La squadra azzurra è uscita da questi Europei con un bottino meno ricco di quanto ci si aspettava. Il resto? Ordinaria amministrazione, nulla di più: l’eccellenza mondiale è sempre lontana ...
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lunedì 11 dicembre 2017
lunedì 27 marzo 2017
magra figura a Kampala
Mi ero fatto contagiare dall'ottimismo di Baldini @FIDAL ... soprattutto per i più giovani sarà una bella occasione per vedere da vicino che cosa sia veramente l'atletica a questo livello ...
lunedì 12 dicembre 2016
tante medaglie, poco spazio (EuroCross Chia 2016)
Due righe nelle brevi di sabato per un'ultima assenza (Veronica Inglese), un angolino domenica con Yeman, un angolino lunedì con Yohanes ...
giovedì 12 dicembre 2013
con Giorgio RONDELLI ho spartito le caramelle
Un anno fa mi ero appuntato un'intervista a Giorgio RONDELLI in cui spiegava l'adozione atletica di Nicole Svetlana REINA: avrei voluto raccontare qualcosa dell'allenatore confrontandolo con Alberto SALAZAR e Mary CAIN. Nel frattempo il sito atleticanet ha chiuso ma ho ritrovato Giorgio aggiornato in un'ampia video intervista, visualizzabile non incorporabile ...
venerdì 5 aprile 2013
Bydgoszcz 2013, Fine del Cross
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| puliti solo in partenza @IAAF |
giovedì 28 febbraio 2013
La mia Visione della Campestre nel Brenta a Nove
Le immagini scattate con il cellulare non meritano un fotoalbum (vd. post 09/02 e retrolink), ma tagliate e affastellate descrivono lo spettacolo andato in scena domenica nonostante il tempo minaccioso ...
sabato 9 febbraio 2013
Campestre nel Brenta a Nove, il percorso che non sarà
È sempre meglio confrontare esperienze e idee: nel post 12/12/2012 avevo delineato uno scenario che difficilmente sarà realizzato per motivi molto pratici ...
mercoledì 12 dicembre 2012
Un prossimo Campionato Europeo di Corsa Campestre
Non ci sarà da fare slalom in mezzo alle pecore, ma nel frattempo speriamo che il manto erboso si irrobustisca perché il presidente regionale si è innamorato della zona più acerba nell'area golenale del fiume Brenta nel comune di Nove ...
lunedì 10 dicembre 2012
Ryan HALL si fidi di Renato CANOVA e si ispiri ad Andrea LALLI
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| Andrea LALLI EXCCh ph. G. COLOMBO |
Di Ryan ho riassunto tutte le puntate precedenti nel post 31/08. Poi nel post 15/09 avevo messo la parola fine ... non ho voglia di scrivere di Ryan HALL finché non avrà ottenuto qualcosa di interessante. A me dispiace per i suoi infortuni, ma una fascite plantare a sinistra che rimbalza nel retrocoscia a destra per ritornare nel quadricipite a sinistra è troppo per un atleta professionista. Dopo due anni di ricreazione ha finalmente capito che deve trovarsi un tecnico con cui confrontarsi seriamente: vi lascio alla sua lucida autoanalisi @RW_12/09. L'atleta ormai trentenne è intelligente e si è reso conto che si sta perdendo: per raddrizzarsi ha bisogno di solidi e continui feedback ...
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sabato 28 luglio 2012
Pat PORTER, mezzofondista caduto dal cielo
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| Pat PORTER e Lynn JENNINGS |
Pat PORTER è caduto pilotando il suo aereo, con lui il figlio e un amico del figlio nel paradiso di Sedona, AZ ... Rest In Peace! Come elogio funebre è stato pubblicato il video integrale del Campionato del Mondo di Corsa Campestre del 1984 (vd. @en.wikipedia), nell'ippodromo di Meadowlands NJ (vd. @maps.google), dall'altra parte del fiume Hudson rispetto al Central Park di NYC. Purtroppo non è incorporabile nel blog. Prendetevi mezz'ora per lo show.
Dopo 10" c'è un primo piano su Alberto COVA e Gelindo BORDIN, quando il vicentino provava a fare il mezzofondista e doveva ancora esordire in maratona. Poi c'è il solito front running di Pat, inseguito da altri due coraggiosi come Steve JONES e Tim HUTCHINGS. Dopo metà gara è arrivato Carlos LOPES che ha messo il turbo verso il 10km. Uno spettacolo vincente che avrà modo di esibire ancora a Los Angeles, nella maratona olimpica dello stesso anno, e a Lisbona, nel successivo mondiale di corsa campestre. Nell'allargamento della visuale a 11km si vede anche il sorpasso di Francesco PANETTA sul capitano con i baffi, quando si era da poco tagliato i capelli e aveva iniziato a usare lenti a contatto al posto dei pesantissimi occhiali.
