martedì 3 aprile 2012

Maratona di Roma 2012 - by Davide VIVIAN

###   rispetto alla pubblicazione di ieri aggiungo
  [1] l'album di foto molto ridotte @PicasaWeb di Tiziano e Marilisa (che artisti!)
 [2] il video di chiusura ... la classifica @TDS è la nemesi del canto fascista!
tutto il resto è di Davide   ###

Antonio, Tiziano, Marcello e Davide
@ Maratona di Roma 2012 (ph. Marilisa)
Ritorno a Roma per correre la maratona (vd. post 30/03/2011), ma quest’anno non sono solo. C’è sempre mia moglie Maila e poi si aggiungono Antonio, Marcello e i coniugi Tiziano e Marilisa. Perché tornare a Roma? La risposta è semplice: la città è stupenda (caput mundi, non per niente) e la corsa è bella, con un finale mozzafiato – in tutti i sensi.

Arriviamo il venerdì e ci fiondiamo subito a prendere i pettorali all’Expo. Un giro rapido, qualche foto e poi via di ritorno nel centro della città. Quest’anno l’albergo è in posizione veramente tattica: ad occhio e croce meno di 200m dalla partenza/arrivo della gara, in una strada laterale rispetto ai Fori Imperiali. Antonio e Marcello sono sistemati in una locanda vicino a Piazza Navona (all’incirca tra il 33° ed il 34°km di gara). La sera ci diamo sempre appuntamento al Pantheon e da lì selezioniamo la trattoria dove rifocillarci. Il sabato è dedicato al turismo, ma il pomeriggio torno in albergo a riposare.

la divisa di gara
Domenica, giorno di gara. Cielo terso, sole: si annuncia giornata calda. In pochi minuti raggiungiamo a piedi la zona di partenza. Consegno lo zaino e mi infilo presto nella griglia, memore dei grumi del 1°km dell’anno scorso. Le procedure di partenza si svolgono ordinatamente. Dopo 38” dallo sparo transito sotto lo striscione e riesco ad evitare l’imbottigliamento nella salita del 1°km (che imprigiona invece Marcello, Antonio e Tiziano). Parto direttamente in canottiera: il clima è veramente tiepido. Davanti a me ci sono i pacer delle 3h15’ e con il passare dei km li avvicino; li raggiungo verso il 10°km e poi mi rendo conto che non è il caso di osare troppo e li lascio andare: saggia decisione.

La gara scorre bene. Ci sono delle variazioni di percorso rispetto all’anno scorso: prima di metà gara, dopo il Vaticano, e poco dopo la metà. Quest’anno si attraversa prima il Tevere (evitando il lungo cavalcavia del precedente percorso) e ci sono altre varianti prima del 30°km: in particolare una ripida salita al 27°. Percorso il lungo sottopasso del 33°km si torna nel centro storico. Questa volta sono più stanco dello scorso anno e il sanpietrino mi dà parecchio fastidio. Mi godo molto meno le bellezze della fase finale: Piazza Navona, Via del Corso, Piazza del Popolo, Via del Babuino, Piazza di Spagna, Fontana di Trevi… ho corso a testa bassa, quasi in trance. Così come le salite e le discese degli ultimi km. Dure, non le ricordavo così dure. Manca poco, ma la fatica è tanta e la salita col sanpietrino non ci voleva proprio.

la gioia del finisher
Molta soddisfazione alla fine: 3h19’05”, record personale. Con un clima più fresco ed un finale più scorrevole posso sicuramente migliorare. Tiziano chiude in 3h55’58”, Marcello in 4h00’54” mentre Antonio subisce una “sportellata” al 18°km con caduta e storta alla caviglia. Riesce stoicamente a concludere la gara, dopo alcune soste alle tende dell’infermeria ed aver meditato spesso il ritiro: il desiderio di tagliare il traguardo e ricevere la medaglia hanno il sopravvento. Grande Antonio!

Per la prima volta corro Garmin-dotato. Ecco il link della corsa: il grafico dell’altimetria non rende bene i saliscendi degli ultimi 4km.

Ci rimane il lunedì mattina per gli ultimi scampoli di turismo. Riempiamo questa mezza giornata con tre perle degne di questa città unica: la  Basilica di San Clemente (su tre livelli di epoche successive), la  Basilica dei Santi Quattro Coronati (con un bel chiostro e con l’Oratorio di San Silvestro ed i suoi affreschi duecenteschi che narrano la conversione di Costantino) per finire con la Chiesa di San Pietro in Vincoli che contiene il magnifico Mosè del Michelangelo (tomba di Papa Giulio II). Guardate i link @Wikipedia per un’accurata descrizione ben corredata di immagini.

