :) e i postumi? tutto ok?

Enrico VIVIAN ha detto...

@ Marines & Emiliano: grazie! anche per il flusso di visitatori che arrivano dai vostri blog

@ Matteo: unico difetto il misero pacco gara; per quanto mi riguarda London 2011 > NYC 2010 > Berlino 2008 > Paris 2010

@ A.D.: il vero Geremia era con noi! fra cortisonici e ketoprofene è riuscito a partire quasi senza sintomi allergici, spariti quasi del tutto già domenica pomeriggio

@ Andrea: grazie! sai che non mi piace star fermo; mi è servito per darmi un 'dest riga' (per chi ha memoria dei comandi militari), oggetto di un futuro post

@ Chico: più che penalizzare la prestazione, il caldo ha acuito la sofferenza; in assenza di spugnaggio, mi versavo addosso parte dell'acqua di ristoro che si asciugava sulla pelle in poche centinaia di metri

@ Tosto: nell'ultima settimana di scarico i problemi alle gambe si sono molto affievoliti; in gara ho patito dolori localizzati ai vasti laterali delle cosce e ai glutei; sono svanite le preoccupazioni che potessero emergere problemi con l'aumentare della stanchezza; ora sto bene e l'affaticamento post gara è generalizzato

Filippo Lo Piccolo ha detto...

Complimenti Enrico!
E cosa farci se non hai potuto prepararla al meglio?
In fondo abbiamo vissuto lo stesso semi-dramma (il tuo peggiore): un pettorale importante e costretto a far corsetta tutti i giorni sperando che l'indomani sarebbe migliorato.

E in fondo è andata bene, la delusione di Boston è stimolo in più per correre ancora meglio.

Enrico VIVIAN ha detto...

@Filippo: se vai a ritroso nel blog puoi leggere come me ne sia fatto una ragione fin dal post "w11/2011 - Londra fumata" del 20/03

hai ragione che un parziale successo sia lo stimolo per raggiungerlo in modo pieno alla prossima occasione

a Londra ho intenzione di tornare quando anche Tommaso sarà grande abbastanza per ricordare; Camilla ricorda ancora con grande entusiasmo la trasferta a Parigi di un anno fa

by7 ha detto...

sono un po' in ritardo, ma...

Complimenti... alla faccia degli infortuni.
La classe non e' acqua e si dimostra ancora una volta che nella corsa, come nelle altre attivita' umane, ci sono quelli dotati che riescono sempre a esprimersi al meglio o quasi... e i "normali" che devono sperare di trovare la giornata della vita per fare un PB...

Enrico VIVIAN ha detto...

@by7: grazie dei complimenti! ognuno si confronta con le proprie disponibilità e cerca di valorizzarle al meglio e di raggiungere un equilibrio

neanche per me è facile, come penso per chiunque, e ho lasciato ampie tracce nel blog; ogni volta bisogna ritrovare lo spirito per affrontare le difficoltà

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