mercoledì 9 maggio 2012

Fabio FRATTIN, imprenditore-runner-sponsor

direttamente dal pop-up http://www.frattin-auto.it/

Domenica sarà un giorno speciale per il mio amico Fabio. Dopo lunghi preparativi aprirà il nuovo salone a Cassola, ampio e già riempito di vetture. Non è facile in questa stagione, quando uno dei mercati di riferimento per misurare la crisi è proprio quello dell'auto. Bravo! C'è chi ci crede ancora e trova nuovi modi di proporsi e di espandersi: la nuova sede sostituisce quella storica, sempre a Cassola, e arriva dopo l'apertura dei nuovi punti vendita a Treviso e a Vicenza (vd. mappa nel sito). Il cuore del Veneto è ben presidiato.

Fabio con Carla alla Dieci Miglia delle Rose
Come conosco Fabio? Merito di sua cognata Aida che quasi si nasconde nello staff (vd. foto di gruppo nel sito): è sufficiente scorrere i nomi per intuire gli intrecci di famiglie, come in tante imprese dalle mie parti. Aida in camicia bianca quasi si confonde, mentre sui campi di gara emerge col suo completino arancio-blu (vd. post 17/05/2011): non passeranno molti giorni per far tornare a volare l'angelo tatuato da spalla a spalla. Con la sua quotidiana dedizione negli anni Aida ha fatto toccare con mano a Fabio il valore dell'atletica e intuire le potenzialità comunicative. Così Frattin Auto e Atletica Vicentina si sono trovate per fregiare le maglie arancio del settore assoluto. Merito di Aida, la nostra capitana: non basterebbe il post intero per tesserne le lodi e sbobinare vent'anni di frequentazioni.

Fabio è pure un assiduo allievo della Scuola di Corsa, nonostante i moltissimi impegni fra lavoro e famiglia con quattro figli. C'era l'altra sera a fare il frazionato, ha assicurato che ci sarà domani per fare ginnastica e andature tecniche.

sulla via del Santo da Camposampiero e Padova
Sarà per la comodità logistica che è arrivato a me, o meglio, sono io che sono entrato nel territorio di sua pertinenza. Nello sport come nella vita è ambizioso e ha un obiettivo ben chiaro: nella maratona vuole ottenere un certo tempo, che lui dichiara senza problemi ma io devo ancora mettere nel suo mirino. Non perché gli manchino le possibilità, ma dovrà concedersi tempo e disponibilità, con pazienza.

Nel frattempo Fabio mi ha già impartito una grande lezione di robustezza. È venuto a prendersi le scarpe e i calzini la sera prima della Mezza di Padova. Si stava allontanando verso l'uscita e noi quasi con lui, all'ora di chiusura. Io e Maurizio ci siamo guardati al pensiero "non le porterà mica domattina in gara?". Parte la maratona e seguo la maratona, parte la mezza e seguo la mezza (vd. post 22/04). Raggiungo Fabio e gli guardo i piedi: scarpe nuove, calzini nuovi (vd. fotoalbum). In gara non gli dico nulla e all'arrivo è contento. All'incontro successivo mi conferma "tutto a posto ai piedi". Io non l'avrei mai fatto, anche se alla NYC Marathon 2010 sono stato fortemente tentato.

tutti felici all'arrivo della maratona di Padova (vd. fotoalbum nel post 22/04)

martedì 8 maggio 2012

VIVIAN tifa FABIAN

Camilla tifa Alessandro
È una rima facile in veneto con l'accento alla veneta. Forse non suona bene come "Io Tifo Tafi" di qualche anno fa, ma a me piace. Mi è venuto naturale fare uno scatto col cellulare a Camilla di fianco alla gigantografia di Alessandro che accoglie chi entra in piscina a Marostica. Anche me, che vado solo ad accompagnare mia figlia. A lei piace nuotare, piace la compagnia e anche ieri sera l'ho aspettata che finisse di giocare con le amiche dopo l'allenamento, nell'ampio prato che fra poco diventerà solarium.

Scendo volentieri in bici: quattro curve e sono arrivato. È più dura risalire con Camilla seduta sul palo della mountain bike. E ogni volta si rinnova la sfida di "arrampicarsi ai Carmini rimanendo in sella". Non è proprio il Grammont, tolto dal percorso del Giro delle Fiandre, ma poco ci manca, con tanto di Kapelmuur finale.

