venerdì 26 agosto 2011

Ultimi libri di corsa

Perché parlo di libri? Forse perché da stasera fino a lunedì c'è a Vicenza il festival letterario LIBRIAMO (vd. precedente post)? Sono quattro mesi che ho in testa questo post che cercherò di espandere con argomenti correlati.

Comincio da Natale 2010. Che cosa mi regalo? Libri! Ancora regge l'ambiente Master The Shift by NISSAN in cui Terrence MAHON pontificava due volte a settimana (vd. precedente post). Proprio sotto Natale aveva fatto i suoi buoni propositi: nel 2011 voglio diventare più elastico! Così consigliava i suoi quattro libri di riferimento fra i quali ne ho scelto due: il classico dei classici su Active Isolated Stretching "The Whartons' Stretch Book" di Jim & Phil WHARTON (ho comprato l'originale Ed. 1996 @ amazon, ma esiste anche la traduzione italiana Edizioni CORRERE) e un più recente e innovativo, almeno nell'approccio, "The Permanent Pain Cure" di Ming Chew (Ed. 2008 @ amazon). Se il primo libro si focalizza su un nuovo modo di fare allungamento, ormai non più tanto nuovo, il secondo estende lo sguardo verso i tessuti che abbracciano tutte le strutture principali del corpo, muscoli compresi, ovvero le fasce.

Ming Chew è un ex body builder che raduna in modo coinvolgente le molte nozioni  raccolte dai diversi maestri che ha avuto modo di frequentare. "Allungati che ti passa" è il suo motto a cui aggiunge "bevi e reintegra". Così è capitato che diversi suoi pazienti guarissero prima che lui ci mettesse mano. Come in tutte le cose è richiesta attenzione e costanza di applicazione, anche quando sembra non funzionare. E poi non mollare quando sembra che non ci serva più.

Ormai scrivo poco di Terrence MAHON, ma l'uomo è attivo più che mai e i risultati dei suoi atleti parlano per lui: abbiamo visto Morgan UCENY vincere due prove della Diamond League sui 1'500m a luglio (qui si trova una bella intervista) e Jen RHINES correre ancora a 37 anni fino a 15'10"-31'30" sui 5-10'000m (qui si trova una bella intervista). Entrambe saranno ai Mondiali di Daegu KOR: Morgan ha vinto i 1'500m ai Campionati Nazionali di due mesi fa a Eugene OR, validi anche come Trials, Jen con 31'30" ha conquistato l'ultimo posto disponibile dietro a Shalane FLANAGAN e Kara GOUCHER. Vogliamo fare un confronto con i contemporanei Campionati Italiani a Torino?

Quattro mesi più tardi mi trovo a Londra per la maratona e proprio all'inizio di Charing Cross Road che scende da St. Giles verso Trafalgar Square si trova la fornitissima libreria Foyles. Per non perdersi all'interno ci sono mappe dettagliate per raggiungere il settore di interesse. Ci sono entrato tre volte: la prima per prendere visione, la seconda per approfondire, la terza per comprare. Alla fine sono uscito con due volumi: "The Anatomy of Stretching" di Brad WALKER (Ed. 2011 @ amazon) e "Running to the Top" di Arthur LYDIARD (Ed. 2007 @ amazon).

Stretching? Ancora stretching? Sì, stretching. Dopo essere stato a Bodies The Exhibition @ NYC l'anno scorso, ho immensamente apprezzato le tavole anatomiche. Alcuni amici hanno cercato una versione italiana che fino a qualche mese fa non era disponibile. Sono stato inoltre colpito dall'immagine di copertina che riproduce l'esercizio preferito di Ming Chew per allungare la zona pelvica e in particolare il malefico e difficilmente raggiungibile muscolo ileo-psoas. Nessun dubbio sul primo acquisto. Per il secondo la scelta è stata più combattuta di fronte all'ampia scaffalatura alla base della quale sedevo su uno sgabello con le gambe dolenti dopo la maratona.

Avrei mai potuto lasciarmi scappare una memoria riassuntiva di Arthur LYDIARD (vd. precedente post)? Mi sono fatto influenzare dalla dimensione, dalla formattazione e da una copertina che c'entra niente. Mi sembrava abbastanza povero nei contenuti, benché l'assenza di foto lasciasse tutto lo spazio al testo. Invece avrei fatto una grande sciocchezza a lasciare l'ultima copia sul ripiano. La font abbastanza compatto e la presenza di espressioni gergali made in New Zealand rendono impegnativo l'avanzamento nelle pagine dove Arthur raccoglie cinquant'anni di esperienze e alcune argomentazioni in controtendenza rispetto alle idee attualmente dominanti.
Le stesse considerazioni di Renato CANOVA sulla semplice vita dei kenyani, così performanti poi in pista (vd. precedenti post 24/06 e 27/06), sono già contenute fra le pagine 18-20 dove Arthur fa la controanalisi allo stupore generato dalla vittoria di Amos BIWOTT sui 3'000st alle Olimpiadi di Messico 1968 quando Sports Illustrated lo descrisse come un atleta che "non aveva mai avuto un allenatore, non si era preparato correttamente e non aveva mangiato il cibo giusto". Tante, tante perle, in particolare quelle sulle calzature, la nutrizione, i lavori anaerobici, la tecnica di corsa, il rapporto con gli atleti.

