domenica 14 agosto 2011

w32/2011 - un tranquillo weekend di Ferragosto in Alpago

coppia vincente! Lepiota Procera e Boletus Edulis
Smemorato! L'altro giorno mi è successo un piccolo incidente che mi ha fatto ricordare che non sono sempre sceso in salute dall'Alpago.
Al ritorno dalla corsa procedo con lo stretching rituale, per asciugarmi all'aria mi tolgo la canotta B2R e la appoggio sul corrimano della ringhiera in legno. Quando faccio per raccoglierla sento un dolore fortissimo alla falangetta dell'indice sinistro: una vespa si era momentaneamente annidata fra le pieghe umide, forse attirata dalla mimesi del colore giallo-nero, e ha aggredito la mia estremità. Tolgo il pungiglione incastrato nella zona di flessione del dito e provvedo a disinfettare con tintura di aloe fresca. In pochi minuti si gonfia tutto il dito e il fastidio si propaga fino al polso, facendomi perdere forza nella presa di tutta la mano. Dopo un giorno l'inabilità si converte in prurito sopportabile. Cose che capitano! Meglio una vespa o una zecca?

vista dall'abbaino in mansarda; successive velature azzurre segnano la profondità prospettica della valbelluna

Nell'estate 1982 è successo un incidente meno simpatico, che all'inizio sembrò innocuo e invece innescò il primo vero e proprio infortunio. A quel tempo avevo un eccesso di energie che mi consentivano illimitate partite di calcio sia nella piazzola alla base del villaggio sia nei prati ricavati nelle aperture del bosco che allora venivano curati. Accadde che occupammo un territorio apparentemente non presidiato e cominciammo a giocare nonostante il cielo grigio e l'aria pesante non lasciassero molta speranza. Più di qualcuno si lamentò per punture di vespa che si fecero più frequenti e ben distribuite. La foga agonistica copriva tutto. Si pensò che gli insetti fossero nervosi per il meteo e invece ci accorgemmo tardi che stavamo incautamente calpestando alcuni nidi sotterranei non ben evidenti fra l'erba.

per gli armenti e per i runner scorre acqua fresca a Casara Pal; deep cold soaking til 1983

Alla fine avevo collezionato una decina di punture soprattutto nella zona delle caviglie e la parte bassa della gamba. Tanto prurito iniziale si trasformò in discreto indurimento nella zona del tendine di Achille e del soleo sinistro. Al ritorno degli allenamenti in pista il fastidio non ci mise molto a degenerare in infiammazione che mi costrinse al riposo per alcune settimane e alle prime rudimentali terapie. Mancava poco alla fase nazionale dei Giochi della Gioventù dove non mi presentai al meglio e rimediai un 6'12" sui 2'000m più che soddisfacente per la condizione e più che sufficiente per contribuire alla vittoria della squadra. La scuola media Natale dalle Laste di Marostica vinse anche l'anno successivo con le ragazze. Anni gloriosi! Una foto di poco successiva è pubblicata in precedente post.

Alpago - località evidenziate e aggiunte
Come anticipato in precedente post mi sono fatto inviare le schermate da Google Map per segnare le principali località dell'Alpago e del Cansiglio che percorro volentieri. La maggior parte dei chilometri sono collezionati sulla strada che da Villaggio Quota 1000 (comune di Chies) porta a Tambre e in particolare il tratto da Casara Cate a Col delle Fratte prima che la discesa si faccia più pendente verso Pianon. Sono circa 2,5km con un dislivello di 50m, con pendenza variabile da 0 a 4%: un avanti-indietro che ripeto volentieri più volte, rimanendo quasi sempre all'ombra del monte Guslon (al mattino) o degli alberi (alla sera). Spesso faccio un unico avanti-indietro fino a Broz e si possono inserire la variazione su costa Mazzer e un'impegnativa deviazione da Pianon fino a Col Indes con gli ultimi 120m D+ su una strada bianca utilizzata d'inverno come pista per slittino. Durissima! Fino a qui sono completamente autonomo, parto e arrivo a casa senza muovere l'auto.