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| molto meglio nel cross |
Altri link interessanti
# la notizia della morte di Pat PORTER su @letsrun, dove si apre un mondo di thread;
# il sito della moglie Trish PORTER, una carriera di coaching legata al passato atletico e tuttora una delle migliori saltatrici in alto nelle categorie master (più volte campionessa del mondo);
# il video del Mondiale di Cross 1983 (+ altre considerazioni) nel post 24/03/2011;
# i due post dedicati ad Alberto COVA, protagonista assoluto nel cross e nel mezzofondo nello stesso periodo di Pat PORTER (vd. post "Questione di Stile" 30/01 e 01/02).
mercoledì 1 febbraio 2012
Questione di Stile (2) - maratona e campestre
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| Alberto COVA 2 - Mondiali Helsinki 1983 |
Comincio da un avvenimento completamente scartato dal precedente post 30/01, ovvero il Campionato Italiano di Maratona del 02/05/1982, dove Alberto passeggiò per 30km col gruppo di testa. Doveva essere un semplice test di resistenza, un assaggio della distanza verso cui avrebbe potuto approdare a breve, un modo per affiancare i compagni di allenamento. Si concluse quindi nei modi previsti, fermandosi a tre quarti di gara, in quanto non era stata preparata l'intera distanza, fra un'impegnativa stagione di cross (fino al settimo posto ai Campionati del Mondo già citati, vd. @en.wikipedia) e la lunga stagione su pista che lo avrebbe portato all'oro europeo. Tre anni più tardi Alberto comincerà a strutturare la sua programmazione verso la massima distanza olimpica, ma non avrà mai gli esiti sperati, pur essendoci tutti i presupposti tecnici e psicologici.
Sull'argomento "Campionato Italiano di Maratona del 02/05/1982" ho trovato un bel paragrafo all'interno di un libro disponibile on line "La Corsa su Strada a Ferrara" (vd. link pagg.30-32) e nella seguente pag.34 ci sono i risultati che riporto in forma completa.
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| Alberto COVA 1 - Europei Atene 1982 |
02. Massimo Magnani CUS Ferrara 2:11:28
03. Michelangelo Arena Fiamme Gialle 2:15:07
04. Antonio Erotavo Fiat Bari 2:16:53
05. Vito Basiliana CUS Ferrara 2:16:53
06. Giuseppe Moretti Riccardi Milano 2:17:10
07. Sergio Gandaglia S. Rocchino Brescia 2:17:27
08. Paolo Accaputo Fiamme Gialle 2:18:39
09. Alessandro Rastello Lana Gatto Torino 2:19:12
10. Leandro Sgrò EnervitMarathon Varese 2:19:21
11. Claudio Simi Orecchiella Garfagnana 2:19:52
12. Giuseppe Pambianchi CUS Ferrara 2:20:16
13. Massimo Franchi Coop 2001 Roma 2:20:23
14. Renzo Gorini Pro Patria Milano 2:20:59
15. Tommaso Baruffo Atletica Verona 2:21:23
16. Domenico Massari Arbema Trofarello 2:21:29
17. Riccardo Mangione Acciaierie d.Sud Napoli 2:21:33
18. Franco Ambrosioni Riccardi Milano 2:21:37
19. Erminio Nicco Utal Pont Donnaz 2:21:40
20. Mario Binato Atletica Verona 2:21:49
Quanto spessore di risultati! Ed era un Campionato Italiano, a partecipazione limitata, 203 partenti. Un evento confrontabile con i Trials USA descritti nel post 17/01 (fino ai commenti). Dovrei riesumare antichi numeri delle riviste Atletica e Atletica Leggera per recuperare testi e foto ... a quanti interesserebbero? Sono passati solo trent'anni!
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| Alberto COVA 3 - Olimpiadi LA 1984 |
È la stessa manifestazione per la quale sono stati disertati da molti atleti i Campionati Italiani di Corsa Campestre di domenica scorsaValsugana (TN): la squadra maschile delle Fiamme Gialle e quella femminile dell'Esercito sono state quasi del tutto assenti per consentire il miglior avvicinamento degli atleti all'appuntamento europeo di grande prestigio @ Castellon ESP. Chi fa il calendario italiano non ricorda quale cross c'è a inizio febbraio? Eppure l'anno scorso era in Italia, ospitato sui prati di San Vittore Olona (MI). Mi ha fatto piacere leggere nel numero 327 di CORRERE (gennaio 2012 - pag.111) che il trofeo più caro al presidente del G.S. Gabbi è proprio quello ottenuto sul podio della Coppa Europa del 1995. Da allora ancora per qualche anno l'atletica civile ha rappresentato l'Italia nell'attività continentale.
