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martedì 9 maggio 2017

venerdì 3 maggio 2013

Lo Sport del Doping, assieme per passione

10/05/2013 Un amico si è risentito per la promiscuità tra foto, titolo, libro: mi rileggo e non ci trovo niente di offensivo. Mi sa che a parlare di DONATI divento "fastidioso e fazioso". Tolgo una foto e un link: manca una pennellata, il quadro non cambia.

giovedì 31 gennaio 2013

Scarpe autunno-inverno 2013

Ogni tanto devo ricordarmi di scrivere di quello che vendo ... SCARPE! Abbiamo fatto i campionari per l'autunno-inverno 2013 con i principali marchi tecnici. Ecco alcune rapide impressioni ...

martedì 15 gennaio 2013

Pietro TRABUCCHI, Perseverare è Umano

Mi sono sintonizzato con lo stile e gli argomenti di Pietro TRABUCCHI in anni di lettura dei suoi articoli su CORRERE. Il libro è bello, molto bello quanto utile. Ben argomentato senza essere troppo appesantito dalle citazioni con i riferimenti in calce. Poi alla fine di ogni capitolo c'è un comodo riassunto dei "punti chiave".

Mi sono promesso di rileggerlo dopo la conferenza con Bruno BRUNOD (vd. post 07/01) e mi sono ricordato perché non avevo fatto il resoconto. Da una parte con la presentazione del libro ero andato lungo, troppo lungo (vd. post 08/04/2012), dall'altra mi era rimasto un retrogusto sgradevole, quello che supero girando pagina a ogni articolo su CORRERE e qui non potevo evitare.

Questo libro è dedicato agli atleti delle squadre nazionali di ultramaratona. Queste donne e questi uomini lavorano silenziosamente, non godono di visibilità sociale, né di riconoscimenti economici. Eppure il loro impegno è straordinario, la loro resilienza è leggendaria, le loro storie ci insegnano molto sulla forza della motivazione umana ...

lunedì 14 gennaio 2013

Potresti fare il giornalista (il Grande Sport nr.171)

Il Grande Sport nr.171
In forma affermativa o in quella interrogativa "perché non fai il giornalista?" è una frase ricorrente fra i commenti di chi mi legge. Apprezzamenti graditi, ma non bastano.

Un giornale è così: fatto di vene spezzate, sangue e sudore, è un lavoro che prosciuga, se ci si mette passione. E se ci si ostina a non cedere all'egemonia dei redazionali e dei comunicati stampa, alla tentazione del copia e incolla o all'inflazione di scriventi e comunicanti, soprattutto di sé scriventi e di sé comunicanti, che censuro con affetto, chiedendo loro misura.

Cito ancora Daniele MENARINI e il suo editoriale dell'ultimo numero di CORRERE (vd. post 13/01) perché alla prima lettura mi è sembrato che queste parole fossero rivolte a me, figlio di questa inflazione e inflazionatore io stesso. Certi mezzi moderni sono fenomenali, ma bisogna trovare la dimensione nell'utilizzo, comprendendo magari che non tutto può essere replicato ovunque. Così ho riscritto in breve la storia di Federica DEL BUONO, aggiornandola e riadattandola per la carta stampata a partire dal post 19/08/2012 e poi da quello 26/10/2012 ...

domenica 13 gennaio 2013

Orlando PIZZOLATO e l'incubo del doping

Lance sfiatato
Nel rinnovamento strutturale della rivista CORRERE (vd. post 11/01) ci sta pure che il Condirettore prenda la pole position al Direttore con l'editoriale che fa suonare l'evoluzione "Come dentro una playlist". Molto rock! Daniele MENARINI cita due cantautori italiani, Ivano FOSSATI e Francesco GUCCINI, che hanno messo la parola fine alla propria musica nel 2012. Il problema di oggi non è scrivere o pubblicare, ma farsi leggere o ascoltare.

