martedì 19 agosto 2014

#Zurich2014 più ottimisti che contenti

Era chiaro che non sarebbe stato facile #Zurich2014, dieci giorni fa nelle previsioni come un anno fa nel riassunto #Moscow2013. Fa bene il presidente Alfio GIOMI a gioire di ogni buona prestazione, soprattutto dopo la vittoria di Daniele MEUCCI in maratona, ma nel piatto della bilancia sono mancati i primi tre giorni (= zero medaglie) ...


"I ragazzi sui quali investire ci sono, serve solo un'adeguata programmazione per farli crescere. Possiamo contare sul valore aggiunto del rapporto diretto del Direttore Tecnico con i tecnici personali degli atleti, senza intermediari".

medagliere finale
E Alfio GIOMI passa la palla a Massimo MAGNANI Al riguardo, la parola passa proprio al DTO MassimoMagnani. "Il punto chiave è riuscire a fare in modo che la capacità prestativa dei nostri atleti si trasformi anche in capacità competitiva a livello internazionale nel momento che conta. Ci sono individualità che qui hanno già dimostrato di avere le qualità giuste come Federica Del Buono, Diego Marani ed Eseosa Desalu. Senza dimenticare Alessia Trost, Hassane Fofana, Giulia Viola, Delmas Obou e un atleta in recupero da un infortunio come Josè Bencosme".

classifica piazzamenti
Riprende il presidente "In questo percorso si sta costituendo l'ossatura della squadra che nel 2016 affronterà l'Olimpiade di Rio, mentre gli allievi che stanno per debuttare ai Giochi Olimpici giovanili di Nanjing possono diventare il telaio del team per Tokyo 2020. Per raggiungere certi obiettivi servono grandi tecnici. Ne abbiamo già individuati due che diventeranno degli "advisor", veri e propri "maestri di coaching". Ad altri atleti potranno essere proposti soluzioni di allenamento all'estero. Resta il fatto che per investire, sono necessarie anche risorse economiche diverse. Questo è un concetto su cui abbiamo riscontrato la sensibilità e l'attenzione anche del CONI. Non è pensabile continuare a vivere della passione dei nostri tecnici sul territorio. Ad esempio, il Direttore Tecnico della Federazione Italiana di atletica leggera percepisce un compenso non paragonabile a quello di figure omologhe di altre discipline. Non c'è parametro che possa rendere giustizia ad uno sport come il nostro".

dopo tre giorni
Dopo aver incollato l'essenza del comunicato finale, aggiungo un confronto fra la classifica per piazzamenti #Zurich2014 con #Moscow2013 (punti - posizione): solo il crollo della Repubblica Ceca ci ha fatto scalare un posto, ma le tre nazioni davanti non sono lontane. Mentre la Polonia, al momento quinta, è quasi al doppio dei punti.

01 Russia 215 (183 - 02)
02 Gran Bretagna 196 (79 - 07)
03 Francia 192 (50 - 09)
04 Germania 167 (102 - 04)
05 Polonia 132 (44 - 10)
06 Spagna 86 (24 - 17)
07 Ucraina 82 (51 - 08)
08 Olanda 73 (24 - 17)
09 Italia 71 (19 - 19)
10 Rep. Ceca 48 (38 - 13)

2 commenti:

Marco SANTOZZI ha detto...

Perfetto Enrico! Come tuo solito un'analisi critica e attenta della situazione. Notavo che si parla tanto di rimpinguare lo stipendio sei coach, ma nessun commento inerente i servizi e le strutture...siamo alle solite?

Enrico VIVIAN ha detto...

grazie dell'apprezzamento! ha già detto tutto il presidente: non ci sono soldi e - per quanto sensibilizzati- non so quanti ne possano arrivare dal CONI o dagli sponsor (come sta UnipolSai?)

la FIDAL soffre alla pari delle società locali che possono in qualche modo finanziare l'attività con le manifestazioni e i servizi: cosa può fare una federazione?

non è pensabile continuare a vivere della passione dei nostri tecnici sul territorio: come compensarli?

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