I genitori moderni mi guardano con orrore, quelli antichi con nostalgia. E capita di acquistare un po' di stima anche dai propri, Carlo e Marisa (vd. foto post 11/01/2011), che mi hanno incrociato sull'ultima rampa. Ho strappato l'applauso per uno sforzo per loro perfettamente comprensibile, più delle mie gare di corsa.

Torno ad Alessandro. Nel sito http://www.AlessandroFabian.com/ gestito dal fratello Viviano trovate tutto. Non ci frequentiamo molto, ma a ogni incontro c'è la dimostrazione di grande stima reciproca. Per quello che siamo, per quello che facciamo. A lui l'Olimpiade, a me l'onore di seguirlo.

lunedì 7 maggio 2012

Fulvio COSTA, a trent'anni dalla morte

Non ho mai conosciuto Fulvio di persona. Forse l'ho solo intravisto in qualche gara quando io iniziavo a correre e lui era già un campione. Non ho chiara memoria. Poi ho incontrato molte persone che ci hanno vissuto accanto, a cominciare dal suo allenatore, che è stato anche il mio. Walter ha seguito diversi atleti di livello, alcuni forti e altri poi famosi, come Orlando PIZZOLATO, eppure c'era una sola foto sportiva nel suo ufficio, di fianco alla porta d'ingresso: Fulvio di corsa, vestito in completo da gara, in una strada di campagna. Tante volte ho chiesto a Walter di Fulvio, altrettante ha sorvolato. Mi ha parlato dei problemi di anemia, che hanno annebbiato alcuni periodi, o dei lavori veloci sugli argini dell'Astico, quando non si usavano le piste. Niente più.

Ho disturbato Orlando nei giorni scorsi, inoltrandogli la mail arrivata dagli Amici dell'Atletica

Nel 30° anniversario della prematura scomparsa dell'atleta dal talento cristallino, FULVIO COSTA, l'Associazione Amici dell'Atletica organizza una sobria cerimonia di commemorazione presso il cimitero di Cogollo del Cengio, il 26 maggio 2012 alle ore 11.00, quanti fossero interessati a partecipare sono pregati di contattarmi direttamente oppure per ulteriori informazioni entrare nel sito degli Amici dell'Atletica, ricordo inoltre che Paolo Rigodanzo su facebook sta organizzando l'evento e le adesioni fortunatamente sono molte. 

liberata la vista sulla lapide
Nel sito degli Amici dell'Atletica troviamo qualche nota in più

Sono alcuni mesi che, con notizie, con il “Memorial Fulvio Costa” all'interno della StraVicenza 2012 e con il continuo coinvolgimento, stiamo cercando che questo grandissimo atleta non venga dimenticato. Per qualcuno può rappresentare forse un argomento scomodo, ma noi vogliamo soffermarci sulla persona, sull’atleta e sulla sua carriera troppo breve.

Ho disturbato Orlando perché era un caro amico di Fulvio, quasi coetanei e quasi compaesani, un solo anno e la fessura dell'Astico fra Cogollo del Cengio e Piovene Rocchette a dividerli, l'infinita passione per l'atletica a unirli. Orlando aveva scritto un bel pezzo nel suo blog che io avevo citato due volte (vd. post 06/04/2011 e 19/05/2011), purtroppo non più raggiungibile nei server del precedente gestore. Gli ho chiesto di ripubblicarlo in modo da consentire a tutti di unirsi nel saluto che Orlando porge a Fulvio ogniqualvolta passa correndo a ridosso del muro del cimitero di Cogollo del Cengio, nell'angolo dove c'è la lapide di Fulvio.

l'ingresso del cimitero di Cogollo del Cengio
regolamento sulla destra, monte Summano sul fondo
Ci avevo pensato molte volte, ma non ero mai andato a trovare Fulvio, nemmeno quando frequentavo assiduamente la zona per allenarmi. Mi sembrava quasi di violare quell'aura protettiva attorno alla sua morte. Dopo tanti anni ho affrontato il viaggio. In bici avevo già sfiorato un paio di volte Cogollo del Cengio, che non dista molto da Marostica (la via breve su GoogleMaps misura meno di 26km). Poi preferisco frequentare le strade interne, tortuose e ondulate, le stesse percorse domenica dai ciclisti della Gran Fondo FI'ZI:K (vd. mappa), che senza saperlo sono passati di fianco a Fulvio. Avevano gli occhi attenti al sottopasso della statale del Pasubio più che sul camposanto, sopra a sinistra, di fianco agli impianti sportivi.

