martedì 17 gennaio 2012

w02/2012 - recupero vincente

Desi, Ryan, Abdi, Shalane, Meb, Kara @ Houston 2012
classifica completa dei primi 20 @RW by David MONTI
Ecco la foto dei magnifici sei! Per la prima volta i Trias Olimpici USA di maratona si sono tenuti nella stessa sede e quasi in contemporanea, rendendo possibile lo scatto di assieme. Pittoresco il cappello che a molti meno giovani potrà ricordare quello di  GeiAr (= JR) della serie televisiva Dallas. Sempre Texas è, ma sono circa 400km da Houston (vd. maps.google): più o meno come Bologna da Roma senza gli Appennini.

Avevo già anticipato tante informazioni nel post 02/01, poi aggiornate nel successivo post 10/01, perché l'interesse è stato notevole sia per l'evento in sé, sia perché al momento non c'è molta concorrenza nella comunicazione. Non essendoci stata diretta di gara, Runner's World aveva predisposto un servizio di aggiornamento continuo online, mettendoci i suoi due più validi cronisti: Amby BURFOOT per i maschi, Scott DOUGLAS per le donne. Ecco il nuovo mezzo di comunicazione globale: NO radio, NO televisione, SI blog interattivo. Come è andata la gara? Senza perdersi in mille rivoli si può leggere la sintesi ufficiale della federazione statunitense @IAAF.

Dathan RITZENHEIN @ Houston 2012
Come al solito tante storie si sono intrecciate sotto i potenti riflettori, come quella del terzo classificato nella gara maschile, Abdi ABDIRAHMAN (vd. scheda @IAAF), che si è guadagnato la quarta partecipazione olimpica, dopo aver già corso tre finali dei 10'000m: molto amato negli USA e quasi sconosciuto in Italia, nonostante i notevoli personali di 13'13"-27'16 nei 5-10'000m qualche anno fa. Era nelle liste di partenza, visto da molti, pronosticato da pochi, sostenuto molto dal suo manager Ray FLINN (vd. intervista pre gara @RW.com).

Spietata la legge dei Trials: i primi tre alle stelle, dal quarto in poi nelle stalle! Dathan RITZENHEIN ha ottenuto il personale in 2h09'55" e sembra disperato. Nonostante tutto l'impegno profuso, il cambio di allenatore e il supporto dei fisiologi Gatorade non riesce a trasformarsi in maratoneta, sempre sofferente nella seconda metà per i crampi che limitano i crono, nonostante le eccellenti potenzialità aerobiche e tecniche. Ha troppa voglia di partecipare alle Olimpiadi: riuscirà ad affilare le armi e guadagnarsi il podio ai Trials estivi? Ecco la sua intervista post gara @RW.com. Quanti paesi non africani si permettono di escludere un atleta con prestazioni del genere?

Amy HASTINGS @ Houston 2012
Analoga situazione per le donne, ma Amy HASTINGS se ne fa una ragione in quanto davanti a lei ci sono atlete più forti (vd. intervista post gara @RW.com). Rimane valida la domanda: quanti paesi non africani si permettono di escludere un'atleta con 2h27'17" in maratona? Forse il Giappone, oltre all'Italia (vd. post 02/01). Da tenere in considerazione che le prestazioni sono state ottenute ai Trials Olimpici sabato 14 gennaio 2012 a Houston, tutti assieme nella stessa gara, nessuna sofistica valutazione.

Torno al protagonista assoluto maschile, quel Meb KEFLEZIGHI che in Italia è famoso per essere stato l'ultima ombra in scia a Stefano BALDINI sulla via dell'alloro olimpico ad Atene. In verità è molto di più (vd. scheda @IAAF). Alla fine Meb c'è! E non è stato facile. Il 2011 è stato travagliato per diversi motivi, fin dalla rinuncia alla maratona di primavera che gli ha permesso di immaginare lo scenario del successivo autunno-inverno "se non corro a Boston, posso pensare di tenere le energie fisiche e nervose per una doppietta ravvicinata NYC-Trials". Tanti hanno sollevato dubbi "sono cose da fare alla sua età?". I risultati gli hanno dato ragione. Nei precedenti post 02/01 e 10/01 avevo già segnalato un paio di significative interviste del 29/12 e del 10/01 che si possono rileggere con altri occhi sapendo come è andata a finire.


La sede dei Trials Olimpici di maratona mi ha richiamato alla memoria la famosa frase "Houston! Abbiamo un problema!", che segna il film Apollo 13, altro grande successo da Oscar di Ron HOWARD (vd. scheda @it.wikipedia). Effettivamente nel volo di 69 giorni da NYC a Houston Meb ha provato a chiamare la base per rimediare al buco nel piede e tutto il suo team lo ha supportato alla grande.


Non era questione di vita o di morte come nella missione spaziale, ma una gara a cui teneva molto e che amplifica il significato della sua carriera, in modo da avere ancora storie da raccontare. E alla fine ringrazia tutti, anche l'infortunio (vd. interviste US Men Team @RW.com).

Meb KEFLEZIGHI @ Houston 2012
"My injury after New York might have been the best thing for me. My father always tells me that I run too much, and overtrain. Yordanos, my wife, told me it would be for the best. Coach Larsen said it would work out fine. For a while, I couldn't really see it. But today I can say, yes, it was for the best."