Così Orlando è finito in fondo, pagina 206, a rispondere alla posta dei lettori. E comincia bene Angelo MANGILI "non capisco il motivo per cui il mondo dell'atletica disprezzi in tal modo il ciclismo e i suoi appassionati" (vd. testo completo @orlandopizzolato). In verità se la prende per alcuni commenti ben precisi, alcuni reiterati del Franco BRAGAGNA (vd. post 11/03/2012), che comunque si autofustiga prima di prendersela con gli altri sport (non so se faccia lo stesso al microfono dello sci nordico), quando gli speaker di ciclismo hanno forme potenti di (auto)censura o gentile discrezione. Almeno quelli della Rai ...

venerdì 11 gennaio 2013

Orlando PIZZOLATO, la ricetta definitiva per la maratona

stele di Rosetta - post 09/05/2011
Non è la Summa Marathonetica che nel tempo ha costruito in sterminata comunicazione fra articoli, libri e pubblicazioni nel sito di cui Orlando ci indica la dimensione nel suo ultimo post prima delle vacanze natalizie ai Caraibi: 18'000 utenti registrati e attivi! Una città di medie dimensione nel mondo civile, un'immensa tribù dei runners che parlano italiano e leggono pizzolatese. Nella pagine 62-63 del numero 339 di CORRERE - gennaio 2013 Orlando si limita a indicare gli ingredienti principali e alcuni criteri generali che poi ognuno andrà a combinare al meglio nella propria quotidianità.

Orlando è un po' come la stele di Rosetta (vd. @it.wikipedia): per vent'anni ha preso il geroglifico di tanti studi fisiologici e il greco di tante pubblicazioni straniere e li ha tradotti in popolare demotico, una lingua comprensibile a tutti senza perdere valore ...

giovedì 10 gennaio 2013

Catherine BERTONE, una specie di miracolo

Frankfurt Mar2012 @RN
Un amico ottimo maratoneta del nord ovest mi ha ripetuto anche recentemente "io ho due miti: Enrico VIVIAN e Catherine BERTONE". Ora gliene può restare uno, perché la sua conterranea si è portata in una dimensione per me irraggiungibile.

Marco mi conosce per interposto fratello, in quanto commilitone di Matteo al centro sportivo degli Alpini nel lontano 1990, esperienza di amicizia profonda che dura una vita: infatti non passa occasione che i due si frequentino. Ogni tanto ci si incrocia, anche solo per uno scatto, come alla Venice Marathon del 2011, presente in foto e testo nel post 26/10/2011.

Così ho imparato il nome di questa ragazza ormai cresciuta, senza saperne molto di più, e non è che le tre pagine su CORRERE nr.338 - dicembre 2012 (pagg. 28-30) abbiano aggiunto molto. È difficile far rimanere Giorgio RONDELLI senza parole (ben lo sa chi lo segue nelle travolgenti telecronache a Sportitalia o nel suo sito TopTraining): a Catherine BERTONE ha dedicato un minimo trafiletto anagrafico, lasciando quasi tutto lo spazio al diario degli ultimi tre mesi di allenamento e alla gigantografia della maratona di Francoforte 2012, degna rappresentazione della maiuscola prestazione in Germania: 2h34'54"! A una prima lettura avevo individuato alcuni aspetti molto interessanti che meritano qualche riga ...

martedì 4 settembre 2012

The Secret, un linguaggio antico e sempre valido

http://www.thesecret.tv/
Sono mesi che gira per casa e alla fine l'ho letto volentieri. Era lì che mi chiamava dalla scaffalatura e forse non eravamo sufficientemente attratti.

Arrivo tardi perché il fenomeno ha più di cinque anni (vd. @it.wikipedia) e non mi aveva toccato né interessato benché avesse generato numeri da paura per un libro (20 milioni di copie in 44 lingue), parallelamente trasformato in film.

Grande operazione commerciale! A me va bene quasi tutto e ci sono tante indicazioni positive che portano a vivere meglio (p.e. l'atteggiamento di permanente gratitudine): aneddoti e deduzioni sono molto discutibili - e sono stati ampiamente parodiati - ma evidentemente sono piaciuti o hanno coinvolto. Onore al merito!

09/2011: coach o couch?
Quello che mi resta di mentalità scientifica è inorridito di fronte al legame di necessità che unisce la sequenza chiedi-credi-ricevi. Funziona veramente così? Se non ricevi è perché non chiedi bene e non credi abbastanza? All'interno del gran minestrone ognuno trova la verdura che lo aggrada e magari mette da parte quello che digerisce con maggiore difficoltà.