Sono arrivato al cimitero, ampio e ben tenuto, senza alcuna indicazione di dove potesse trovarsi la lapide di Fulvio. Avrà qualche segno speciale? Cerco fra gli interrati di inizio anni '80 e non trovo. Cerco fra le tombe di famiglia e non trovo. Chiedo, sono indirizzato verso i loculi e non trovo. Chiedo ancora a una signora che mi dice "è qui dietro". Ci ero passato davanti, ma Fulvio, unico COSTA nella tomba condivisa con i DALL'OSTO, era nascosto dal vaso di fiori. Eccolo ... ultima tomba a destra questo è il cammino e poi dritto fino al mattino ... riutilizzo le parole di una canzone di Edoardo BENNATO. Solo per aiutare la memoria di chi affronterà la via.

Val d'Astico fra Cogollo del Cengio e Piovene Rocchette
Domenica sera, senza volerlo, ho chiuso un altro cerchio legato alla memoria di Fulvio. Sono entrato per la prima volta all'Ospedale San Bortolo di Vicenza, pur avendolo sfiorato molte e molte volte (vd. foto nel post 04/04/2011). Ho varcato l'ingresso per incontrare Gianfranco, figlio di Vittorino e Alessandra, nel reparto di Ostetricia. In quello vicino di Nefrologia si era spento Fulvio, quando i suoi reni non hanno più retto all'infezione innescata dal morso accidentale del suo cane. Anche mio zio Luigi, allora a capo di un cantiere sempre aperto all'interno dell'ospedale, mi raccontava di quel ragazzo che soffriva e si gonfiava senza sapere perché. In fin dei conti voleva solo correre, Fulvio, nato per correre veloce, più veloce di tutti.

domenica 6 maggio 2012

Tre storie in DIESEL

l'ex sede DIESEL a Molvena, via dell'Industria
Domenica scorsa alla Dieci Miglia delle Rose (vd. post 02/05) sono in zona partenza insieme ad Angela, allieva alla Scuola di Corsa, mentre mi sfila in auto l'amico Stefano che veloce va a parcheggiare. Dal cenno di saluto Angela capisce che ci frequentiamo e chiede "tu conosci il mio ex capo?". Ecco il link che non mi aspetto fra una giovane donna che arriva in Veneto da oltre l'Appennino e l'amico dirigente amministrativo in un'azienda del gruppo DIESEL. Immigrante lei per lavoro o per amore? O forse per entrambi?

Dal tono della battuta capisco che non deve essere stato rose e fiori e al successivo incontro di giovedì cerco di approfondire. La sua riluttanza mi incuriosisce. Così ieri le scrivo due righe.

Ciao Angela, il mondo DIESEL da queste parti è un mito alimentato non solo dall’immenso Renzo, ma anche da personaggi come Sebastiano (vd. FaceBook) e da suoi recenti racconti (vd. blog). Qual è il tuo? Posso ospitarlo nel mio blog.

Angela alla Dieci Miglia delle Rose
con Riccardo SOLFO al ristoro 8km
La sua amara ritrosia mi sembrava sempre più dissonante con un recente pezzo di Sebastiano in cui racconta quasi trent'anni della sua vita, dall'università ai giorni nostri. Ecco la parte più ispirata.

... Fin da adolescente vedevo e ammiravo questi tizi in Harley, con i capelli lunghi, belli e dannati come rockstar girare per le strade delle mie parti.
Lavorano alla Diesel, il capo si chiama Renzo.
Dal 1990 al 1995 mando un curriculum ogni anno alla Diesel.
E ogni anno ricevo uno scritto gentile ma triste: “ Grazie, purtroppo in questo momento non ci sono posizione adatta al suo profilo”.
Ho tenuto l’ultima di queste lettere datata giugno del 1995, visto che in luglio mi assumono grazie a un amico che all'ultimo non va a un colloquio con una società di selezione che gli rivela che il posto in palio è proprio per quei tipi strani della Diesel.
“Vacci tu” mi dice Piero, “a me non sembra un’azienda seria”.
Secondo colpo di fortuna.
Mai mollare e stare sempre con le orecchie tese.
Come all’esame di Economia 1.

totem Only The Brave
veste la cabina elettrica
Product Manager.
Brand Manager.
Responsabile Commerciale di Area.
Dal 1995 al 2000 me la godo da morire.
Un’azienda fantastica, di gente fantastica, in un mondo fantastico.
Imparo e mi diverto come a un concerto di Bruce Springsteen.
Ma non da spettatore.
Sono nella Band.
Sempre on stage.
Massacrandosi di lavoro, ma quando fai quello che sei non fai più.
Sei e basta.
E la fatica non la senti.
Rimane solo la soddisfazione di contribuire alla realizzazione di qualcosa importante.
E imparo tanto. Prodotto, comunicazione, vendite.
E la mia area di comfort aumenta, mi sento più capace.
Anche le belle storie e i più bei concerti terminano. ...

