domenica 14 settembre 2014

Lo Sport del Doping, un lungo e continuo tacco punta

Io smisi di parlargli nel 1984, gli telefonai e gli dissi: «Per quello che mi riguarda, da oggi i nostri rapporti si chiudono».
C'erano due motivi, gravi entrambi, ai miei occhi.
Uno: si era allargato troppo, aveva questa frenesia di uscire dall'ombra, di prendersi dei meriti non suoi. Non mi stava bene. Dietro Cova c'era Giorgio Rondelli, il suo allenatore. Sono gli allenatori che vanno sul campo con gli atleti, che lavorano con loro, che si dedicano a loro. E invece Conconi cercava di far passare il concetto che i meriti fossero principalmente suoi. No. I meriti delle vittorie di Cova erano di Cova in primis e di Rondelli.
Due: fu nell'84 che il presidente del Coni, Gattai, dichiarò fuorilegge, in quanto emodoping, l'autoemotrasfusione che Conconi praticava. Questo, per me, bastava per interrompere i rapporti: perché, come avevo sospettato, Conconi si guardò bene dallo smettere con quella pratica.
Tanti atleti - della marcia, dello sci di fondo - continuarono a frequentarlo, a seguirlo. Io no. Mai più visto né sentito da quella telefonata.

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Così si conclude a pag.65 il paragrafo "il doping" nel libro di Luciano GIGLIOTTI per precisare e smarcarsi da quanto scritto in quello di Alessandro DONATI. E mi è tornato in mente quando ho letto il pezzo di ieri sulla Gazzetta, finalmente una firma pesante che non fa sconti a nessuno nell'articolo "30 anni di buchi", giusto dal 1984 quando l'autometrasfusione venne dichiarata doping.

"Per anni abbiamo scambiato per scienza dello sport ciò che era malefica, maledetta scienza del doping" - ricorda Franco ARTURI di Mario PESCANTE nel 2002 - di sicuro fino al 29 ottobre 1998, giorno della perquisizione al Centro Studi diretto da CONCONI che alimentò il processo e tante pagine del libro di Alessandro DONATI. Come faceva a esserci ancora nel 2010 una relazione così stretta fra il professore ferrarese e il campione olimpico di marcia Alex SCHWAZER?

6 commenti:

Marco SANTOZZI ha detto...

Il Prof Conconi spunta sempre quando c'è bisogno di qualche medaglia per rilanciare l'atletica azzurra!

Enrico VIVIAN ha detto...

pensavo bastasse l'Allievo ad Alex SCHWAZER, che invece si confrontava direttamente con il Maestro

Marco SANTOZZI ha detto...

Oramai l'Allievo a livello mediatico era superiore al Maestro, cosi quest'ultimo è tornato in prima linea!

Enrico VIVIAN ha detto...

ottima interpretazione, verosimile, ma il Maestro non poteva comparire a differenza dell'Allievo, anzi, il maestro non potrebbe neanche essere nominato

Marco SANTOZZI ha detto...

Caro Enrico ricorda che il delirio di onnipotenza passa sopra a tutto...

Enrico VIVIAN ha detto...

ci posso credere se Francesco CONCONI corrisponde al personaggio descritto da Alessandro DONATI

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