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| CdS Regionale a Settimo di Pescantina (VR) - fasi iniziali Cross Lungo (ph. Claudio ARDUINI) |
Domenica ritorna il cross veneto sui prati di Settimo Pescantina (VR) in riva all'Adige. Pubblico le foto 2011 finalmente ricevute da Claudio ARDUINI in memoria di quella che potrebbe essere stato la mia ultima corsa campestre. C'è chi continua a ripetermi che le mie articolazioni non sono più adeguate alle sollecitazioni violente del terreno e delle pendenze. Io ascolto e non ci credo: sono sicuro che in altro stato di salute avrei subìto il richiamo. E magari sarei tornato a correre sulla neve ghiacciata, come nel 2009 (vd. post 06/02/2011).
Maratona e campestre, campestre e maratona ... si possono combinare alla grande (vd. post 22/03/2011)! Lascio una canzone giovane, non molto recente dei Linkin Park dove convivono e trovano spazio due vocalist come Chester BENNINGTON e Mike SHINODA che si sfogano alla grande "In The End" (Hybrid Theory, 2000 - vd. testo @azlyrics). Ecco il gran finale.
Pushed as far as I can go
For all this
There’s only one thing you should know
I tried so hard
And got so far
But in the end
It doesn’t even matter
I had to fall
To lose it all
But in the end
It doesn’t even matter
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sabato 30 aprile 2011
Boston 1992_2011_2012 - cross e maratona
Diverse persone mi hanno chiesto di commentare i risultati dell'ultima Maratona di Boston, soprattutto in merito ai tempi eccezionali dei primi arrivati. Appena conclusa la gara ho cominciato a spiegare sia di persona sia via sms che i tempi di Boston non sono omologabili perché il percorso non rispetta due commi della IAAF Competition Rule 260.28 pag.234
(b) The start and finish points of a course, measured along a theoretical straight line between them, shall not be further apart than 50% of the race distance
(c) The overall decrease in elevation between the start and finish shall not exceed 1:1000, i.e. 1m per km
Tante discussioni non sarebbero iniziate se ci si informasse da una fonte con piena cognizione di causa, come Amby BURFOOT su runnersworld.com o David MONTI sullo stesso sito IAAF, donde ho prelevato le noticine appena riportate in calce proprio all'articolo che racconta la gara di Boston, almeno per chi non ha memoria dei lunghi dibattiti che hanno portato a precisare i criteri per cui un tempo in una gara su strada potesse essere denominato "record del mondo" e non semplice "miglior prestazione". Alcuni integralisti pretendevano che il percorso dovesse essere chiuso, se non addiritura andata/ritorno, e questo ha generato la separazione fra loop e point-to-point. Alla fine si arrivò a due valori (distanza partenza-arrivo inferiore al 50%, dislivello negativo massimo 1:1000) che tengono in gioco la maggior parte dei percorsi.
Gli organizzatori di Boston ovviamente non hanno mai rinunciato al loro storico tracciato, major o non major, record o non record, anche perché fino al 2011 ci sono stati pochi tempi veloci in quanto non si riesce a sfruttare al meglio le pendenze che portano dalle colline al mare in un continuo saliscendi. A me è rimasta impressa una battuta di Ruggero PERTILE che incontrai il giorno successivo alla NYC marathon 2007 dove lui fu bravissimo ad arrivare sesto e io fui fermato da crampi lancinanti nel finale e mi trascinai all'arrivo. "Che dura!" gli dissi io. "Dura questa? Vai a Boston! Non c'è un metro piano". Se la ricordava bene perché ci aveva corso solo sette mesi prima, settimo allora in una terribile giornata di pioggia fredda. Ci volevano quindi due fenomenali atleti senza paura di confrontarsi fino all'ultimo metro e messi nelle condizioni meteo favorevoli.
In tanti hanno già dato la loro valutazione tecnica: da Rodolfo LOLLINI su podisti.net con le sue pratiche e sensate valutazioni spannometriche, all'attento Orlando PIZZOLATO nel suo seguitissimo blog su cui ho postato un commento che qui vorrei estendere. Orlando ha ben descritto con parole semplici quello che succede a livello muscolare e nell'impostazione tecnica della corsa quando si corre su percorsi ondulati prevalentemente in discesa. Io ho voluto aggiungere che c'è anche da considerare l'aspetto energetico in quanto per esprimersi al meglio sui saliscendi bisogna essere in grado di gestire accumulo di acidosi e relativo smaltimento. Dove sviluppare al meglio queste qualità tecniche e metaboliche? Nel cross ovviamente.
