Per la seconda volta dopo sei anni e mezzo ho fatto entrare le gambe nel magico anello marcato GE. Nell'autunno 2004 avevo verificato le condizioni dei tendini di Achille e l'esito della Risonanza Magnetica Nucleare mi ha convinto a sottopormi all'operazione eseguita nella primavera del 2005, quando compresi l'equivalenza "no scarificazione = no corsa". Mi è andata bene, altrimenti non sarei qui a scrivere.Sabato mattina ho verificato le condizioni del ginocchio sinistro che continua a farmi male e mi impedisce di correre in equilibrio, sovraccaricando l'arto destro che al momento è più sano. Le immagini sono state raccolte, ma non ancora elaborate. Attendo l'esito nei prossimi giorni. Non ho mai avuto grossi problemi alle ginocchia e al momento stanno soffrendo non per colpa loro. Comunque è possibile che nella corsa campestre di tre settimane fa abbia leso una qualche struttura. Vedremo. Queste articolazioni ballerine in qualche misura mi uniscono a Gebre che non ha partecipato alla maratona di Tokio, corsa stamattina. Lui almeno ha sbattuto le ginocchia a terra, almeno così scrive su TWITTER, che ha taciuto per troppo tempo come il suo ufficio stampa. Mi auguro solo di non seguirlo nel destino fino alla rinuncia della maratona o al ritiro in gara come a NYC 2010. Faccio scongiuri. Mancano sette settimane a Londra, non molte: un esito rassicurante (nessuna lesione, menischi a posto, spessori fisiologici delle cartilagini) e ripresa costante degli allenamenti sono gli obiettivi della settimana prossima. Al momento sono tranquillo e assisto alla crescita degli amici lanciati come treni verso la loro maratona primaverile (Roma, Treviso, Milano, Rotterdam, Londra, Padova, Trieste). Dopo i primati personali in mezza a Verona di Fabrizio V, Davide M, Stefano T una settimana fa, oggi Vittorino B ha migliorato tre minuti e mezzo alle Roma Ostia. Fantastico!
Il sito deve ancora essere aggiornato, mea culpa, e la documentazione a corredo sistemata. Nel frattempo è in fase di stampa, presentazione e distribuzione la brochure dei servizi Studio RX (pieghevole a 4 pagine F/R 15x15cm).
Dopo 15 anni passati sui campi di atletica ad allevare giovani leve, col tempo mi sono avvicinato al settore master, nel quale si svolge anche la mia rinnovata attività. L'approccio è completamente diverso perché diversi sono i presupposti e gli obiettivi. Soprattutto si deve affrontare una pendenza invertita della disponibilità prestazionale: da una parte un fisico in crescita nel pieno vigore delle forze e delle capacità recettive, dall'altra il naturale decremento delle stesse (alcune riflessioni nei post "calcaterrite"). Quindi c'è da porre la massima attenzione all'utilizzo dei mezzi di allenamento.
Run Academy nasce per fornire un servizio di supporto alla programmazione dell’attività sportiva a chi voglia aggiungere un obiettivo agonistico oltre a quello primario di mantenimento della salute. È sufficiente sfogliare le riviste di settore per trovare svariate indicazioni, nel mare magnum di internet c’è di che perdere l’orientamento, gli amici corridori distribuiscono generosi consigli e sollevano amletici dubbi. Quale direzione prendere? Dopo approfondita anamnesi, test di valutazione, verifica delle disponibilità, calibrazione degli obiettivi, definizione piano gare, recepimento delle preferenze e degli strumenti utilizzati viene elaborato un programma sul quale sono richiesti feedback per il continuo riadattamento finché non si riesce a fornire periodizzazione a medio-lungo termine da un obiettivo importante a quello successivo. L'essenziale è individuare gli elementi prioritari per l'ottenimento della prestazione, compatibilmente con i presupposti appena descritti. Molto spesso si tratta di riordinare e meglio definire i mezzi di allenamento, soprattutto in merito a quantità e ritmi di corsa.
Google Maps + Street View da SP248 verso ovest
La prima proposta nasce un anno fa limitatamente ai tesserati [AV]. In Studio RX viene estesa a chiunque, c'è il contatto diretto, c'è la completa disponibilità di servizi professionali a sostegno dell'attività sportiva (medicina con diverse specialità, fisioterapia, osteopatia) e un preciso ambiente di riferimento appena a sud del centro di Marostica, vicino a dove Via Roma si stacca da viale Vicenza SP248.
Continuiamo con il ragionamento del Dr. Michael COLGAN sull'overtraining e il parallelo con l'invecchiamento. Studies show that the neuroendocrine system becomes exhausted, altering hormone levels so that optimal performance is impossible. Some severely overtrained athletes have developed Addison's Disease, characterized by the permanently reduced function of the adrenal glands, so that they no longer maintain proper hormone levels. That's the finish of any elite sports career.