Lascio un ultimo link sul suo più caro atleta: How Did Peter SNELL Get to Be Peter SNELL? Nella pagina ci sono due video di 9' e 12'. Un breve amarcord sulla Nuova Zelanda e l'atletica di cinquant'anni fa. Da guardare anche se si capisce poco.

9 commenti:

Marius ha detto...

Bel post Enrico!
Ti suggerisco, per rimanere in tema, se non li hai già, "P.N.F. proprioceptive neuromuscolar facilitation - Tecniche di stretching facilitato" di Robert E. Mc Atee, Calzetti Mariucci editori (un libriccino agile agile, ma scientificamente ben piantato e corredato da immagini molto chiare) ed un dvd (da acquistare separatamente) di Bill Prentice: "PNF - FACILITAZIONE PROPRIOCETTIVA NEUROMUSCOLARE - PRINCIPI E TECNICHE, sempre Calzetti Mariucci.

Un salutone

mario de benedictis

Tosto ha detto...

credo di avere un infiammazione ormai cronica all'ileo-psoas sto facendo gli accertamenti in questi giorni.
magari qualcuno di questi libri mi può servire?

Enrico VIVIAN ha detto...

@Marius: grazie del supporto! Calzetti e Mariucci è uno dei miei editori preferiti in quanto affezionato lettore di SdS

indico il link per chi volesse visualizzare in anteprima alcune pagine (la prima di ogni capitolo)
http://issuu.com/calzettimariucci/docs/pagine_da_pnf?mode=a_p

@Tosto: allunga, allunga, allunga ... per l'ileo-psoas non è mai abbastanza, soprattutto per te che vai in bici

se vuoi ti presto i libri o vieni a trovarmi la prossima volta che passi per Marostica

lisa ha detto...

Farò tesoro di questo tuo utile e ricco vademecum, sono già indirizzata verso un paio di titoli... Ma quando il tuo?

Se qualcuno volesse però esulare dall'aspetto tecnico mi permetto di citare:
•"Il sogno del maratoneta-Dorando Petri" di Giuseppe Pederiali ed. Garzanti;
•"A perdifiato" di Mauro Covacich ed.Einaudi
la cui trama è un intreccio tra le maratone di N.Y.,Trieste e la preparazione della nazionale ungherese;
•"La corsa verso il mare" di Rubens Noviello,
per portare alla luce della cronaca la drastica situazione del popolo Saharawi che fa da sfondo alla Sahara Marathon.

Enrico VIVIAN ha detto...

@Lisa: questi sono solo gli ultimi acquisti; devo radunare in degna biblioteca i volumi ancora sparsi in vari archivi

grazie delle indicazioni per l'arricchimento; al di là della storia ormai mitizzata di Dorando, la corsa è diventata il filo conduttore per molti altri racconti

orlando pizzolato ha detto...

Da tempo non acquisto libri tecnici sulla corsa; la mia passione si è spostata verso altri interessi. Nelle tue parole ritrovo però la mia bramosia di una volta, quando ogni trasferta all’estero era l’occasione per ricercare novità editoriali che in Italia mancavano. A Londra il punto di approvvigionamento era “Sport Pages”.
Lì ho acquistato una prima versione “The Lydiard Way”. Ne ho trovata una ancora più vecchia in un negozio di libri usati a Los Angeles.

Enrico VIVIAN ha detto...

@Orlando: fai bene! sai quasi tutto ed è giusto allargare gli orizzonti verso altri argomenti e forme di comunicazione

preparati alla prossima puntata in rampa di lancio a metà prossima settimana

sto apprezzando molto LYDIARD; certe sue intuizioni sono state avvalorate da studi successivi e molti fondamenti del suo modo di allenare sono tuttora validi

Anonimo ha detto...

Enrico, con le ultime mail mi hai riportato su questo articolo... ho sempre dimenticato di dirti che l'edizione italiana del libro di Walker esisteva/esiste già... almeno.. io ce l'ho. Siro

Enrico VIVIAN ha detto...

@Siro: di sicuro è stata tradotta in italiano la prima edizione del 2007; dubito che sia già stata diffusa la seconda edizione del 2011 ... o sbaglio?

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