Questo è il rock&roll di Sebastiano. Qual è la canzone di Angela?

il Terraglio, la parte più alta di Bassano del Grappa
(sullo sfondo, oltre il Ponte)
Sai Enrico, dopo tanti anni (ne sono passati otto) riesco a non provare più rabbia per quei giorni. Solo adesso capisco che il mio carattere poco domabile e poco diplomatico (da toscana verace) non era compatibile con quell'azienda che mi chiedeva il massimo sforzo senza repliche.
Direi che sul tuo blog potresti ospitare invece la mia attuale attività: oggi sono arrivati i miei primi clienti nell'appartamento che affitto ai turisti!
Per chi volesse trascorrere notti romantiche a Bassano (in piazza Terraglio):
http://www.airbnb.it/rooms/426681
:) buon fine settimana!

ps domani corro :)))

Tanto fuori sintonia rispetto a quella di Sebastiano, eppure la storia di Angela piacerebbe a Sebastiano.

foto con Stefano alla Dieci Miglia delle Rose
E come la racconta Stefano? Lui non si sente un narratore, lui si definisce un semplice ragioniere anche in un ruolo di alta responsabilità. Eppure gli riesce qualche lampo di poesia. Avevamo fatto il viaggio insieme per andare alla maratona di Venezia (vd. post 26/10/2011). Lui non doveva essere con noi su quel treno. Purtroppo i farmaci non avevano avuto lo stesso benefico effetto come a Londra, quando in extremis - assediato dai pollini di primavera - aveva recuperato in tempo per correre il record personale (vd. post 25/04/2011).

Abbiamo fatto il viaggio insieme, io, lui e Tiziano lasciando i figli schiamazzare allegramente al secondo piano del treno. Gli avevo notato addosso un giacchino in pelle particolare, senza loghi. Strano per lui che può scegliere fra i più bei marchi del prêt-à-porter del gruppo DIESEL. Allora gli ho chiesto e mi ha raccontato la storia di quel campione disegnato da Martin MARGIELA, di pelle speciale, con finiture e lavorazioni speciali che non è mai andato in produzione. Era rimasto in laboratorio e, vistogli addosso, sembrava disegnato su di lui. È riapparso quel giacchino, anche alla festa di dieci giorni fa (vd. post 25/04/2012). Stefano deve essere tanto affezionato a quel giacchino, troppo bello per avere un marchio.

sabato 5 maggio 2012

w18/2012 - una settimana alla RMN

Radiologia al piano terra lato est c/o Ospedale di Bassano del Grappa visto da sud
quasi a tappare l'imbocco della Valsugana tra Altopiano di Asiago e Monte Grappa (ph. E52)


Caro Tommaso,
 
ho avuto conferma per RMN presso ospedale di Bassano del Grappa per sabato 12/05 ore 16:50. Mario ha organizzato l’esecuzione da parte di Fabio (entrambi conoscono perfettamente la mia situazione) e la stesura del referto da parte di Alessandro. Spero che la mia cartilagine sia degna di tanta attenzione!

Per il resto tutto bene. Rimane fastidio in corrispondenza agli accessi per l’artroscopia. Ieri la terapista mi ha confermato l’ottimo stato di salute generale e mi ha preso due misure alle cosce
• a 15cm dalla rotula / sx 48,3cm – dx 49,0cm
• a 22cm dalla rotula / sx 52,0cm – dx 52,3cm

Recupero quasi completo! Anche riguardandomi in foto il giorno precedente (vd. post 02/05) avevo notato la quasi simmetria negli arti.

Rimangono un paio di chili di troppo, ricordo di letargico inverno, che evaporeranno al prossimo sole estivo.

loop Boscaglie 2km (vd. post 31/10/2011) - papaveri rossi ai bordi della strada, sull'argine del Longhella
(passaggio casuale del podista che non mi ha guardato/riconosciuto - ph. E52)

Sono tre settimane e mezzo che non lascio feedback (vd. post 11/04) e aggiorno la mia situazione direttamente con il testo originale inviato ieri mattina al chirurgo che mi ha operato.

