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lunedì 3 marzo 2014

#nangainwinter sarà per la prossima volta

Simone MORO è rientrato anticipatamente a campo base, mentre David GÖTTLER ha buttato un'occhiata sul versante Diamir a quota 7'200m slm da Mazeno ridge, meno di mille metri dalla cima ...


mercoledì 19 dicembre 2012

Libri 2012

Dopo aver presentato lo scheletro del blog, ovvero le immagini (vd. post 18/12), ecco quello che potrebbe essere il sistema nervoso, ovvero i libri, che tanto ispirano lo stile e le possibilità di presentazione: segue la lista di quelli che sono stati letti/descritti nell'ultimo anno.

Se qualcuno fosse a corto di idee per Natale, consiglio un'idea in extremis per gli amanti della fatica (tutti libri 2012!)
20/11 appassionati di corsa lunga ferrati con l'inglese
02/08 ispirati da imprese raccontate
08/04 ispirati da imprese spiegate
E per chi non vuol sbagliare, ecco un libro che si gusta come un gelato 18/07 ...

lunedì 3 febbraio 2014

Scatti sul Nanga Parbat (Canon G16 vs. Panasonic DMC-GM1)

Ho lanciato il messaggio su facebook una settimana fa "sfida fotografica sul Nanga Parbat: a tracolla Simone MORO sembra avere una Canon G16, dall'altra parte dell'obiettivo c'è una Panasonic DMC-GM1 ... chi scatterà in vetta?" ...

venerdì 26 febbraio 2016

#NangaInWinter at last (Simone Moro & c.)

Ci sono anch'io nella foto con Simone Moro (quasi) 4 anni fa, appassionandomi alle invernali sul Nanga Parbat dopo aver letto il libro ...


giovedì 2 agosto 2012

Simone MORO, La Voce del Ghiaccio - il libro

presentazione nel post 30/07
Non so quante persone possano capire veramente il libro di Simone. Forse qualche decina in Italia e qualche centinaio nel mondo. Descrive situazioni al limite delle capacità umane per difficoltà di vario genere in combinazione devastante durante ascese in stile alpino delle più alte montagne del pianeta nella stagione invernale: temperature basse, rarefazione dell'aria, venti furiosi, ostacoli fisici, alimentazione/idratazione acrobatiche. Una sola di queste sarebbe sufficiente per atterrarmi. Simone ci sguazza, felice di misurarsi con il superamento di nuovi confini, pur rimanendo su questa stessa terra.

Avevo conosciuto la sua voce durante gli interventi invernali @DJCI del venerdì verso mezzogiorno (e in replica notturna), quando veniva chiamato da Linus e Nicola in occasione dei passaggi di Aldo Rock. Il telefono satellitare avvicina molto, ma, al di là dei numeri, è difficile trasmettere le condizioni ambientali: Simone ha raccontato due mesi in ghiacciaia ventosa prima di rinunciare all'ascesa del Nanga Parbat a metà febbraio. Ecco in diretta, anche come intercalare fra i capitoli del libro, l'ultima delle spedizioni non riuscite. Come più volte successo in passato e che Simone racconta senza vergogna: il prossimo sarà quello buono, quando ci arriverà con maggiore esperienza.

14 ottomila fra Himalaya (9) e Karakorum (4+1)
C'è quasi tutto nella presentazione ufficiale @PalazzoRoberti: vi regalo il gran finale, alla luce del quale interpretare ogni singola riga di questa eccezionale lettura ... vorrei concludere questo libro augurando a ciascuno di voi di non credere mai che esista "l'impossibile", anzi, stimolandovi a lavorare sempre e sempre di più per dimostrare a voi stessi e al mondo che i limiti del nostro agire, sognare e realizzare stanno sempre e solo dentro di noi. L'impossibile è l'alibi della nostra resa.

lunedì 30 luglio 2012

Simone MORO, La Voce del Ghiaccio - presentazione @ Palazzo ROBERTI 27/07/2012

una vetrina a Palazzo ROBERTI
Se posso non mi lascio scappare le presentazioni di eccellenze italiane che passano a Bassano. Sono andato per ascoltare dal vivo quello che avevo guardato in TV (vd. intervista @LeInvasioniBarbariche del 16/03/2012), affrontare quella voce che mi sembrava angosciante e si è dimostrata trascinante: un eccezionale monologo di tre quarti d'ora, equilibrato e deciso. Nel video c'è quasi tutto. Per fortuna Daria BIGNARDI lo ha fatto parlare a sufficienza, ma ha lasciato aperto il capitolo del futuro lavoro di Simone come elicotterista di alta quota ... sembra che con le pale in aria sia bravo come con mani e piedi sulle pareti rocciose.