Concludo come Matteo in un suo post. La consiglieresti agli amici? La rifaresti? La risposta è affermativa in entrambi i casi.

domenica 1 aprile 2012

Più veloci dei Vicentini ... nemmeno i Neutrini

striscione CdS Assoluti, Macerata 24/09/2011
Fosse stato un primo di aprile l'avrei capito, ma eravamo a fine settembre scorso quando si diffuse la notizia "i neutrini più veloci della luce". Difficilmente le scoperte della fisica ascendono agli onori della cronaca. Di mezzo stavolta c'era Albert EINSTEIN e alcuni suoi principi ben assodati, poi un pezzo d'Italia sia nel laboratorio a cui è sfuggita la ricerca, sia nel genio di Enrico FERMI, che aveva battezzato la particella.

Sono forti i fisici! Quando manca loro un pezzo, lo ipotizzano, lo descrivono e poi vanno a caccia. In qualche modo Enrico FERMI contribuisce alla scoperta del neutrone (1933), lo rallenta e realizza la prima fissione nucleare senza accorgersi. Ripropongo un video fra la collezione completa descritta nel post 18/12/2011: Giuseppe BRUZZANITI la racconta fra i minuti 20 e 40. In precedenza c'è la storia della precocità del genio di Enrico FERMI che lo portò al Nobel nel 1938, a soli 37 anni. Poi la storia del progetto Manhattan e delle bombe atomiche: non solo fissione, pure fusione nucleare.

solo 2161 visualizzazioni ... merita di più!

Torniamo ai neutrini e alla loro velocità. Non so perché la scoperta sia scappata dal laboratorio prima delle opportune verifiche. Subito furono sollevati dubbi e non solo alla cena della Finale dei CdS di Macerata (vd. post 29/09/2011), dove diversi compagni di squadra hanno dato il loro contributo, non capendo perché un neutrino dovesse comportarsi come un tachione, soprattutto dopo la lotta per trovargli una massa che gli impediva di appaiare Superman a una velocità oltre quella della luce. Così il giorno successivo ci trovammo una squadra avversaria che esponeva una dichiarazione degna di Cristiano MILITELLO a Striscia lo Striscione (vd. immagine all'inizio).

squadra AV assoluta, Campo PERRARO @ Vicenza 01/04/2012

Chi lo capirebbe ora? Arrivano proprio l'altro ieri le dimissioni di Antonio EREDITATO, portavoce dell'esperimento tanto strillato e smentito anche da fisici italiani, prima Carlo RUBBIA e poi Antonino ZICHICHI (vd. rapida ed esaustiva notizia ANSA). Oggi al raduno AV ASSOLUTA avevamo altri pensieri: come costruire al meglio le squadre di atletica fra le più forti d'Italia. Ecco una selezione di foto @PicasaWeb ed ecco un video giovane a dare il ritmo e il giusto colore alla stagione che inizia: meglio l'oro al collo che sul soffitto (vd. testo @azlyrics). Adesso che i neutrini sono stati rallentati sarà anche più facile battere i bergamaschi.


Più veloce di un vicentino ... Tom BOONEN! Peccato per i miei (quasi) vicini di casa Filippo POZZATO e Alessandro BALLAN, che sono stati beffati negli ultimi metri del Giro delle Fiandre da Tom BOONEN, bravissimo a non farsi intrappolare dalla congiura veneta, non orchestrata al meglio. Tom ha rafforzato la sua presenza nell'olimpo del ciclismo belga, raggiungendo Johan MUSEEUW nella doppia tripletta Giro delle Fiandre/Parigi-Roubaix (+ un mondiale a testa). Chissà che non lo superi già domenica prossima! Nel frattempo dovrei aver approfondito qualcosa su Johan. Lui ha un ginocchio peggio del mio!

venerdì 30 marzo 2012

Poteva Andare Peggio - Davide CASSANI

Alla ricerca di aggiornamenti sulla via del Giro delle Fiandre (vd. PS dell'ultimo post) sono entrato nel sito della Gazzetta dello Sport e ho trovato una notizia su Davide CASSANI (vd. link).