Del vincitore Geoffrey MUTAI KEN avevo già parlato in precedente post 22/03, commentando il mondiale di corsa campestre a Punta Umbria, e dal punto di vista tecnico Moses MOSOP KEN non è da meno, anzi. Chi lo ha visto vincere con un minuto di vantaggio la Montefortiana Turà del 2007 ha preso paura. In pista vanta tempi migliori di MUTAI, benché realizzati fino a 4 anni fa, quando si giocava i podi mondiali sia in pista che nei cross. Nel 2007 fu secondo ai Mondiali di Corsa Campestre di Nairobi, dove Zersenay TADESE interruppe il dominio di Kenenisa BEKELE, e nel 2009 si trovò nella situazione di MUTAI quest'anno, ovvero stravinse i Trials kenyani ma non concretizzò la vittoria ai Mondiali di Amman, dove prevalse Gebregziabher GEBREMARIAM di cui ho già accennato in precedente post, giunto terzo e ben staccato a Boston. Che incroci di talenti e prestazioni!
Torniamo ai giorni nostri e facciamoci alcune domande. Quanto valgono le prestazioni di questi due fenomeni? Di sicuro molto e ho già segnalato alcune valutazioni. Quel che più conta per MUTAI è che gli organizzatori gli hanno riconosciuto i 50'000$ di bonus riservati al world's best time con la solida motivazione "when you run Boston and you run faster than any man or woman has ever run a marathon, you truly are in a league of your own". Quanti altri lo avrebbero fatto?
Dove si può arrivare in maratona? Proprio a Londra, sfogliando una biografia di Haile GEBRSELASSIE, ho trovato un calcolo del grande fisiologo David COSTILL che scriveva (vado a memoria) ... se Gebre estendesse fino alla maratona la potenza aerobica espressa sui 5-10'000m - su tempi allora da record del mondo - potrebbe correre 42,2km in 2h01'32". Concordo.
A quando sotto le 2h? Vietato guardare le estrapolazioni statistiche lineari che impazzano in giornali non informati, tutti figure e chiacchiere con poca sostanza.
### tutte le foto tranne una riguardano la trasferta in occasione dei Campionati Mondiali di Corsa Campestre a Boston, 21/04/1992 ###
PS1 mi scuso per la lunghezza, ma non volevo spezzare il racconto; faccio finta che il post valga per tre e così mantengo il ritmo di 13 al mese; a breve mi tranquillizzo in lunghezza e frequenza di pubblicazione
PS2 al quarto arrivato Ryan HALL dedicherò un post intero, già citato in precedenza; troppo commovente la sua rinascita! great job, Ryan!
PS3 appena postato il resoconto di Filippo LO PICCOLO della sua maratona di Boston 2011; da leggere attentamente per fare tesoro della prudenza necessaria
(b) The start and finish points of a course, measured along a theoretical straight line between them, shall not be further apart than 50% of the race distance
(c) The overall decrease in elevation between the start and finish shall not exceed 1:1000, i.e. 1m per km
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| panoramica verticale |
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| panoramica orizzontale |
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| prof. G.P. LENZI guida ispezione |
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| ispezione percorso |
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| preparazione materiali |
Di sicuro il cross fa bene ai maratoneti. E posso dire che l'attività sui prati mi è mancata molto a Londra, dove il percorso è sicuramente veloce, ma non è un biliardo. Quanto avrei voluto avere quella riserva di abilità tecniche e margine anaerobico sui leggeri saliscendi e sottopassi sulle sponde del Tamigi! Dovrò rimediare per il prossimo anno perché c'è tanta voglia di Boston nel gruppo di amici 21-42, rimanendo alle dichiarazioni della cena di giovedì scorso, splendidamente conclusa a casa di BeppeP che nel consueto slancio di generosità ci ha deliziato con assaggi di Franciacorta (Ca’ del Bosco magnum e Bellavista) prosecco Col Vettoraz (extra dry e millesimato), Pico di Angiolino MAULE, un vino biodinamico da uva garganega 100% senza solfiti, difficile sul palato e ricco di soddisfazioni.