La parte per me più interessante è che Rhonda Byrne ha organizzato un linguaggio attorno agli argomenti da lei raccolti all'interno del marchio The Secret, tanto da raccogliere un popolo di conferenzieri che trasmettono il verbo in giro per il mondo: Marco TREVISAN è passato anche a Marostica un anno fa. Me lo sono perso! Chi invece non perdo di vista è Gianni DEL BUONO (vd. post 19/08) e sua figlia Federica.

parametro Federica - estate 2012
Dubito che Gianni si metta a esplicitare per esteso il suo sistema di allenamento (bravo chi riuscirà a convincerlo!), di certo non nelle soluzioni più artistiche che devono essere inventate per gli adattamenti quotidiani, ma almeno nell'approccio scientifico e nelle linee guida che potrebbero essere utili a tutti, facendo magari adottare un linguaggio più preciso.

Avendolo trasposto in grafico qualche giorno fa, pubblico l'attuale parametro di Federica (che corrisponde al mio ...), ovvero la correlazione fra quelli che sono tre ritmi cardine per la durata di utilizzo in forma continua. Da qui si deriva tutto. Prendo la nomenclatura e la definizione presenti nelle tabelle di CORRERE (RW non è da meno): LL, CLR, CL, CLS, CM, CV, RL3, RL2, RM, IT. Ogni volta ci perdo la testa: non è più semplice ragionare in termini di Soglia Aerobica, Soglia Anaerobica e VO2max?
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A Natale 2006 mi è stato sufficiente un suo consiglio "non puoi permetterti i frazionati" per farmi riorientare completamente la preparazione verso forme di aerobico continuo che mi hanno portato alla salute e alla maratona (vd. post 01/02/2011). Quando si parla la stessa lingua non è difficile capirsi.

lunedì 4 aprile 2011

w13/2011 - parco Querini non mente

Due settimane fa ci sono passato durante la StraVicenza in puro jogging. Sabato sono tornato a correre sul loop da 1km abbondante molto tecnico fra lievi pendî, ghiaino e terra battuta. Ci vuole un pò di perizia per fare i ritmi, ci vuole buona concentrazione per completare l'allenamento previsto, potendo svicolare al termine di ogni giro. Dodici ne avevo in mente, dodici ne ho fatti, un po' più forte del previsto. Quando sto bene prendo subito il ritmo giusto e lo reggo fino alla fine con la giusta fatica.


Mattinata bellissima, esplosione di primavera. Sono state rimarginate le ferite dell'alluvione che lo aveva completamente sommerso dall'esondazione dell'adiacente Bacchiglione. L'appuntamento era al Campo PERRARO per iniziare gli incontri con gli atleti [AV] Master per una lezione di corsa. Ne ho approfittato per anticipare il mio allenamento in questa sede molto frequentata dai cittadini di Vicenza.
Numeri, solo numeri, da giocare sulla ruota di Londra: 3'39"±2"/giro, frequenza cardiaca a salire da 150 a 160bpm (157±3) togliendo i primi 3 giri in cui va a regime. Ormai ho recuperato quello che potevo recuperare. Se vado oltre rischio solo di farmi male più di quello che mi sono già fatto.
L'allenamento-test di sabato era stato anticipato da due allenamenti di 15km su ritmi da 3'50"-40" ed è stato seguito da 27km per lo più a 4'00". Fatica scarsa, mal di gambe fastidiosissimo.
Nelle prossime due settimane avrò modo di rinforzare la resistenza sul ritmo e abbassare un pò la frequenza cardiaca. L'unico cruccio è l'impossibilità a stimolare la forza: cosce ancora intasate, ginocchia ancora incapaci di flettersi completamente, caviglie disabituate alle massime escursioni. Insomma a Londra il motore ci sarà, leggermente depotenziato, il telaio da verificare lungo le strade. Lo raddrizzerò al ritorno a casa con il prosieguo della primavera.
Mi ricordo un intasamento simile, oggi come 20 anni fa. Nell'estate 1991 trascorsi parte delle vacanze fra Alpago e Cansiglio (BL) - come negli ultimi 35 anni - correndo nei boschi su strade ondulate che abbisognano di essere digerite al ritorno in pianura. Ebbi l'occasione di rincarare la dose salendo in Val Gardena insieme ai camerati Carabinieri, ospite due settimane in quell'angolo di paradiso all'imbocco della Val Lunga (tanto amato dal presidente Sandro PERTINI) dove ha sede il centro sportivo degli sport invernali. Le strade non sono mai piane, l'altitudine 1600m slm non lascia tregua, noi geni piazzammo anche due cronoscalate Selva-Passo Gardena (+500m) in forma di sfida a coppie, un frazionato su erba a quasi 2000m slm e un estemporaneo run-walk-run di 3h guidati da un ex campione di corsa in montagna fra rifugi e bordi che circondano la vallata. Il giorno successivo non scendevo le scale! Non per questo si poté rinunciare all'allenamento: "boia chi molla" o "mona chi si fa male"? Qualche settimana più tardi ci pensò il tendine d'Achille sinistro a reclamare il giusto recupero, mentre il finale di stagione sfumava nell'autunno. Ci volle tanta pazienza e ripetuti massaggi per sistemare il disastro. La rinnovata salute e un briciolo di equilibrio furono il preludio alla mia annata più bella ... il 1992.