Davide MINUZZO & Davide CASSANI, NYC 2009
Cassani, incidente in bici
"Ho perso un'ora di vita"

L'ex professionista, oggi commentatore Rai, è caduto mentre rientrava a casa riportando la frattura dello zigomo e del piatto orbitale. "Forse dall'altra parte non mi hanno voluto, hanno deciso che devo stare ancora qua"

Davide CASSANI, ex corridore professionista e oggi stimato commentatore per la Rai, è stato vittima di un incidente lunedì sera a Milano. CASSANI, 51 anni, stava rientrando a casa con la sua city bike a scatto fisso quando all'altezza di una rotatoria in zona Lambrate è caduto battendo violentemente il volto. Banale la causa, eppure Davide ha rischiato la vita: la campana del pantalone si è incastrata nella catena, sbalzandolo. Violento l'impatto sull'asfalto. CASSANI ha perso conoscenza, riportando la frattura dello zigomo e del piatto orbitale. Si è svegliato un'ora dopo in ospedale, al San Raffaele, dove i medici hanno appurato fortunatamente l'assenza di danni all'occhio al cervello e alle vertebre. In giornata verrà trasferito al San Paolo dove domani verrà operato al viso. Ecco cosa ha scritto CASSANI sulla sua pagina Facebook per raccontare l'accaduto ... (continua @GdS).

Così si chiude l'articolo della Gazzetta, ma rimane aperto il dialogo fitto di Davide su FaceBook. Che potenza! Quasi 2'000 persone ricevono gli aggiornamenti, interessanti e ben scritti, per quanto concesso dall'editor di testo di FaceBook. Proprio bravo! E nell'ultimo post di ieri sera ci regala la sua visione delle Classiche del Nord.

21-42 meet Davide @ Reservoir, NYC 2009
Cari amici, se avete 10 minuti e voglia di leggere qualcosa naturalmente di ciclismo andate sul mio sito. È un pezzo che ho scritto per la rivista Bici Sport che è in edicola in questi giorni. L'ho scritto qualche settimana fa quando sulle strade della mia Romagna ho incontrato un ragazzino che da grande vuole fare il corridore e vincere una classica del Nord. Io gli ho raccontato le mie esperienze, le mie disavventure insomma di bello non gli ho lasciato proprio niente. Provate a leggerlo e ditemi cosa ne pensate.

Grandioso! Quindicimila battute che si bevono d'un fiato, come facevo un tempo con la bellissima rivista Bici Sport. Poi mi andò di traverso un editoriale del direttore Sergio NERI sul doping e non l'ho più comprato. Anzi, ho regalato la mia decennale collezione.

Non è difficile incrociare Davide CASSANI perché è un ottimo runner e corre la maratona sui livelli di Orlando PIZZOLATO nella stessa categoria. All'incirca. Qui pubblico un paio di foto del 2009: quasi ci scontrammo in Central Park, attorno alla Reservoir. Fu molto gentile Davide a posare con noi e ci anticipò il passaggio di consegne da Auro BULBARELLI a Francesco PANCANI. A proposito, chi ci sarà per il commento tecnico alle Classiche del Nord? Ecco il post dell'altro ieri, sempre su FaceBook.

Ora sono finalmente a casa, sto molto bene e, tempo 15 giorni, pronto a ripartire. Il Fiandre e la Roubaix le vedrò in televisione, tanto c'è super Silvio (MARTINELLO meglio specificare) al fianco di Francesco PANCANI ed io potrei rientrare all'Amstel Gold Race. Non avrò la forma del 1995 ma fa lo stesso. Quel giorno nonostante rimasi a ruota di GIANETTI per 20 km senza tirare un metro (non ce la facevo) riuscì a farmi battere in volata.


Cosa aggiungere di più? Spensieratezza e casualità si trasformano in disgrazia. Il pericolo è sempre dietro l'angolo, anche in una serata di primavera su una strada vuota. Lascio il commento musicale alla divinità assoluta della musica italiana. Il pezzo è del 1979, l'anno successivo al ritiro dalle scene, nemmeno quarantenne: da allora solo voce e poco più. Qui Mina prova a "spiegare gli uomini" alla giovane rivale, come Davide CASSANI prova a "spiegare le Classiche del Nord" al giovane ciclista: uno spettacolo da non perdere nelle prossime domeniche.

mercoledì 28 marzo 2012

w12/2012 - dalla StraVicenza alla Belluno-Feltre, passando per gli Amici dell'Atletica

GdV lunedì 19/03/2012 - pag.01
qui pdf completo pagg. 1,48-51
Ecco la copertina che abbiamo sognato in AV: la prima pagina del GdV riempita con la StraVicenza dei 10'000! Vinta la scommessa delle cinque cifre, ripagato il coraggio di spostare partenza/arrivo dalla prestigiosa Piazza dei Signori al più capiente Campo Marzo per ospitare al meglio il popolo che corre, perché la colonna di partecipanti male si radunava per le vie del centro fino a Piazza Duomo.