Il percorso di Boston mi aspetta dal 1992, quando ebbi l'occasione di visionarlo insieme a Salvatore BETTIOL a bordo dell'auto guidata dagli organizzatori della prestigiosa gara di Falmouth, da lui vinta due volte, in previsione di eventuale partecipazione che non ci fu negli anni seguenti. Allora il mio sguardo ingenuo di mezzofondista prolungato non fu impressionato più di tanto dalle famose colline perché ancora non conoscevo la fatica che si accumula lungo la strada prima di affrontarle. Io e Salvatore fummo compagni di stanza in quella lunga trasferta per i Campionati del Mondo di Corsa Campestre che si svolsero al Franklin Park di Boston, poco a sud delle ultime miglia del tracciato della gara ultracentenaria. Google Maps mi fa ricordare: si partì dall’adiacente campo di golf, poi si attraversò lo zoo e si girò intorno al White Stadium, arrampicandosi nel boschetto che lo circonda. Era il 21 marzo e c’era una discreta bufera di neve, che non impedì al kenyano John NGUGI di vincere con ampio margine per la quinta volta il mondiale dopo il poker di ori (1986 Neuchâtel SUI, 1987 Varsavia POL, 1988 Auckland NZL, 1989 Stavanger NOR), tutti stampati nella memoria. Uno dei pochi a fare negative split in campestre poiché era solito partire cauto per poi macinare la concorrenza sulla distanza. A Boston mi vidi sfilare da un'ombra scura dopo circa 3km che subito riconobbi per la caratteristica andatura. Go, John, go for the gold! Non mi sorpresi perché mi era già capitato tre anni prima al Cross delle Orobie a Bergamo.
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| ritorno a casa |
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| Conegliano 09/1992 Salvatore olimpionico |
Dove si può arrivare in maratona? Proprio a Londra, sfogliando una biografia di Haile GEBRSELASSIE, ho trovato un calcolo del grande fisiologo David COSTILL che scriveva (vado a memoria) ... se Gebre estendesse fino alla maratona la potenza aerobica espressa sui 5-10'000m - su tempi allora da record del mondo - potrebbe correre 42,2km in 2h01'32". Concordo.
A quando sotto le 2h? Vietato guardare le estrapolazioni statistiche lineari che impazzano in giornali non informati, tutti figure e chiacchiere con poca sostanza.
### tutte le foto tranne una riguardano la trasferta in occasione dei Campionati Mondiali di Corsa Campestre a Boston, 21/04/1992 ###
PS1 mi scuso per la lunghezza, ma non volevo spezzare il racconto; faccio finta che il post valga per tre e così mantengo il ritmo di 13 al mese; a breve mi tranquillizzo in lunghezza e frequenza di pubblicazione
PS2 al quarto arrivato Ryan HALL dedicherò un post intero, già citato in precedenza; troppo commovente la sua rinascita! great job, Ryan!
PS3 appena postato il resoconto di Filippo LO PICCOLO della sua maratona di Boston 2011; da leggere attentamente per fare tesoro della prudenza necessaria
martedì 22 marzo 2011
20 marzo 2011 - una domenica densa di gare
Nella prova senior maschile dei campionati del mondo di corsa campestre ho fatto il tifo per Geoffrey Kiprono MUTAI KEN perché avrei voluto intitolare il post "la maratona fa bene al cross e viceversa". Quasi un ritorno al passato quando i maratoneti non disdegnavano. Geoffrey ha corso due splendide maratone nel 2010 - Rotterdam 2h04'55" e Berlino 2h05'10" - e ha sbaragliato la concorrenza ai Trials di cross un mese fa (vd. riassunto di presentazione). Sul tracciato di Punta Umbrìa SPA non c'è stata storia con Imana MERGA ETH che ha piazzato la sua devastante volata dopo aver controllato ogni allungo dei kenyani sull'erba rasata quasi fosse un campo di golf. Nessuno nel gruppo di testa è stato rallentato da strappetti e tronchi di traverso sul percorso, tanto ci danzavano sopra. Da tenere d'occhio questo etiope perché non teme nessuno in qualsiasi condizione tattica.
Purtroppo il mondiale di cross non riesce più a radunare tutti. Ci è mancato il riscontro con alcuni fortissimi atleti che hanno preferito gareggiare altrove: Zersenay TADESE ERI (vincitore nel 2007 a Mombasa KEN e sempre protagonista) è stato richiamato da ingaggio, premio e bonus della Mezza di Lisbona dove l'anno scorso fece il record del mondo e stavolta lo ha sfiorato di 8"; Mo FARAH UK e Gebre GEBREMARIAN ETH (vincitore nel 2009 ad Amman JOR come a NYC 2010) hanno scelto di giocarsi in gran volata la Mezza di NYC. Per come ha risposto e rintuzzato la volata di Gebre, Mo avrebbe potuto prendersi la rivincita su Imana della millimetrica sconfitta alla BoClassic oggetto di disquisizione del primo post.