Facile a posteriori, vero? Eppure Meb ha una caratteristica che condivide con il suo amico Ryan HALL: una fede incrollabile! Religiosa o no, è quella che mantiene vivi quando tutto sembra andare per il peggio. Le sue twitterate sono spesso citazioni della Bibbia, la rete di speranza che ha tenuto sollevata la carriera sportiva, spesso in difficoltà.

Meb KEFLEZIGHI @ NYC 2011
ph. Giancarlo COLOMBO
Segnalo un particolare tecnico: nel 2011 si è conclusa la collaborazione più che decennale con Nike. Anche nel suo libro (vd. post 24/03/2011) raccontava la difficoltà di mantenere le sponsorizzazioni. Così si ritrovò a piedi, nel vero senso della parola. E cosa si inventa Meb?  http://www.skechers.com/! Come si fa a indossare materiale di un marchio conosciuto più per le Shape Up che per le scarpe da corsa? Forse al suo passo felpato non serve più di tanto supporto e verifico che le utilizza davvero (vd. video alla fine), non come capitava negli anni passati quando si vedevano calzature spogliate dei loghi originali e rivestite con un marchio diverso. D'altronde anche Nike aveva cominciato così.

Dopo tanto parlare di altri - avendo pure trascurato le donne! - arrivo a me. Della settimana trascorsa ho poco da dire in aggiunta al finale del post 10/01: sono stato completamente fermo dalla corsa e ho continuato a lavorare sul riequilibrio del ginocchio. Come è possibile farsi tanto male solo correndo male? C'è chi è riuscito a far di meglio. Per esempio lo stesso Meb ai Trials NYC 2007 in cui una contrattura al polpaccio lo portò a una frattura delle ossa pelviche. O anche lo stesso Stefano BALDINI che arrivò alla prefatturazione del piatto tibiale nella maratona di Londra 2008, sulla via delle Olimpiadi di Pechino (vd. post @StefanoBaldini). Attendo la RMN di sabato: presumendo che sia negativa, nel frattempo ricomincio a correre! Chi non perde colpi è Geoffrey MUTAI, già vincitore in un cross in Kenya. Da leggere fra le righe chi si è lasciato alle spalle (vd. report @IAAF): non era solo un campionato locale di polizia.

Meb corre 1h02'17" alla Mezza di San Jose 02/10/2011 un mese prima di NYC


L'ultimo allenamento impegnativo di Meb prima dei Trials - Tempo Run 16km del 31/12/2011

7 commenti:

Giuse ha detto...

Bellissimo articolo, davvero ricco di spunti.. sia tecnici che di atteggiamento!

Mi piacerebbe molto citere il virgolettato di Meb in uno dei miei prossimi articoli, è ok per te?

Quando dici "D'altronde anche Nike aveva cominciato così" cosa intendi?

Grazie mille.

Daniele 91 ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Enrico VIVIAN ha detto...

@Giuse: i miei post sono come un buffet! prendi tutto quello che ti piace!

di link in link trovi tante altre belle frasi di Meb; se non hai tempo di leggere il suo libro Run To Overcom (aiutato da un ghost writer) puoi sempre chiedergli l'amicizia su TWITTER https://twitter.com/runmeb ... più di 1'000 sono in attesa per aggiungersi ai 16'000 follower

ai bei tempi Blue Ribbon Sports ha fatto i primi esperimenti smontando scarpe Tiger ... nessuno nasce imparato!

@Commento Eliminato ... perché?

Giuse ha detto...

Sono già un Twitter seguace di Meb e ho letto il primo capitolo del suo libro (Free sul suo sito), mi sa che lo ordinerò a breve!

Daniele 91 ha detto...

non so perchè sia stato eliminato il commento,se l'ho fatto io è stato per sbaglio...comunque,in pratica,mi chiedevo quali le ragioni del livello così elevato della Maratona USA,20 atleti sotto 2h15'00'',50 sotto 2h20'00''e 75 sotto 2h25'00''in una sola gara...e che cosa si possa in Italia prendere da loro(anche nella Maratona oltre che in molte altre cose dove già ci siamo ''americanizzati''e altre in cui forse dovremmo farlo)

Enrico VIVIAN ha detto...

@Giuse: buona lettura! ti sei convertito?

@Daniele: mai paura! capita di premere il pulsante sbagliato

tu hai dato i numeri dello spessore della maratona in USA, che ha pochi eguali al mondo; finalizzare la maratona è tornato un tema qualificante della preparazione dei fondisti USA, radunati nella gara cardine della stagione: i Trials Olimpici! la maggior parte di chi ha il minimo partecipa, anche se ha poche speranze di fare parte del Team USA; aggiungi un ottimo montepremi, una furba posizione nel calendario, un valido percorso, un meteo favorevole, ... e l'alchimia funziona!

vedi in Italia tutti questi elementi? se non ci siamo arrivati quando c'erano gli atleti, come possiamo arrivarci oggi? eppure anche la maratona made in USA ha avuto momenti molto bassi

Enrico VIVIAN ha detto...

ecco una bella e lunga intervista @runningtimes al 10^ arrivato: How Did Jimmy Grabow Run 2:12:29 in His First Marathon?

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...