una parola per tutti
Tanti i paralleli con la presentazione di Guido MARTINETTI per la storia di GROM (vd. post 12/07 e 18/07):
# l'orgoglio di aver scritto il libro da sé
# l'ispirazione per un "sogno quasi impossibile" dove tutto si gioca sul quasi (interpretazione e conversione)
# l'importanza dell'educazione ricevuta dai genitori
# il senso civico che fa apparire eccezionali scelte che dovrebbero essere comuni
# l'attuale periodo positivo (quando per il resto del mondo non sembra andare bene)

GdV 25/07/2012
Alcune note rapide
# la lezione dei grandi scalatori italiani come Riccardo CASSIN, Walter BONATTI e Reinhold MESSNER che hanno fatto tanta storia dell'alpinismo mondiale
# il riconoscimento del talento assoluto di Manolo (qui l'intervista barbarica sempre con Daria BIGNARDI 08/04/2011): Simone si è fatto un mazzo tanto ...
# il profondo feeling con polacchi, russi, kazaki ... duri e sinceri: gli ricordano gli italiani di una volta, quelli che non si lamentavano
# la scelta delle scalate invernale per ridare pieno senso a parole come esplorazione e avventura
# la scelta dello stile alpino per un rapporto autentico con la scalata
# nelle disgrazie in montagna c'è un 20% di sfortuna e un 80% di imprudenza (lo dice uno che ha ancora tutte le falangi al proprio posto)
# il coraggio di rinunciare quando si annusa pericolo, ancora prima di vederlo perché di solito è troppo tardi
# 25'000 copie vendute del libro (alla quarta ristampa) praticamente senza presentazioni (quella di Bassano era la terza)
# un intercalare rafforzativo ormai normale che usa anche nel testo ... a presto per il resoconto del libro!

giovedì 8 novembre 2012

Scott JUREK, EAT&RUN con Steve FRIEDMAN

Ho incontrato il protagonista nel libro "Born to Run" di Christopher McDougall (vd. post 13/03), ho letto la commossa recensione di Leonardo SORESI sul numero di ottobre di Spirito Trail, ho visto le stelle di apprezzamento su Amazon ... ho acquistato il libro cartonato, al momento disponibile solo in lingua originale (potabile!).

Scott JUREK si è avvalso della collaborazione di un bravo giornalista, Steve FRIEDMAN (*), che ha diluito e orchestrato la narrazione. Come John BRANT con Alberto SALAZAR per "14 Minutes" (vd. presentazione post 17/08; resoconto post 21/08). Ora come allora mi ci vorrebbe una settimana di vacanza ber berlo d'un fiato. A piccoli sorsi lo finirò prima di Natale: sono 21 capitoli di una dozzina di pagine, concluso ciascuno da un consiglio tecnico e una ricetta vegana.

Oggi capisco ancora meglio l'orgoglio di Guido MARTINETTI (vd. presentazione post 12/07 - resoconto post 18/07) e Simone MORO (vd. presentazione post 30/07 - resoconto post 02/08) che hanno scritto completamente da sé i rispettivi "Storia di GROM" e "La Voce del Ghiaccio" (**).

Ecco alcuni fantastici video, cominciando dal trailer del libro (direttamente dal sito http://scottjurek.com/) ...

mercoledì 2 marzo 2016

Nanga Parbat a pezzi

Avevo anticipato i giornali venerdì scorso, lasciando al cartaceo la testa della prima


e le successive due pagine di sabato mattina ...

martedì 29 giugno 2021

sabato 14 dicembre 2013

la Staffetta della Vita (chi si Spegne, chi si Esalta)

Mi dispiace aver perso l'energia dell'incontro: il video deve essere pallido ricordo della presentazione a Palazzo Roberti del libro di Rossana Podestà "Walter Bonatti - Una Vita Libera" un anno fa...


giovedì 13 febbraio 2014

Out of Order - Full Immersion

Due giorni senza ADSL in casa, due giorni per per individuare/riparare un guasto di rete esiziale per un’attività lavorativa. Vivo meglio con la connessione, ma non muoio senza connessione. Anzi, capita di riscoprire antiche forme di attenzione, quando non c'è continua distrazione, e arriva la conferma di non essere nati multitasking: forse i miei figli, non io.