Bravi e fortunati gli organizzatori della BoClassic 2010, perché la vincitrice della gara di San Silvestro ha prevalso anche nella prova senior femminile, quella Vivian CHERUIYOT KEN che sembra poter essere contrastata solo dalle etiopi Meseret DEFAR e Tirunesh DIBABA nelle condizioni migliori, sia nei cross che in pista. In questa gara c'è stata una delle poche invasioni bianche sui podi monopolizzati dall'Africa: Shalane FLANAGAN USA è salita sul gradino basso e ha trascinato la sua squadra nella stessa posizione. Come fare di meglio? Quanti paesi ci credono ancora? Quanti sono in grado di mettere in campo tre atlete sotto i 15' sui 5'000m (oltre a Shalane, Molly HUDDLE e Lisa KOLL)?
La FLANAGAN non ha dubbi: se vuoi confrontarti con le migliori devi correre il mondiale di corsa campestre. Un tempo questa era la norma per tutti. Torno quindi al tema di apertura e segnalo una bella intervista a Bill RODGERS USA che ricorda il suo terzo posto al mondiale di Rabat MOR 1975 nel mese precedente alla prima vittoria di quattro nella maratona di Boston (da leggere due aneddoti sulle scarpe dimenticate e quelle regalate). Non c'erano dubbi che il cross fosse il miglior viatico verso la maratona, perché non c'erano tante distrazione dalle corse su strada e perché non vigevano ancora sofismi e fisime sulla periodizzazione. Miler contro maratoneti, tutti contro tutti nel cross, orgogliosi di rappresentare il proprio paese.
Un anno speciale fu il 1983 quando accadde un doppio incrocio fra i migliori maratoneti del momento: 20/03 nel campionato mondiale di cross su un terribile percorso a Gateshead UK (video in 3 parti)
2° - Carlos LOPES POR 36'52" (completino celeste)
4° - Alberto SALAZAR USA 36'53" (unico in calzamaglia e maniche lunghe)
6° - Robert DE CASTELLA AUS 37'00" (canotta gialla)
e tre settimane più tardi 09/04 nella maratona di Rotterdam (download del video in formato .rm)
1° - Robert DE CASTELLA 2h08'37"
2° - Carlos LOPES 2h08'39"
5° - Alberto SALAZAR 2h10'08"
Carlo LOPES ripetè l'accoppiata anche nei due anni successivi, quando vinse ambedue i mondiali di cross (NYC e Lisbona) e ottenne il record del mondo di maratona nel 1985. Nel frattempo aveva vinto la prova olimpica di LA 1984, dove Alberto e Deek si sciolsero al sole della California.
Purtroppo il mondiale di cross non riesce più a radunare tutti. Ci è mancato il riscontro con alcuni fortissimi atleti che hanno preferito gareggiare altrove: Zersenay TADESE ERI (vincitore nel 2007 a Mombasa KEN e sempre protagonista) è stato richiamato da ingaggio, premio e bonus della Mezza di Lisbona dove l'anno scorso fece il record del mondo e stavolta lo ha sfiorato di 8"; Mo FARAH UK e Gebre GEBREMARIAN ETH (vincitore nel 2009 ad Amman JOR come a NYC 2010) hanno scelto di giocarsi in gran volata la Mezza di NYC. Per come ha risposto e rintuzzato la volata di Gebre, Mo avrebbe potuto prendersi la rivincita su Imana della millimetrica sconfitta alla BoClassic oggetto di disquisizione del primo post.
Bravi e fortunati gli organizzatori della BoClassic 2010, perché la vincitrice della gara di San Silvestro ha prevalso anche nella prova senior femminile, quella Vivian CHERUIYOT KEN che sembra poter essere contrastata solo dalle etiopi Meseret DEFAR e Tirunesh DIBABA nelle condizioni migliori, sia nei cross che in pista. In questa gara c'è stata una delle poche invasioni bianche sui podi monopolizzati dall'Africa: Shalane FLANAGAN USA è salita sul gradino basso e ha trascinato la sua squadra nella stessa posizione. Come fare di meglio? Quanti paesi ci credono ancora? Quanti sono in grado di mettere in campo tre atlete sotto i 15' sui 5'000m (oltre a Shalane, Molly HUDDLE e Lisa KOLL)?
