martedì 4 agosto 2015

Lo Sport del Doping, quale novità (Russia e Kenya in testa)

Se prendiamo la classifica degli squalificati di due anni fa e togliamo India e Turchia che frequentano poco i podi delle competizioni globali (quindi nazioni poco controllate con il passaporto biologico), chi resta in testa?


Non frequento il cartaceo in Alpago, quindi mi accontento dell'online a firma di Stefano BoldriniUna grande inchiesta condotta dal Sunday Times e dall'emittente tedesca ARD/WRDinchioda la IAAF (la Federatletica mondiale) a due settimane dalle elezioni che promuoveranno il successore del discusso Lamine Diack, con il britannico Sebastian Coe – favorito – e Sergey Bubka a contendersi una delle poltrone più importanti del mondo dello sport: 12mila test del sangue, riguardanti 5mila atleti, mostrano infatti “la straordinaria volontà di barare da parte degli atleti dei maggiori eventi”. I dati appartengono alla Iaaf, ma sono stati passati da un informatore a due scienziati di levatura internazionale: gli australiani Robin Parisotto e Michael Ashenden. Secondo i due esperti dell'antidoping, questo enorme database rivela che un terzo delle medaglie - ben 146, compresi 55 ori – di Olimpiadi o Mondiali disputati tra il 2001 e il 2012 sono state conquistate da atleti con valori sospetti. Inquadrato il contesto storico, tecnico e politico?

In particolare: i risultati delle analisi del sangue riguardanti oltre 800 atleti hanno evidenziato dati “altamente sospetti o quantomeno anomali”; dieci medaglie di Londra 2012 sono state vinte da atleti con valori “sospetti”; la Russia è l’epicentro del sistema, con oltre l’80% delle medaglie ottenute da atleti con test anomali, ma emerge anche il fenomeno Kenya, 18 medaglie con corridori border line; star come Mo Farah e Usain Bolt non hanno registrato anomalie; gli atleti utilizzano sempre di più trasfusioni di sangue e micro-dosi di Epo per incrementare il conteggio dei globuli rossi. Copia-traduci-incolla o suggerimento eterologo?

Secondo Parisotto, questo dossier è mostruoso: “Mai visto un insieme di valori del sangue così spaventosamente anomalo. Molti atleti sembrano aver fatto uso di doping in piena impunità ed è evidente come la Iaaf non reagisca a questo fenomeno”. Secondo Ashenden “l’atletica è nella stessa posizione diabolica del ciclismo durante l’era-Armostrong”. La replica della IAAF, che non contesta il database, è una difesa d’ufficio: “Noi siamo stati sempre all’avanguardia nella lotta contro il doping, impegnandoci nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecniche di analisi”. L’inchiesta diSunday Times e ARD/WRD dimostra però l’esatto contrario. Con maggiore solerzia potevano emergere n-casi Schwazer, poi gestiti male e senza più controlli.

Il presidente della Wada, Craig Reedie, da Kuala Lumpur, ha commentato così la vicenda: «Son molto turbato, queste accuse richiedono subito un controllo e i dati in questione saranno subito consegnati alla Commissione indipendente per indagini più accurate». La IAAF dal canto suo annuncia che "sta preparando una risposta dettagliata" alle "gravi accuse contro l'integrità e la competenza del suo programma anti-doping largamente basate su analisi del database Iaaf di privati e medici di fiducia ottenuto senza il dovuto consenso". Dopo tanto fumo su numeri vecchi arriverà l'arrosto per pulizia futura? O rimarrà polemica buona per politici e giornalisti? Cattiva per rovinare il gusto del pubblico ai prossimi mondiali.


Qualche classifica del giorno dopo

1500 IN TESTA - L’analisi dettagliata delle tabelle è un altro aspetto interessante dell’inchiesta. Quella riguardante le prove di fondo e resistenza con il numero più elevato di atleti medagliati con valori sospetti vede in testa i 1.500 m con 29 casi. Seconda è la 20 km di marcia con 28. Al terzo posto gli 800 con 16. Seguono 5.000, 3mila siepi e 10.000 (15), la 50 km di marcia (13), eptathlon/decathlon (9) e maratona (6).

HELSINKI 2005 - Nella classifica degli eventi con il maggior numero di atleti medagliati sospetti, il primato appartiene ai mondiali di Helsinki 2005 con 21 casi. Seguono i mondiali di Osaka del 2007 (20), l’Olimpiade di Pechino del 2008 (19), Atene 2004 e le rassegne iridate di Edmonton 2001-Daegu 2011 (16), i mondiali di Berlino 2009 e quelli di Saint-Denis 2003 (14).

NAZIONI - La Russia, con 30 casi, è in testa alla classifica degli atleti con il maggior numero di test “anomali”. Seguono Ucraina (28), Turchia (27), Grecia (26), Marocco (24), Bulgaria (22), Bahrain (20), Bielorussia (19), Slovenia (16), Romania e Uganda (13). L’Italia è fuori dalla top ten: è al 28° posto con 6 casi, insieme con Germania, Lituania, Belgio e Messico. Cina, Usa e Francia vengono dopo di noi, con 5 casi. La Gran Bretagna è a quota 4. In totale, appaiono in classifica ben 55 Paesi: un quarto del mondo puzza di doping.

Se un italiano è Alex Schwazer, chi sono gli altri 5? Non erano molti sotto controllo "passaporto biologico" in quegli anni.

6 commenti:

Marco SANTOZZI ha detto...

http://divagazioniemotive.blogspot.it/2015/08/campioni-senza-valore-le-medaglie-dai.html

Tema molto attuale, purtroppo.

Enrico VIVIAN ha detto...

attualità a orologeria, buona per la politica

Marco SANTOZZI ha detto...

A pochi giorni dalla nomina del nuovo Presidente della IAAF...

Enrico VIVIAN ha detto...

il regno dell'uomo nero in tunica sembra degno del peggior Nebiolo

Marius ha detto...

Qualcosa si sta muovendo. Qui da noi il solito tiro al piccione. Facile spostare il fuoco su Schwazer, il solo tra i 6 casi italiani con valori degni di attenzione i cui dati ematici sono noti e valutati dal Panel internazionale.
Un abbraccio a Tutti

mario de benedictis

Marco SANTOZZI ha detto...

Su Alex non tutti però la pensano come te e puntualmente lo attaccano...

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