Trovate ampia cronaca, disanima tecnica, classifica completa e varia umanità all'interno delle quattro pagine del GdV (vd. pdf). L'immagine del torrente in partenza è impressionante e rende merito ai numeri ufficiali, a volte messi in discussione come quelli dei cortei quando si confrontano i dati degli organizzatori e quelli della questura. Ho risalito il viale da cima a fondo dieci minuti prima della partenza e c'erano proprio tutti. Chi ha corso sa quanto è lungo e largo il rettilineo di Campo Marzo.

Per una visione più arancione dell'evento ci sono anche cinque pagine all'interno della AV MASTER Letter (vd. pdf 2012-06). Dopo essere apparso a pag.50 del GdV, eccomi in azione (un po' sbiadito) a pag.7 nella webzine societaria. Essendo sicuro di non gareggiare dopo l'operazione al ginocchio, ho chiesto ai collaboratori AV "se non posso correre la StraVicenza, cosa posso fare per la StraVicenza?".

UNA GARA A MOLTE MANI, la composizione di Elena VERGA

Ho quindi supportato la cronaca degli speaker di Campo Marzo, offrendo loro la visione direttamente dal percorso di gara. Non avendo mezzi particolari a disposizione, ci siamo arrangiati con un collegamento telefonico, inserendo il jack dello speaker nell'impianto di diffusione - al mixer Alessandro PINO: così la mia voce dalle vie del centro arrivava al popolo in attesa fra gli alberi in germoglio.

Riccardo SOLFO e Paola VISONA'
alla Belluno-Feltre
Unica nota tecnica. Tanti si sono lamentati di "crono inferiori alle aspettative": nel post 08/03 avevo già anticipato che il percorso di gara non è scorrevole, pur non presentando grandi variazioni altimetriche. Gli amici dell'UltraBericus del giorno precedente si faranno una risata! Altro che 65km e 2500m D+ (vd. percorso)! Molte curve, continue variazioni di pendenza e di superficie di appoggio (asfalto, porfido, ghiaino su stabilizzato) sono sufficienti a far perdere 3-5"/km secondo le capacità di adattamento dell'atleta. La prossima volta si lascia in borsa il GPS e ci si gode lo spettacolo!

La StraVicenza è stata anche l'occasione di lancio della Running School nel capoluogo: già il martedì sera successivo abbiamo riunito un centinaio e mezzo di persone nel teatro del centro parrocchiale dei Carmini di Vicenza. Anche di questo evento c'è un resoconto in AV MASTER Letter (vd. pdf 2012-06) fra l'editoriale del presidente in copertina, il mio "invito che non ho fatto" a pagina 4 e la controcopertina con il prospetto dei servizi. Bella serata, coinvolgente soprattutto per i racconti degli allievi già "diplomati" dalla Running School che sono stati chiamati a raccontare la propria esperienza. Bravi a far girare le parole come a far girare le gambe!

gruppo compatto in corri-cammina alla media di 7'/km
all'arrivo in 3h30'±5' ... verso la Maratona del Santo
Eccoli quindi in azione cinque giorni dopo alla Belluno-Feltre del 25/03 per la quale mi sono posto analoga domanda come per la StraVicenza "se non posso correrla, cosa posso fare?". Così mi sono dedicato all'assistenza logistica e a un servizio fotografico lungo la valle, risalendo il gruppo fino a dedicare almeno uno scatto a tutti gli arancioni (e anche non) e notando che l'allegria cresceva mano a mano che il ritmo rallentava. Qui la selezione completa @PicasaWeb.

Non ero sicuro dei risultati considerata la combinazione perdente di [fotocamera compatta] + [scarsa abilità in sella], ovvero la mia scarsezza in bici unita alla manualità assuefatta alle prestazioni reflex, dove messa a fuoco e ritardo di scatto sono brevissimi. Mi ripeto sempre: non devi fare arte, semplice comunicazione. Così dalla scheda esce sempre qualcosa di buono! Sfogliare @PicasaWeb e poi commentare. Per chi volesse approfondire l'argomento "fotografia in gara", rimando al già sostanzioso post 26/10/2011 sulla Venice Marathon (qui l'album @PicasaWeb con la reflex).

evento completamente charity
(vd. Città della Speranza sulla testata)
Nel frattempo il venerdì sera c'era stato un incontro speciale, nel conviviale degli Amici dell'Atletica - ormai a cadenza annuale (vd. post 01/02/2011). Ospite d'onore il mitico Carlo VITTORI che ha dimostrato brillantezza e lucidità nonostante le ottanta primavere abbondanti, ben intervistato da Sergio CERONI e Mauro DALLA POZZA (qui uno slideshow video sulle note di Bruce SPINGSTEEN). Assicuro che dal vivo è molto più chiaro che per iscritto (vd. post 17/03/2011) e un ricordo particolare è stato riservato alla costruzione di un mezzofondista veloce come Donato SABIA, finalista olimpico sugli 800m alle Olimpiadi di Los Angeles 1984: la dimostrazione sul campo che le idee sull'allenamento della forza potevano estendersi oltre i confini di ciò che si considera velocità.