In pochi giorni i papaveri sono sbocciati ai bordi delle strade. In mezzo ai campi di frumento sono ancora soffocati dalle spighe (vd. finale post 02/05). Ecco la canzone che li immortala nella voce eterna di Fabrizio De André, avvicinando nel colore rosso papaveri e sangue.


venerdì 4 maggio 2012

Wesley KORIR, lo strano kenyano vincitore all'ultima maratona di Boston

Wesley KORIR e Sharon CHEROP
vincitori @ Boston Marathon 2012
Sto diventando autistico (almeno dal punto di vista atletico-comunicativo). Ho rimosso molti filtri ai canali sensoriali e mi entra di tutto nella mente. E tutto si mescola in continua rielaborazione. E poi spesso non esce, sommerso da un altro tutto che entra. Purtroppo l'attuale bombardamento globale non mi aiuta e forse è meglio che mi dia nuove regole. O nuovi schemi.

Di solito quando scrivo tendo ad argomentare, a legare le proposizioni, magari a dare il mio punto di vista. Ammiro molto chi in FaceBook riesce ad alimentare la propria tribù con poche battute e forse una foto. Provo a imitarne lo stile, se mi riesce in parte.

Mi è capitata sott'occhio questa splendida intervista a Wesley KORIR, vincitore dell'ultima maratona di Boston (vd. Peter GAMBACCINI @RW.com), e non voglio aspettare di intrecciarla con niente altro. Durante la gara in televisione lo avevo apprezzato molto, senza approfondire al momento, in attesa di informazioni che non hanno tardato ad arrivare. Lascio quindi la lettura completa dell'articolo sottolineando alcuni punti salienti.

Wesley KORIR ringrazia
# l'incontro con il campione olimpico Samuel WANJIRU (vd. post 19/05/2011) che, dopo l'arrivo della maratona di Chicago 2010, lo ha ispirato con un abbraccio e la frase "Wesley, tu corri come un campione. Ti prometto che, un giorno o l'altro, tu sarai un campione"
# l'esordio nella maratona di Chicago 2008 partendo nella ressa, 5' dopo i top runner "in fondo è stato un bene, il miglior modo per esordire in maratona"
# l'abitudine ad allenarsi da solo
# l'oculata gestione di gara in due maratone molto calde (Chicago 2008, Boston 2012)
# l'incontro nel 2004 - già maturo 22enne (vd. scheda @IAAF) - con il campione olimpico come Paul ERENG che lo ha guidato nel Kentucky, stato famoso più per il pollo fritto che per i mezzofondisti
# l'importanza della fede cristiana, anche nella scelta dell'allenatore Ron MANN
# l'attesa della cittadinanza USA, purtroppo fuori tempo massimo per le Olimpiadi di Londra
# la vita con la famiglia a St. Clements in Ontario CAN (*) perché la moglie Tarah McKay, canadese, ha problemi con il visto di ingresso negli USA; anch'essa valida mezzofondista in odore di Olimpiadi

Chi mastica l'inglese si sarà bevuto l'intervista in originale. Chi lo legge con fatica si sarà impegnato per capirne un po' di più. Valeva la pena! Fino a ieri Wesley era per me uno dei tanti kenyani che riempiono le classifiche. Oggi scopro che ha una bella storia da raccontare. Lo apprezzerò meglio alla prossima gara.

(*) l'Ontario confina con il Michigan, lo stato USA che abbiamo già trovato nella storia di Jason HARTMANN (vd. post 27/04): forse che l'aria dei grandi laghi fa bene come quella fine dell'altura?

mercoledì 2 maggio 2012

Dieci Miglia delle Rose nei Giardini a Bassano 2012 (album di foto)

(senza correre, ho la maglia di gara) - Nicola Nr.1
ormai l'arto sinistro sembra uguale al destro
... che sia ora di ricominciare?
Rendo onore a chi ci crede ancora. Nonostante la precedente edizione avesse accumulato una sequenza di difficoltà che avrebbe fatto crollare la fiducia di un leone (vd. post 23/05/2011), Nicola CARPANESE ha scommesso nuovamente e ha messo in scena la sua gara nella campagna di Rosà, quadrante sud-ovest dell'incrocio fra SS Valsugana e Nuova Gasparona (vd. confini comunali @maps.google e percorso @AtleticaIronGym). Queste precisazioni territoriali sembreranno pedanti ai non locali, invece sono l'origine di tanto orgoglio che anima il confronto fra le varie comunità vicentine, sempre oscillante fra esaltazione delle tipicità e campanilismo. Più giro la provincia in bici e più lo vedo.