Cansiglio - località evidenziate e aggiunte
Con poco sforzo è possibile arrivare ai bordi del bosco del Cansiglio ed entrare nelle strade forestali. Un loop fattibile di circa 18km parte da Sant'Anna, entra nel bosco a Pian Rosada, scende all'imbocco della Val Bona e ancora in Valmenera per poi risalire a Pian Osteria-Campon-Pian Rosada e chiudersi in Sant'Anna. Allungando di 5km e aumentando il dislivello di almeno 100m D+, un altro bel loop parte da Pian Osteria, scende in Valmenera e sale per 350m D+ in Candaglia per poi scorrere sul miglior pezzo di strada bianca fino a Crosetta. A questo punto è sufficiente chiudere il giro sulla strada principale che taglia il Piano del Cansiglio fino a Pian Osteria. Tengo per ultimo il tratto più bello, ovvero la strada del Taffarel che parte da Col Mazzuc e taglia per circa 8km il versante interno fino alla strada che sale al Pizzoc. Il fondo è abbastanza sconnesso, ma il bosco è molto bello e profumato a quota 1'300m slm. Come utilizzarlo? Un avanti-indietro dal lato sud (anche da zona Cadolten) oppure è possibile farsi recuperare a sud dopo aver assalito Col Mazzuc da Campon-Palughetto ed essersi goduti i 300m D+ in unica soluzione.

Aggiunte del lunedì
[1] per chi si fosse dimenticato l'origine della festa odierna, ecco il documentato link a Wikipedia; oggi Don Sergio ci ha ricordato la proclamazione del dogma 01/11/1950 quando alle ore 9 furono suonate tutte le campane cristiane; una splendida rappresentazione dell'Assunta è presente fin dagli esordi di questo blog;
[2] non essendo la formazione di S.M. Natale Dalle Laste a Roma 1982 famosa come la nazionale di calcio in Spagna nello stesso anno, mi sembra giusto ricordare: Giovanni MALUCELLO (80m), Giuseppe PERON (lungo), Marino VIERO (peso), Walter LUNARDON (alto), Giuseppe MARCON (riserva), ... (80hs); manca uno che mi verrà in mente.

5 commenti:

Emiliano ha detto...

Invidio i luoghi dei tuoi allenamenti estivi!
Certo ,delle mie colline di Custoza non mi posso lamentare, temperatura e l'umidità giocano però a suo sfavore.
Ciao.

Enrico VIVIAN ha detto...

@Emiliano: come avevo scritto, qui sono capitato molti anni fa e qui rimango volentieri; nel tempo ho visto e apprezzato le opportunità che si sono modificate nel tempo; p.e. fino a tutti gli anni ottanta era accessibile il campo di golf in mezzo al Piano del Cansiglio, allora poco frequentato fino alle nove del mattino; poi le palline cominciarono a volare sempre più presto

il Comitato Regionale Veneto ha portato più volte in raduno i giovani mezzofondisti veneti a Farra d'Alpago; appena saputo ho inviato una mail dettagliata con tutte le indicazioni per svolgere allenamenti in sicurezza in Cansiglio, anche specifici; ho poi saputo che i ragazzi sono stati accompagnati in zona solo per visitare malghe e memorie cimbre; ognuno vede quel che vuol vedere

avevo in mente di scrivere di altri argomenti poi la puntura della vespa mi ha fatto venire in mente quel pezzetto di storia dove iniziarono le mie disgrazie ai tendini di Achille ... piace non piace?

Emiliano ha detto...

Approvo e firmo!
Mi accorgo frequentemente ,anche e soprattutto durante il lavoro,che ogni uno vede ciò che vuol vedere.
Questo non toglie che per criticare non necessitano occhiali.
Ciao.

Emiliano ha detto...

Aspetta che mi spiego meglio! Non vorrei essere frainteso.
A volte è talmente palese la cecità di alcuni che per criticarla non c'è bisogno di occhiali.
Spero di essere stato più chiaro.
Ciao.

Enrico VIVIAN ha detto...

@Emiliano: nessun problema! il discorso si può estendere finché si vuole

tanto per tornare alla corsa e ai raduni giovanili in Veneto, da un paio di anni i mezzofondisti e i marciatori sono ospiti ad Asiago http://www.fidalveneto.it/content.asp?ContentId=3232 (notizia fresca di oggi)

tu pensi che i giovani possano percorrere le più belle strade dell'Altopiano? o ci si limiti alle vie più prossime allo stadio? che ricordo avranno di Asiago? forse degli schiamazzi notturni?

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