La presenza di VITTORI è stata l'occasione per far partecipare un amico speciale, ex allievo del professore, che aveva rifiutato di esserci negli incontri precedenti con la scusa "tanti sono vecchi, con la pancia e con i capelli grigi ... quando ci sono" (nel suo dialetto veneto di importazione suona meglio!). Forse per evitare di rovinare i ricordi? O forse è meglio darsi da fare per costruirne di nuovi? Anche se non olimpionici come i suoi o come quelli dei lanciatori Diego FORTUNA e Paolo DAL SOGLIO, presenti e divertiti dalla serata! Il clima è stato allietato da Giusy ZENERE, che si è dimostrata ottima animatrice e non solo con le barzellette. Proprio brava! C'è chi si è lamentato del repertorio un po' datato. Per me, che la seguo poco, era quasi tutto nuovo.

Nel precedente post parlavo di ritorni ... ecco gli America a Bassano del Grappa, che hanno riempito il Palazzetto dello Sport. Il primo ricordo netto è legato a "Survival" (commoventi e potenti le immagini di Easy Rider sullo sfondo). Qui il testo @azlyrics, comunque ben scandito nella canzone.


Col tempo mi sono accorto che tante sonorità mi erano note, fin dall'album di esordio, che conteneva anche questa A Horse With No Name (vd. testo @azlyrics), tutta spazio nel deserto e chitarre acustiche amplificate dal microfono posto di fronte alle corde.


Due canzoni quasi perfettamente legate, almeno nei tempi di pubblicazione, alle due medaglie olimpiche del più grande allievo di Carlo VITTORI ... Pietro MENNEA.

PS domenica c'è il Giro delle Fiandre, la più bella prova del calendario ciclistico

lunedì 26 marzo 2012

Inversione di flussi (3) - a volte ritornano (Renato CANOVA e Claudio BERARDELLI)

Renato CANOVA in DVD
È passato ormai un mese da quando l'ho visto riapparire in una lunga intervista rilasciata al termine della Roma-Ostia: Renato CANOVA in carne e ossa, abbronzato, lucido e carico a molla per commentare la gara e sottolineare l'eccezionale periodo di Valeria STRANEO (al momento la migliore fondista italiana, vd. Stramilano @IAAF e Lisbona @IAAF). Renato in originale è fantastico! Per chi lo volesse sempre con sé ecco il DVD offerto da parte del team di preparazione Greg McMillan: tutto un mondo da scoprire nel paradiso di Flagstaff AZ, alle porte del Grand Canyon.

Performances in the marathon took a big leap in 2011 as athletes race toward the magical sub two hour marathon. The World as well as Course Records at all the major marathons fell last year and 2012 appears poised to take another step faster as the major spring marathons are set to begin. Leading the charge into this new era of marathoning is Renato Canova. Largely regarded as the world's best marathon coach, Canova guided Moses Mosop to a 2:03:06 debut marathon in last year's Boston Marathon. In this new, exclusive DVD, Canova (with his enjoyable Italian accent) details every aspect of this new marathon training and how Mosop, who will go after the World Record at the Rotterdam Marathon, prepared for his 2:03:06 breakthrough.

Claudio BERARDELLI dal vivo
(vd. pdf)
Come scrivevo nei post 24/06/2011 e 27/06/2011 mi fa impressione vedere come ci venga ripresentato (e rivenduto) quello che è un prodotto Made in Italy, pur nella sua scienza universale. Grande Renato! Per il coraggio avuto nel reinventarsi quando il filone italiano del (mezzo)fondo, che tanto aveva contribuito a sviluppare, sembrava esaurito. Per chi avesse difficoltà a seguire CANOVA nel suo inglese "con gustoso accento italiano" ci sono ancora delle registrazioni di un convegno tenuto a Ferrara nell'autunno 1995, vendute fino a poco tempo fa su FIDAL.it. Volete mettere la "resistenza alla potenza" applicata a Davide MILESI con la "extension of intensity" applicata a Moses MOSOP?