Raddoppio dei partecipanti (vd. classifica @sdam) e nessun feedback negativo sono i pilastri su cui continuare in futuro, soprattutto quando le nuvole velano il sole che avrebbe potuto impegnare oltremodo gli atleti, come nelle due precedenti edizioni tenute nella seconda metà di maggio. Rimane la sovrapposizione con una bella gara in centro a Treviso che ha giocato d'anticipo allo stesso modo della gara di Rosà. Chi era sul percorso e mi ha visto in bici e con la fotocamera ha aspettato fin troppo ... ecco qui

posizione di scatto al raduno AV 01/04
(ph. Francesco GASPARI)

Sono tornato allo stile Belluno-Feltre (vd. post 28/03) e Puro10000 (vd. post 15/04), ovvero fotocamera compatta, molto più maneggevole nell'inseguimento degli atleti: la velocità di messa a fuoco/esposizione non è un problema quando si viaggia a fianco del soggetto, alla sua stessa andatura. Quando mi fermo, invece, rimpiango la reflex che vive in un'altra dimensione di velocità e controllo delle impostazioni. D'altra parte mi è difficile utilizzarla con una mano sola. Così la mia Maratona di Padova è stata tutta uno stop&go (vd. post 22/04).

Finora ho parlato della prima parte del lavoro, semplice meccanica di scatto, in continuo e precario equilibrio (ricordo che in bici sono scarso). Poi si seleziona/ritaglia/riduce, la parte oscura del lavoro, quella che fa emergere la qualità in fase di pubblicazione ... ma, alla fine, quale fotocamera vince? In bici la compatta, a piedi la reflex. Non so quanti abbiano saputo utilizzare i dettagli di certi scatti reflex alla Maratona di Padova, mentre lo scatto di una compatta ben incorniciato è sempre godibile, anche nel surrealismo creativo di BressDiCorsa (vd. post 30/04 e 16/04). Sembra uno squinternato, ma è solo apparenza. Io gli voglio un bene dell'anima!

uno scatto difficile per una fotocamera compatta (per tanti motivi)
Prima Comunione 29/04 parrocchia di S.Antonio Abate, Marostica

Ecco la foto che giustifica la precoce dipartita dal percorso di gara di Rosà. Arrivo a casa, doccia/barba/cambio di abito velocissimi e volo in chiesa, col giusto anticipo per non rimanere intruppato all'ingresso. Ben visibile la soddisfazione di Don Franco a cui poche volte all'anno capita tanta assemblea. Fra i comunicati c'è un mio nipote e i figli di tanti amici che hanno già ricevuto gli scatti dedicati.

mappa dei Giardini a Bassano 21/04-20/05/2012
Torno indietro di qualche giorno e arrivo al 25 aprile, quando ho accompagnato la famiglia in una passeggiata in centro a Bassano. Cielo nuvoloso e luce morbida sono i presupposti per buoni scatti, ma non pensavo che mi sarei divertito così tanto con Camilla e Antonella nella caccia al tesoro fra le vie del centro! Tommaso ha dormito la maggior parte del tempo.

Sapevo del concorso Giardini a Bassano, dovevo comunque toccare con mani e con occhi la dimensione dell'evento: 16 installazioni di 16 concorrenti, professionisti e non, a contendersi il titolo  per “IL COLORE NEI GIARDINI DEL MONDO” (vd. la brochure completa @ProLocoBassano). Ogni visitatore lascia il suo giudizio nella cassetta presente in ogni stazione e contribuisce al voto popolare.

Giardino Nr.1 del mio amico Michele BASSETTO
Insieme al concorso per i giardini c'è pure quello fotografico (vd. rispettivamente pagg. 7 e 11 della brochure @ProLocoBassano). Peccato che gli scatti siano da eseguirsi solo nei giorni di sabato 12 e domenica 13. Chissà se riuscirò a partecipare. Comunque ecco l'album completo di 49 scatti: due per ciascun giardino più uno di separazione, uno iniziale e uno finale. Con Camilla e Antonella mi sono divertito così ...


PS la macchia scura ben visibile in un angolo su alcuni sfondi chiari è già stata rimossa da Tiziano

Approfitto dell'avvio del prossimo tour fra pochi giorni e della perfetta stagionalità del titolo della canzone "Blood for Poppies" per recuperare i Garbage già incorporati nel post 13/02 (vd. testo @azlyrics) ... provare a incastrare il testo nella melodia!


A breve i papaveri si accenderanno di rosso nelle bionde messi.
Al momento è tutto verde sui campi.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...