La FLANAGAN non ha dubbi: se vuoi confrontarti con le migliori devi correre il mondiale di corsa campestre. Un tempo questa era la norma per tutti. Torno quindi al tema di apertura e segnalo una bella intervista a Bill RODGERS USA che ricorda il suo terzo posto al mondiale di Rabat MOR 1975 nel mese precedente alla prima vittoria di quattro nella maratona di Boston (da leggere due aneddoti sulle scarpe dimenticate e quelle regalate). Non c'erano dubbi che il cross fosse il miglior viatico verso la maratona, perché non c'erano tante distrazione dalle corse su strada e perché non vigevano ancora sofismi e fisime sulla periodizzazione. Miler contro maratoneti, tutti contro tutti nel cross, orgogliosi di rappresentare il proprio paese.
Un anno speciale fu il 1983 quando accadde un doppio incrocio fra i migliori maratoneti del momento: 20/03 nel campionato mondiale di cross su un terribile percorso a Gateshead UK (video in 3 parti)
2° - Carlos LOPES POR 36'52" (completino celeste)
4° - Alberto SALAZAR USA 36'53" (unico in calzamaglia e maniche lunghe)
6° - Robert DE CASTELLA AUS 37'00" (canotta gialla)
e tre settimane più tardi 09/04 nella maratona di Rotterdam (download del video in formato .rm)
1° - Robert DE CASTELLA 2h08'37"
2° - Carlos LOPES 2h08'39"
5° - Alberto SALAZAR 2h10'08"
Carlo LOPES ripetè l'accoppiata anche nei due anni successivi, quando vinse ambedue i mondiali di cross (NYC e Lisbona) e ottenne il record del mondo di maratona nel 1985. Nel frattempo aveva vinto la prova olimpica di LA 1984, dove Alberto e Deek si sciolsero al sole della California.
domenica 6 febbraio 2011
w05/2011 - il ritorno alla campestre, Settimo di Pescantina
In attesa delle foto odierne scansiono dal volantino l'immagine di 2 anni fa, quando sullo stesso percorso si tenne la prima prova dei CdS a inizio gennaio. Il cross lungo era l'ultima gara e, nonostante il calpestio ripetuto di quelle precedenti, la neve non cedette tanto era ghiacciata. Nelle parti meno battute mi sembrò di correre sulla sabbia. Capita qualche sensazione nuova anche dopo i 40 anni.
In testa ci sono i miei compagni di squadra Michele COSTA (immenso talento non ancora perduto) seguito da Andrea ZORDAN che vinse la gara in volata (oggi 4° nel cross corto). Sotto il cappellino è riconoscibile Alessandro FABIAN, oggi 2° in scia all'eccezionale Said BOUDALIA. Il patavino è molto cresciuto da allora ed è fra i migliori al mondo nelle specialità multiple duathlon/triathlon. In fondo alla foto fa capolino un timido Giancarlo SIMION alla prima campestre veneta. In un paio di anni è arrivato al podio dei campionati italiani di maratona a Venezia 2010 dietro a Migidio BOURIFA e a Said BOUDALIA. Ritroveremo per la prossima estate un uomo e un atleta rinnovato al rientro dall'Erasmus in Olanda.
Oggi è andata bene a Settimo di Pescantina, poco sopra Verona, sulla sponda nord dell'Adige all'imbocco della Valpolicella (campo di gara compreso fra via Porto, via Pini, via Bertoldi della mappa). Sembrava l'esordio della primavera, sole imperioso e aria tiepida. La mente non era del tutto libera, causa un ricorrente grip ai gemelli esterni dei polpacci da quando ho ripreso con le esercitazioni per risvegliare le estremità dopo NYC. Le preoccupazioni si sono affievolite mano a mano che si avvicinava la partenza, poi lo sparo ha fatto dimenticare quasi tutto e la prima discesa ripida ha fornito la definitiva certezza che se nulla si era rotto fino a quel momento nulla si sarebbe rotto per il resto della gara. Potrei continuare con il racconto di una buona distribuzione (facile rileggerla a posteriore nei lap del cronometro!), ma mi è piaciuto maggiormente il confronto con i tre avversari che mi sono stati a stretto contatto fino al penultimo giro. Bravo Taoufik BAZHAR a rianimarsi nel finale dopo essere stato ripreso e nell'inseguimento alle sue calcagna ho staccato i compagni che mi erano stati appresso.
Sarà per l'età o per il rattrappimento derivante dagli allenamenti di maratona, ma anche oggi ho patito molto sui saliscendi degli argini. Tanto affanno che poi spalmavo sulle parti piane e in discesa, quando il fango lo permetteva. La piastra rigida delle scarpe e i chiodi lunghi mi hanno dato grande soddisfazione sul terreno molle, dove mi sono trovato subito a mio agio, nonostante quasi un anno di digiuno. L'antica arte non si scorda mai!