Ecco il rientro anche di Claudio BERARDELLI, non solo solo per nostalgia e abbeverare le radici bergamasche. Stavolta è il suo mentore all'università a trascinarlo nel massimo convegno tecnico federale a San Vincenzo (LI) nel prossimo week end (qui la brochure completa @FIDAL), pur essendo lui restio a relazionare in pubblico (vd. incontro @NYC 2011 nel post 13/11/2011).

Cosa può dire Claudio che non abbia già detto nel materiale riportato/linkato all'interno del post 10/08/2011? Forse raccontare le nuove avventure di Mathew KISORIO e anticipare quanto il suo giovane allievo è pronto per sfidare Geoffrey MUTAI a Boston (vd. foto nel recente post 13/03). L'arte di allenare non è tanto nel riempimento delle tabelle di programma, quanto nel quotidiano adattamento alle situazioni contingenti. Sempre rispettando la fisiologia e l'obiettivo finale.

Qui mi fermo con il testo perché ho già seminato sostanziosi link e altri ne seguiranno. Non per niente siamo alla terza puntata di "inversione di flussi". Inserisco subito il video musicale e sul tema del ritorno ho pensato a una canzone che ha quasi l'età di Claudio BERARDELLI, a un artista che gira poco nelle radio forse perché è "troppo anni '80". Più o meno come gli Style Council del precedente post. Altro che ritorno! Auguro a Claudio e a Renato di continuare ad andare dove li porta la corsa.


Dopo le nostalgiche note di Paul YOUNG (tanto chiaro nella pronuncia da non necessitare di testo a fronte) torno a Renato CANOVA. Per chi sta valutando l'acquisto del DVD ecco un trailer che rende l'idea dei segreti raccontati nel seminario dell'estate scorsa.


Questo video è di qualche mese successivo e Renato commenta la prestazione di Moses MOSOP alla maratona di Chicago 2011 (vd. finale post 10/10/2011) e sottolinea pubblicamente che "nel finale Moses è stato più lento di Liliya ..." (brutta traduzione). Poi tante altre indicazioni tecniche di preparazione.


Torniamo indietro di qualche mese, alla Distance Night di Eugene, preludio al meeting Prefontaine Classic (vd. post 06/06/2011 e 09/06/2011). Ecco il commento a caldo di Renato, subito dopo il duplice record del mondo su 25 e 30'000m di Moses MOSOP.


Infine un altro show di Renato, una magistrale disquisizione fra capacità e resistenza lattacide. Forse interessa poco ai runner di lunga distanza.


Piace o non piace Renato? Aspetto di aggiungere a breve qualche video di Claudio.

N.B. attenti al copia-incolla dai campioni: prendere quello che serve e si è in grado di (far) digerire! piccolo esempio autoreferenziale: come non ho più stomaco per l'alcool, così non ho più fisico per il lattato! né muscoli, né sistema nervoso, né quello endocrino

mercoledì 21 marzo 2012

Dathan RITZENHEIN - sane dimostrazioni sullo stile di corsa

Maratona di Berlino 2008 - 35km
Sono reduce da un'anomala presenza alla StraVicenza 2012, che sarà ricordata come la prima edizione dei 10'000 partecipanti. Nei prossimi giorni raccolgo materiale per un unico resoconto, senza continuare a fare i lavori a puntate. Come invece capita anche stavolta! Perché è chiara l'origine dal precedente post 24/02, dove mi erano avanzati un paio di video molto belli che avrebbero allungato un post fin troppo pesante.

Proprio in quel post avevo citato una dichiarazione di Dathan RITZENHEIN "now that I have my next race on the horizon, the NYC Half Marathon, let me explain how it fits into the grand scheme". Un mese dopo vediamo l'evoluzione dello scenario per il ritorno alla pista dalla maratona: ecco il suo blog, ecco una lunga intervista 06/03 @RW.com (ricca di approfondimenti e argomentazioni), ecco un più sintetico comunicato stampa 15/03 @USAtoday.com (da leggere fra le righe di rapidi promemoria). È dura riconvertirsi al mezzofondo!

"Training is different, but I'm looking forward to it. The intensity is a big difference. I need to switch my mental mind-set. The workouts you are doing in the marathon are so long — you build into it.

"I started doing some workouts in the last few weeks; you've got to hit the pace right away. It's hard; shorter and more intense.

"You go into a very hard place in the marathon, but it happens over time. On the track, right from the get-go, your lungs are on fire, your legs are on fire, there's a real lactic buildup. I'm trying to get used to it again. It's a shock to the system. I can tell it's been a few years.