martedì 1 febbraio 2011

w04/2011 - esordi in maratona

Non avendo fatto gare e non avendo urgenze, posticipo attuali pensieri autobiografici e racconto anche di altri atleti.

Il week end è cominciato venerdì sera con una riunione plenaria degli Amici dell'Atletica e nell'omonimo sito sarà possibile trovare tutto nei prossimi giorni. Grande festa in churrascaria con più di 200 partecipanti! Al centro c'è stata la premiazione di una ventina di tecnici della provincia che hanno contribuito alla crescita sportiva, e non solo, di molti atleti i quali hanno avuto il momento per ricordare i propri maestri. Si è respirato un clima sereno, quasi di riconciliazione in certi casi, dopo che il tempo ha smorzato i toni degli antichi confronti. Attendo immagini e resoconti nel sito ufficiale.

Fra i tanti incontri della serata voglio raccontare quello con Nadia DANDOLO, che nel suo anno migliore 1990 ottenne due record italiani nei 5'000m 15'11"64 e 10'000m 32'02"37 a cui aggiungere un 8'44"41 sui 3'000m. Altre prestazioni notevoli alle quali è forse più affezionata: due quinti posti ai Mondiali di Corsa Campestre (1990 Aix-les-Bains FRA, 1992 Boston USA), una volata persa per un nonnulla al meeting di Zurigo. Queste poche righe sono sufficienti per tratteggiare la sua grandezza atletica, tormentata da tanti infortuni più volte risolti con operazioni chirurgiche. Ben più grande problema l'ha preoccupata in anni recenti, del quale oggi sembra non esserci traccia. Almeno non nelle sue parole, sempre proiettate verso il futuro nell'attività master: prossimo grande obiettivo i Campionati del Mondo a Sacramento USA nel prossimo luglio. Quando le ho chiesto perché non provasse ad arrivare alla maratona, lei mi ha risposto che non le piace fare molti chilometri e invece le piace sentire le gambe girare veloci. Per rinnovare ogni giorno l'esperienza e il gusto di eterne abilità atletiche, aggiungo io. Quanto la capisco! Ho vissuto a ruoli invertiti il dialogo che si instaura normalmente fra me e chi cerca di convincermi a passare all'ultramaratona. Faccio già fatica ad arrivare alla maratona.