Questa è la frase che più mi è rimasta in memoria. L'avanzamento dell'età, oltre alla diminuzione della capacità contrattile della muscolatura e quindi della forza in generale (anche del cuore!), comporta anche una diminuzione della capacità di recupero a causa della diminuita funzionalità ormonale. Mi ricordo una frase del genuino e immenso Steve OVETT che giustificò il suo ritiro più o meno in questi termini "ero stufo di farmi vedere dai miei figli disteso sul divano fra una corsa e l'altra" quando cercava di recuperare da un allenamento al successivo.
The other big problem is suppression of immune function. Overtrained athletes become progressively more susceptible to infection. They also get more injuries, especially muscles and tendon injuries, the type that can cut training for months. My friend, Olympian Jeff GALLOWAY, who has taught thousands of athletes how to run, put it best "The single greatest cause of improvement is remaining injury-free to train."
Ci voleva la perla di Jeff per chiudere il discorso, che adesso comprendo meglio di quando lessi la prima volta, anche se non basta rimanere "liberi da infortuni" per avere la garanzia di miglioramento. Se prendiamo un campione come Stefano BALDINI, che tutti pensiamo di conoscere bene, notiamo come abbia retto la scena alla grande fino al 2006, ha cominciato a scricchiolare nel 2007, si è in parte risollevato nel 2008 in previsione dell'Olimpiade di Pechino in cui ha corso con un infortunio ai bicipiti femorali che si è rivelato ricorrente negli anni successivi, si è dedicato alle gare più brevi nel 2009 dove si è ancora preso buone soddisfazioni, per lanciare il gran finale di carriera del 2010 che purtroppo non ha avuto gli esiti programmati.
NYC 2010, Stefano BALDINI si scatena in Central Park dopo aver accompagnato gli atleti B2R
(venerdì 05/11 - ph. Tiziano)
Forse che Stefano si sia allenato con meno cura, meno impegno o meno convinzione negli ultimi anni di carriera? No di certo. Tutto documentato nel suo sito http://www.stefanobaldini.net/ che nasce nel 2006 in quella che è stata la suo ultima eccellente annata. Poi comincia l'altalena fino al definitivo ritiro dello scorso autunno 2010. ... continua ...
Continua il periodo da Geremia. Dopo il comico personaggio del gruppo TNT pubblico la maestosa rappresentazione di Michelangelo, sperando che sia l'ultima settimana sotto tono: poca corsa a ritmo lento, muscolatura legata e ginocchio sinistro sofferente che mi fa zoppicare anche camminando. Non è la prima volta che mi capita e non ho mai saputo prevedere la liberazione dal torpore. In una simile situazione nell'inverno 1993 ci ho messo qualche settimana a recuperare, nell'inverno 1997 un mese e mezzo dopo una febbre elevata nel periodo natalizio. Capita poi di stare bene da un giorno all'altro. Nessun preavviso. Attendo con pazienza, senza voler cambiare profeta di riferimento.
Ognuno ha i suoi problemi! Guardo ai Campionati Keniani di ieri a Nairobi: nessun campione del mondo di cross 2010 difenderà il suo titolo fra quattro settimane in quanto nessuno è riuscito a qualificarsi nei terribili trials. Ecco un paese che ha problemi di sovrabbondanza, mentre la maggior parte reclama ricambi. Cosa ne è stato dei due campioni visti in azione al Campaccio e al Cross Italica? Un mal di pancia ha fermato Joseph EBUYA e Leonard KOMON ha acchiappato l'ultimo posto disponibile per Punta Umbria (SPA).
partenza della Mezza
per l'Arena (1) gara giovanile in attesa degli assoluti
Oggi sono stato comunque a Verona per la Maratona, in sana compagnia di fratelli e amici da Marostica, ai quali se ne sono aggiunti altri in centro a Verona. Ogni tanto fa bene osservare le gare dall'esterno e si valutano molto meglio gli sforzi organizzativi e la bellezza di un contorno che altrimenti di corsa non si ha modo di apprezzare.
per l'Arena (2)
piazza delle Erbe in attesa del passaggio gara
C'è bisogno di confermare che Verona è una bellissima città? No di certo. Ma è pronta per accogliere tanti maratoneti? Secondo me si. Nella parte finale del percorso, quella che ho visto, c'erano transenne continue su ambo i lati e tanti spettatori rispettosi ben guidati dagli addetti del percorso e dai numerosi militari che hanno ben presidiato. Nella zona partenza ho visto transenne molto alte per evitare furbi scavalcamenti in modo che fossero rispettate le gabbie: c'erano da regolare ben più di 3'000 partenti nella prova di mezza che uniti ai quasi 2'000 iscritti nella maratona fanno raggiungere l'ottima quota di 5'000 arrivati.