Giulietta e Romeo HM 2012 (ph. Stefano MORSELLI)
Questa la situazione pre gara, forse un po' ingolfata, che ha portato Dathan RITZENHEIN a un ottimo crono di 1h01'52" (vd. classifica @NYRR.org) in un percorso non molto scorrevole (un giro completo di Central Park prima di scendere al Financial District lungo il fiume Hudson - vd. mappa e altimetria). Peccato che sia stato sopravanzato da 14 atleti, ultimo del treno di una decina di inseguitori.

Delle possibili divagazioni sulla lettura della classifica, segnalo solo che avanti a tutti c'è Peter KIRUI KEN che ha staccato con relativa facilità nel finale Deriba MERGA ETH. Cosa ha di speciale? Nello scorso autunno ha lanciato Patrick MAKAU verso il record del mondo a Berlino e un mese dopo Wilson KIPSANG al quasi record di Francoforte. Stavolta vuole arrivare con lo stesso ritmo in fondo alla maratona e ha scelto il biliardo di Rotterdam, dove lo attende Moses MOSOP (vd. @IAAF). In Olanda domenica 15/04 inizia la grande danza kenyana per i tre posti in squadra olimpica, continua il giorno successivo a Boston, per concludersi il 22/04 a Londra (vd. @ToniReavis)!

Torno a  Dathan RITZENHEIN e ai suoi video. Nella loro semplicità sono proprio ben fatti: le riprese sono ottime (lo sponsor non ammette approssimazioni), Dathan è un bravo dimostratore (affiancato da un allievo molto attento), montaggio coinvolgente, editing didascalico. Undici esercizi in quattro minuti, presentazioni comprese!


Ecco il primo round dedicato alla "flessibilità dinamica" in opposizione allo "stretching statico", senza considerare la situazione intermedia di "active isolated stretching" (vd. post 26/08/2011). Ci vuole una buona coordinazione per una corretta esecuzione degli esercizi e in sicurezza. Lo stesso dicasi per le "andature per la tecnica di corsa", alcune delle quali da affrontare con cautela. Quattordici esercizi spiegati in cinque minuti!


Vi è venuta voglia di fare qualche esercizio? Forse non miglioreremo molto l'estetica della nostra corsa, magari guadagneremo in efficacia. La foto iniziale risale alla maratona di Berlino 2008 e mi ricorda la fase in cui ho allungato un folto gruppo con il quale avevo corso in compagnia la parte intermedia. Fa parte del poker di scatti che compongono un quadro e di solito raccoglie commenti del tipo "quanto è brutto il tipo che ti segue!". Eppure quella maschera di sofferenza mi ha seguito per tutti i 7km finali, arrivando poche decine di secondi addietro in 2h28'. La seconda foto è di un mese fa, dalla Giulietta e Romeo HM. Alle mie spalle c'è un partecipante dalla geometria improbabile, eppure ha corso sotto 1h18' (vd. post 20/02 per trovare tutti i link, per i pigri ecco la classifica @WT). Quanto contano le apparenze?

A sto punto inserisco il video di un ex venditore di scarpe, ben editato dall'amico Giuseppe MONTANARI (due minuti che si bevono come un digestivo), tutto da vedere anche come il coach lo ha incastrato nel suo ultimo post "It's Not About Your Shoes".


Ecco il grande mix finale: Dathan RITZENHEIN parla di scarpe, in particolare delle Nike Free. Allungo l'orecchio e capisco qualcosa, ma non gliele vedo ai piedi in nessun frangente dei 23 secondi che dura il promo. Anche nei due video soprastanti ci sono più convenzionali ... lascio ai Nikisti più devoti identificare modello/stagione delle calzature. RITZ utilizza davvero le Nike Free?


Concludo con Shout To The Top degli Style Council (vd. testo @lyricsmania): tutta la loro parabola artistica all'interno degli anni '80. E così la loro memoria.


lunedì 19 marzo 2012

Io Non Ci Credo - Enter The Zone di Barry SEARS

no dida! tutto in copertina
Torno all'origine e faccio una virata su un argomento più sostanzioso e in parte già accennato nel post 13/03. Andrea RIGO e la sua provocazione "che ne pensate di quello che scrive Christopher McDougall?" ha generato una sequenza di post negli ultimi due mesi a partire da quello 20/01 e penso di aver presentato materiale a sufficienza perché ciascuno possa farsi un'idea, non solo sulla corsa. Chissà se Andrea ha modificato il suo iniziale "io non ci credo!". Proprio in questi giorni è tornato a parlare delle sue scarpe (vd. suo post 15/03) e si rende conto che alcuni dispositivi applicati alle sue calzature derivano dalle riflessioni di far lavorare più e meglio i piedi. A volte le provocazioni estreme servono per proporre ragionevoli applicazioni.

