Sembra un facile copia-incolla, un riempitivo per una momentanea mancanza di idee o forse solo l'ultimo di Carnevale. Invece è un divertente motivo di riflessione e le montagne russe che percorrono le emozioni durante la produzione di un libro possono comprimersi a quelle che si vivono per il tempo di un post, pur senza il coinvolgimento fisico di interlocutori e la mediazione della stampa.
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| statistica mensile 11/02/2013 |
Subito mi ha colpito il picco centrale, indice di
flow, ovvero quello stato di grazia in cui ci si convince profondamente che può funzionare e tutto viene facile, nonostante la fatica. Mi è tornato in mente Alex SCHWAZER (vd. post
29/06/2011), di quando era uno dei cavalli di battaglia della profetessa del
flow in Italia (vd.
@MarisaMuzio): chissà dove il marciatore avrà perso il suo
flow (vd.
post 01/02). Uno stato di grazia momentaneo, non certo permanente, anche per un genio come Henri POINCARÉ raccontato da Piergiorgio ODIFREDDI (vd. post
18/09/2012 -
*).
Le ultime tre fasi sono più evanescenti e autoreferenziali per un post, rispetto a quelle per un libro, non per questo meno importanti. Guardando le statistiche dell'ultimo mese vedo che tanti sono entrati in due post lasciando zero commenti: merito dell'autore che ha diffuso su twitter la pubblicazione (vd.
post 25/01), merito dell'autore che è l'attrattore del momento (vd.
post 18/01). Poi ci sono le utili anticipazioni tecniche (vd.
post 31/01), il miglior marchio del running in Italia (vd.
post 13/01) e solo alla fine i miei casi personali (vd.
post 27/01). Sono contento perché ho un futuro: funziono meglio quando lascio parlare gli altri, anche quando faccio riaffondare le radici ...