Fabrizio 1h20'47"
il migliore 21-42
a 1km all'arrivo
Andrea RIGO felice
non solo per 2h39'54"
e per i giri di birre
Sembrano pochi? Vederli e contarli prima di giudicare. Unico problema tecnico è stato il muro di mezzi maratoneti da 5'00"/km che i maratoneti da 4'00"/km si sono trovati di fronte al momento della fusione dei percorsi in corrispondenza rispettivamente del 9° e del 30° chilometro.
Aggiungendo mezz'ora all'odierna ora e un quarto di differenza fra la partenza di maratona e quella di mezza è possibile miscelare le gare con atleti di pari velocità.
Promozione piena per Verona Marathon vista da fuori. Domani leggerò i riscontri di chi l'ha vissuta dal di dentro. In attesa di future evoluzioni.
Propongo un breve campionario di amputazioni di parti del corpo compiute in alcune recenti copertine della "Bibbia dello Sport" T&F News, segno dell'eterna lotta tra fotografi e grafici. Ovviamente questi hanno l'ultima parola nella composizione dell'immagine alla ricerca del massimo effetto comunicativo. Posso quasi capire il miglior riempimento dello spazio da parte del poderoso Chris, la rappresentazione del confronto Tyson-Usain, l'equa ripartizione fra Elena e Kenenisa, ma serviva proprio mutilare la mano sinistra a Blanka e rifilare dall'alluce al tallone destro?
Questione di pixel? Comprensibile la scelta dei "biblisti", ma nei miei ritagli cerco di mantenere anche la corretta proporzione di scatto 3:2. Mi anima ancora tanto amor di geometria e di completezza, per quanto platonico possa apparire.
Ci fu un tempo in cui grandi fotografi stampavano anche il bordo del negativo per rassicurare che la riproduzione corrispondesse esattamente allo scatto. Lezione del tutto anacronistica ai tempi di Photoshop?
Riesumo testi del secolo scorso e tuttora validi, lascio l'inglese originale perché è facilmente traducibile e suona molto meglio dell'italiano.
A proposito di stanchezza ho recuperato una bella frase di Brendan FOSTER contenuta nella sua biografia risalente alla fine degli anni 70 "All top international athletes wake up in the morning feeling tired and go to bed feeling very tired" (Running with the Legends, pag. 374) che ispirò molto un giovane Rob DE CASTELLA in merito a quella che è una condizione costante dell'atleta di alto livello. Deek ne fece una ragione di vita su cui basò la crescita atletica e una carriera di grande successo. Brendan forse non era molto addentro ad argomenti di neurofisiologia, non conosceva l'ormone della crescita [GH] e i meccanismi della sua liberazione durante il sonno, ma ne apprezzava i benefici effetti per cui al mattino si svegliava meno stanco di come si era addormentato. Tutto si gioca su un delicato equilibrio fra allenamento, nutrizione, motivazione e capacità di recupero. Il problema è: quanto dura il circolo virtuoso?
Una rapida risposta è sintetizzata indirettamente dal Dr. Michael COLGAN (Optimum Sports Nutrition, pag.73-74) fra le righe quando parla di overtraining nel capitolo 7 intitolato "Rest and Sleep". Cosa unisce il sovrallenamento al "riposo e sonno"? Semplice: the overtraining syndrome occurs primarily because of insufficient rest. Even if your training and nutrition program came straight from the mouth of God Almighty, without adequate rest your body will fail to adapt.
Non esistono formule magiche o scorciatoie per una fisiologica crescita prestazionale: allenarsi, nutrirsi e riposarsi. Già per vivere questa stringente sequenza quotidiana bisogna essere molto convinti e Forrest Gump ci riempiva completamente la giornata, come un qualsiasi atleta di elite, che rimane nella sua splendida condizione finché il talento rinnova le prestazioni combinando tutte le predette componenti.
There is no way you can gut it out by will power. Just the opposite. Athletes who are falling into the overtraining syndrome often start to train harder to "break the plateau". Instead of improving they get worse faster. You can't beat overtraining with more work because, by the time it becomes noticeable, your body is already shot.