Risultati completi nel sito FIDAL.
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| Settimo di Pescantina (VR) - 1^ prova CdS Regionale (04/01/2009) |
In testa ci sono i miei compagni di squadra Michele COSTA (immenso talento non ancora perduto) seguito da Andrea ZORDAN che vinse la gara in volata (oggi 4° nel cross corto). Sotto il cappellino è riconoscibile Alessandro FABIAN, oggi 2° in scia all'eccezionale Said BOUDALIA. Il patavino è molto cresciuto da allora ed è fra i migliori al mondo nelle specialità multiple duathlon/triathlon. In fondo alla foto fa capolino un timido Giancarlo SIMION alla prima campestre veneta. In un paio di anni è arrivato al podio dei campionati italiani di maratona a Venezia 2010 dietro a Migidio BOURIFA e a Said BOUDALIA. Ritroveremo per la prossima estate un uomo e un atleta rinnovato al rientro dall'Erasmus in Olanda.
Oggi è andata bene a Settimo di Pescantina, poco sopra Verona, sulla sponda nord dell'Adige all'imbocco della Valpolicella (campo di gara compreso fra via Porto, via Pini, via Bertoldi della mappa). Sembrava l'esordio della primavera, sole imperioso e aria tiepida. La mente non era del tutto libera, causa un ricorrente grip ai gemelli esterni dei polpacci da quando ho ripreso con le esercitazioni per risvegliare le estremità dopo NYC. Le preoccupazioni si sono affievolite mano a mano che si avvicinava la partenza, poi lo sparo ha fatto dimenticare quasi tutto e la prima discesa ripida ha fornito la definitiva certezza che se nulla si era rotto fino a quel momento nulla si sarebbe rotto per il resto della gara. Potrei continuare con il racconto di una buona distribuzione (facile rileggerla a posteriore nei lap del cronometro!), ma mi è piaciuto maggiormente il confronto con i tre avversari che mi sono stati a stretto contatto fino al penultimo giro. Bravo Taoufik BAZHAR a rianimarsi nel finale dopo essere stato ripreso e nell'inseguimento alle sue calcagna ho staccato i compagni che mi erano stati appresso.
Sarà per l'età o per il rattrappimento derivante dagli allenamenti di maratona, ma anche oggi ho patito molto sui saliscendi degli argini. Tanto affanno che poi spalmavo sulle parti piane e in discesa, quando il fango lo permetteva. La piastra rigida delle scarpe e i chiodi lunghi mi hanno dato grande soddisfazione sul terreno molle, dove mi sono trovato subito a mio agio, nonostante quasi un anno di digiuno. L'antica arte non si scorda mai!
Risultati completi nel sito FIDAL.
mercoledì 19 gennaio 2011
Le gare si apprezzano dal vivo (1)
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| disegno Camilla |
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| disegno Camilla |
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| ph. Giancarlo COLOMBO |
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| ph. Giancarlo COLOMBO |
Conosco bene il tracciato, ci ho corso la prima volta nel 1990, quando la nebbia gelida solidificava in aghi di ghiaccio sugli alberi e ho atteso lunghe ore prima di fare la mia gara, avendo pilotato un gruppo di junior di Marostica. Ci ho corso altre volte in seguito e forse ci tornerò fra poco più di un mese per i Campionati di Società di Corsa Campestre. Guardando la gara riuscivo ad anticipare nella mente le variazioni, le curve e quasi sentivo l'erba morbida alternarsi alla gomma della pista sotto la piastra rigida delle scarpe chiodate.
Domenica scorsa stessi protagonisti in un'altra arena. Passiamo dalla fredda e umida pianura padana al sole di Siviglia in Spagna (tanta gente in maglietta!), dagli ultimi verdi prati attorno allo stadio di San Giorgio sul Legnano (vincolati per garantire la salvezza della gara) ai sentieri in terra battuta del parco archeologico di Italica. Altra temperatura, altri appoggi, altra danza. Joseph EBUYA non è più il gatto sornione che aspetta il finale per la zampata vincente. Soffre fin da metà gara, si stacca, battuto non solo da Leonard KOMON, che nel finale piazza una progressione irresistibile, ma pure da altri tre suoi validissimi compatrioti.
Forse mi sono perso la parte più didascalica del filmato, ma le riprese a campo stretto hanno ben descritto la gara senza valorizzare molto il contesto che dovrebbe essere raccontato allo spettatore come se lo vedesse per la prima volta. Dove difetta il webcast, compensa internet, offrendo un programma evoluto di visualizzazione del percorso. Dettagli di storia, tracciato e altimetria nel programma ufficiale.
... continua ...
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