Una dozzina di anni fa ho assistito a una miracolosa conversione, degna di San Paolo, a opera di Enrico ARCELLI, il fisiologo di riferimento per chi corre, in Italia e non solo. Vado a memoria, ma se qualcuno ha in ordine gli ultimi tre lustri della rivista CORRERE dovrebbe trovare tracce a sufficienza.

In quegli anni lavoravo a Susegana e ogni giorno percorrevo le trafficate strade fra vicentino e trevigiano, quelle che dovrebbero essere sbrogliate dalla futura autostrada Pedemontana. La radio mi faceva compagnia e una delle mie trasmissioni preferite sulla via del ritorno era "Essere e Benessere" in replica su Radio24. Una sera sentii Enrico ARCELLI tuonare contro la dieta a zona, bollandola come "la solita dieta iperproteica di origine americana". Pensai "che strano! ho letto il libro di Barry SEARS e non ho trovato bestialità!". Mia sorella era andata in viaggio di nozze negli USA nell'autunno 1997 ed era partita con due ordini di acquisto: un libro è stato presentato un anno fa (vd. post 15/02/2011) e l'altro è in pole position oggi. Del Dott. Michael COLGAN ho perso le tracce (a dire il vero non l'ho più cercato), del Dott. Barry SEARS e delle sue idee sono riempiti libri e riviste.

Conversione di San Paolo (1601)
CARAVAGGIO - olio su tela 230x175cm
Santa Maria del Popolo, Roma
Pochi mesi dopo ai microfoni della stessa trasmissione sentii lo stesso Enrico ARCELLI parlare in termini entusiastici della stessa dieta a zona. Cosa era successo? Che il dottore l'aveva provata su se stesso e, da acerrimo detrattore di una teoria che andava contro i suoi riferimenti più assodati, ne divenne il divulgatore più entusiasta, avendone provato in prima persona gli effetti più salutari. Scrissi allora tre righe via mail alla conduttrice della trasmissione (chi mi aiuta a ricordare il nome?) per capire l'inversione nell'opinione di ARCELLI, magari approfondito nel fuori onda. Lei non mi rispose per iscritto, mi chiamò invece al telefono. Fu una chiacchierata molto gradevole e mi fece capire che in fondo "lei era solo la conduttrice", non di certo la garante della continuità dei messaggi.

Da più di un decennio Enrico ARCELLI è un convinto zonista, con tutti gli accomodamenti che gli derivano da un'immensa esperienza, di uno che ha visto funzionare quasi tutto e il contrario di tutto senza mai rinunciare ai principi e al metodo scientifici. Così l'ho ritrovato anche nell'ultimo numero di CORRERE (329 - marzo 2012, pagg. 54-57) in una bella intervista di Sergio MEDA, come se il dottore non sapesse scrivere da sé. Preferisco comunque la forma del dialogo che rende più partecipe il lettore. Così sono passati anche molti termini scientifici che altrimenti avrebbero reso catramosa la relazione: GH e IGF sono già noti a molti, magari come agenti dopanti quando assunti in forma esogena, ma qualcuno conosce la proteina GLUT4?

Ecco la frase che mi ha fatto pensare: "Lo stesso Barry SEARS afferma, nel suo primo libro, che il rapporto carboidrati e proteine non è rigorosamente 0,75 ma un ambito ampio che va da 0,6 a 1". Perché citare l'originale e il suo primo libro? Mi piace che ARCELLI riconosca la validità di alcune indicazioni fin dall'esordio, magari poi disattese da alcune interpretazioni: mi sembra quasi un richiamo alla primaria ortodossia. Dal 1995 a oggi sono stati pubblicati numerosi studi ad affinare quelle stesse indicazioni e ad ampliare la bibliografia che nel libro d'esordio occupa ben quaranta pagine. Tutto un mondo di idee in continua espansione! Mi auguro che portino ad altrettanta salute e gioia di vivere in quel mondo viziato da eccesso di disponibilità.


Ecco alla fine il Vasco nazionale, senza tante presentazioni, che ha messo la base di musica a tante negazioni: insieme a "io non ci credo" c'è pure "io non mi muovo". Una canzone antirunner oltre che antimetafisica? Eppure la corsa potrebbe essere la medicina alla sua forma di depressione.
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