Una prova indiretta arriva anche da Simone MORO in attesa sul Nanga Parbat: fra una finestra di bel tempo e la successiva, al campo base ha scritto il libro che aveva in mente. Doveva staccarsi dalla frenetica routine casalinga per trovare il tempo e la concentrazione per digitare le parole che stavano fra la testa e la punta delle dita ...

martedì 8 marzo 2016

Lo Sport del Doping, doppio fallo (Maria Sharapova)

Come il resto del mondo la Gazzetta è caduta dal pero e il pezzetto di lunedì si è salvato perché era in fondo alla pagina dell'atletica riempita con lo show di Gianmarco Tamberi ai Campionati Italiani indoor ...


giovedì 8 agosto 2013

La Morte Sospesa (Touching the Void) di Joe SIMPSON

Libro prestato, libro divorato con i tempi della terribile ascesa e drammatica discesa dal Siula Grande sulle Ande, se mai un oltre-6mila-meno-7mila potesse sembrare poco, scalato per una via difficile nel 1985 quando non esistevano tante forme moderne di comunicazione (satellitari e precise previsioni meteo) che aiutano a non farsi male, come ci raccontava un anno fa Simone MORO, orgoglioso di avere ancora tutte le falangi di mani e piedi.

Joe SIMPSON ha elaborato 13 anni prima di mettere nero su bianco l'incredibile avventura poi portata anche sul grande schermo nel 2003. La narrazione mi ha preso così tanto che una notte, dopo aver riposto il libro, nel primo sonno ho cacciato un urlo e un pugno che non è andato a segno su Antonella (ero ancora nella parte dell'ascesa). Poi un'altra notte, durante la lettura della discesa nel ghiacciaio, mi è arrivato un altro incubo angosciante, sbattuto in barca da solo nel mare in tempesta dopo aver perso l'approdo. Proprio a me che c'entro poco con l'acqua profonda e l'alta montagna ...

mercoledì 23 novembre 2016

mercoledì 14 maggio 2014

Canon PowerShot G1 X Mark II

Pensavo di vederla in anteprima al collo di Simone MORO per catturare al meglio i panorami mozzafiato dal Nanga Parbat (aveva una G16), ecco la recensione @dpreview ...


sabato 11 agosto 2012

William URY - IL NO POSITIVO

Libro molto impegnativo e alla fine ho capito perché: William URY ha condensato cinque anni di lavoro e trent'anni di esperienze, dirette e riportate (iniziare pure dai ringraziamenti per intuire la dimensione dell'opera collettiva). Quindi è da affrontare come un manuale e per questo è stato sorpassato dalle letture di GROM (vd. post 12/07 e 18/07), Robin SHARMA (vd. post 01/08) e Simone MORO (vd. post 30/07 e 02/08) ... un mese frenetico!

William è antropologo, non linguista o filosofo, e trasmette meglio i suoi insegnamenti con gli aneddoti che con i ragionamenti e di sicuro darà il meglio di sé dal vivo a Vicenza il 12 ottobre prossimo (vd. sito CMF). Vi regalo il finale, alle luce del quale affrontare il libro e la giornata formativa.

Non c'è dubbio che emettere un NO positivo richiede coraggio, visione, empatia, forza, pazienza e perseveranza. Ma è nelle capacità di ognuno ogni giorno e i compensi sono potenzialmente enormi.
Riabilitando il NO e sposandolo con il SI possiamo costruire una vita migliore per noi e per coloro che ci circondano. Con questo modo di procedere possiamo costruire per i nostri figli e nipoti un mondo migliore, basato su integrità, dignità e rispetto reciproco.
Non dovete scegliere tra dire NO e ottenere un SI. Potete fare entrambe le cose. Potete dire NO ... positivamente!
Vi auguro il genere di successo che può derivare solo dall'essere fedeli a se stessi e rispettosi degli altri!
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