Chi vuole un esempio recente ben documentato dalla vittima stessa, può leggersi il racconto di Ryan HALL direttamente nel suo blog dopo che gli allenamenti avevano avuto un'escalation quasi inattesa nel periodo finale di preparazione della maratona autunnale: in un mese è passato da Perfect Moments attraverso il dubbio di To Run Or Not To Run fino alla decisione Why I Decided To Not Run Chicago a causa del sovrallenamento. Di qui si è incrinato il rapporto con il suo allenatore che ha portato Ryan a gestirsi in autonomia. La prima uscita agonistica nei campionati USA di mezza maratona a Houston (29/01) è stata positiva, benché non vincente. Lo attende la mezza di NYC fra poco più di un mese e poi il severo percorso di Boston.
La riflessione si fa interessante perché il sovrallenamento è simile all'invecchiamento, con la differenza che per le diminuite performance causate dal momentaneo sovrallenamento in un fisico giovane c'è il rimedio che invece non si trova per l'avanzamento di età.
Fine settimana per fortuna senza gare, perché non sarei stato in grado di esprimermi al meglio, causa un piccolo, e spero breve, male di stagione. Lo stato di infiammazione parte dalla testa e si diffonde per il corpo, acuendo anche il fastidio dietro il ginocchio. Mi auguro che la condizione di miseria evapori nei prossimi giorni e che la pausa favorisca il recupero generale del corpo. Pubblico quindi la continuazione di "calcaterrite" per mantenere un profilo dignitoso e non commiserarmi oltre, col rischio di diventare un Geremia.
... continua ...
Giorgio CALCATERRA un esempio da imitare? No, perché Giorgio è unico, un vero fenomeno, ma la lezione deve essere meditata e applicata per quanto possibile. Nelle settimane successive all'incontro quasi scherzando dicevo a tutti che avevo preso la "calcaterrite", in forma lieve per fortuna, quando gli amici si stupivano di vedermi gareggiare in continuità anche dopo la maratona di primavera (Parigi 11/04/2010), nonostante il fastidio alla caviglia sinistra, mentre di solito mi prendevo anche lunghi periodi senza gare per recuperare in pace; per esempio nel 2007 non ho gareggiato per 4 mesi abbondanti dalla maratona di Padova 22/04 fino alla Mezza del Brenta 02/09. Ho fatto quindi un dritto fino a inizio giugno, poi ho preferito allenarmi con calma durante l'estate e ho ripreso a gareggiare allegramente a settembre.
Nel 2010 ho partecipato a 23 gare o assimilabili a tali: 4 campestri di 8-10km, 7 corse di ca. 10km, 1 corsa di 10 miglia, 7 mezze maratone, 2 corse di 30km, 2 maratone. Ogni presenza ha avuto un senso: dalle classifiche di società in campestre al piacere di partecipare a gare che ritengo giusto ripetere (StraVicenza, Maratona del Santo, 10 Miglia delle Rose, Mezza del Brenta, Graticolato, 6 Comuni, ritrovi Fulminei), dai percorsi che non avevo calpestato in precedenza (Campolonga, Villafranca, Carpi) fino a quelli all'esordio (Puro10'000, Sleghe Lauf, Gardaland Half Marathon). A volte per fare un piacere anche agli organizzatori, a volte per vivere di persona la manifestazione dal di dentro. Forse ho perso qualche lavoro specifico per finalizzare al meglio la prestazione - infatti non sono sceso sotto l'ora e 10' nella mezza - pur mantenendo un buon volume complessivo: quasi 4'900km di cui 2'700km negli ultimi 6 mesi.
Ogni tanto mi domando: fino a quando reggo?
Le analisi del sangue dell'ultimo anno sono stabili e sovrapponibili
RBC 5,0·10^6/μL - HGB 15,6g/dL - HCT 46,0%
in linea con le precedenti degli ultimi 4 anni (medie e variazioni)
RBC 5,0±0,1 - HGB 15,7±0,2 - HCT 45,5±0,7
Qui almeno non ci sono cedimenti. Neanche a livello muscolare, tendineo e articolare, almeno sembra: niente di particolare che non si possa ricondurre a morfologia non ideale (è sufficiente osservarmi la tibia, associata ad arco plantare ribassato), a difficoltà oggettive (i tendini di Achille scarificati), all'età che avanza. E finora tutto gestibile.
Spesso ho momenti di lucidità, come Forrest Gump nella Monument Valley dopo 3 anni 2 mesi 14 giorni e 16h di corsa ininterrotta, e penso "sono un po' stanchino!". Poi parto e vado a correre, se il pensiero mi assale quando sono in casa, oppure continuo a spingere, se sono già in corsa.
Spero un giorno di avere la stessa lucidità e ammettere davvero "sono un po' stanchino!", completare la frase "credo che tornerò a casa" e applicarla, senza trascinarmi oltre. Nel frattempo continuo a correre, veloce per quanto mi riesce, finché l'ispirazione alimenta la motivazione.