Daniele MEUCCI, Varese 2011
ph. Giancarlo COLOMBO
Da giovedì scorso studio l'ultimo numero di CORRERE (n.316 - febbraio 2011) e mi sono subito fatto coinvolgere dall'articolo a firma di Andrea SCHIAVON (pagg.50-52) che racconta "Il dilemma del giovane Daniele", organizzando una specie di tavola rotonda di esperti senza invitare il diretto interessato. Dopo aver letto i vari contributi a iniziare dall'allenatore Luigi PRINCIPATO, passando per Stefano BALDINI, Piero ENDRIZZI, Luciano GIGLIOTTI, Massimo MAGNANI, Giorgio RONDELLI, Gabriele ROSA, Tommaso TICALI, mi sentivo pronto a proporre la mia valutazione sul futuro di Daniele MEUCCI, controcorrente rispetto agli attendismi dei molti interlocutori, e mi domando:
 Gebre GEBREMARIAM, NYC 2010
ph. Tiziano
perché rimanere ancora concentrato sull'attività in pista se a 25 anni è ben lontano da 13' sui 5km e 27' sui 10km?
Un pensiero che mi è stato rinforzato da quando ho visto il suo quasi coetaneo Gebregziabher GEBREMARIAM danzare sulle ondulazioni di Central Park per andare a vincere l'ultima maratona di NYC all'esordio sulla distanza. Questi da diversi anni e in diverse occasioni è sceso sotto i limiti dell'eccellenza mondiale in pista e si è giocato i podi nei massimi contesti, fino alla vittoria ai Campionati Mondiali di Corsa Campestre 2009 ad Amman JOR (guardare chi ha messo in fila in assenza del Capitano Kenenisa BEKELE).
Daniele MEUCCI ha avuto molte opportunità per dimostrare adattamento sui vari circuiti delle corse su strada e resistenza alle intense prove ravvicinate, vincendo anche in giorni consecutivi da una parte all'altra d'Italia.
Domenica ha passeggiato la vittoria ai Campionati Italiani di campestre a Varese. Guardando la gara con mia figlia a un certo punto le ho chiesto "chi vince secondo te?". Lei ha risposto "quello col cappellino rosso!" mentre Kaddour SLIMANI pilotava il gruppetto in cui c'erano anche Stefano LA ROSA e Francesco BONA. Gli sarà stata accordata la preferenza solo per il colore del cappellino? O forse già una bimba di prima elementare scorge la sua superiorità?
Dopo aver ascoltato e accolto le parole di Nadia, avrei piacere di sentire in merito le parole di Daniele che, se non è ispirato dalla maratona, difficilmente potrà amarla. Cosa gli è rimasto veramente dell'esperienza di Roma nella scorsa primavera?

Io sono stato fortunato all'esordio nella Maratona del Santo 2007 (22/04). Mi sono iscritto quasi in incognito a gennaio, mentre completavo la mia stagione di corse campestri (4 prove regionali e 1 nazionale di 8-10km + 1 prova CSI di 5km), chiusa a fine febbraio. Solo a marzo ho iniziato la conversione con qualcosa di più lungo. Volumi complessivi 400km a gennaio-marzo, mentre a febbraio ero calato a 300km per ritrovare un minimo di brillantezza per le gare più importanti. All'arrivo a Prato della Valle sono accolto anche da Giovanna VOLPATO, che mi era arrivata appresso alla Maratonina dei Dogi di 3 settimane prima e mi aveva seguito da vicino durante la stagione di cross. "Qual è stato l'allenamento più lungo?" mi ha chiesto quasi stupita della buona prestazione nella prima domenica calda di primavera .... "24km a ritmo gara + andata e ritorno da casa = 27km!" le ho risposto. Voleva quasi picchiarmi, dopo avermi offeso a parole. Aveva ragione. Me l'ero cavata con poco rispetto agli standard.
Essendo stata la soddisfazione molto più grande della tanta fatica, ho perfezionato nei giorni successivi l'iscrizione alla maratona di NYC. Era cominciata l'avventura!

PS sto post è lungo a sufficienza; racconterò magari in un altro qualche particolare in più di quella Maratona del Santo

domenica 9 gennaio 2011

w01/2011 - esordio del blog

Sono un paio di mesi che faccio regolari comunicazioni via mail tipo newsletter a gruppi ristretti di amici compresi fra [AV] Master e 21-42, in particolare per sollecitare il feedback settimanale degli atleti che seguo direttamente. Nelle ultime settimane mi chiedevo se avesse senso aprirle a tutti coloro che avessero piacere di accedervi, allargando magari gli argomenti. Nel frattempo ho avuto buoni riscontri dalla pubblicazione su altri blog di due scritti che non avrebbero potuto andare in stampa
  • il resoconto di gara della NYC marathon 2010 in forma integrale (troppo lungo e ormai di scarso interesse per i giornali) che trovate sia fra gli Amici dell'Atletica sia, in miglior formattazione, fra i post di Andrea;
  • la risposta alla domanda “spiegaci come si fa ad andare così forte” (argomento intimo e troppo specialistico) che introduceva il resoconto NYC 2010 per gli Amici dell'Atletica; il primo commento è addirittura del prof. Sergio CERONI, tutto da meditare.
Spero di ricambiare verso altri la gentile ospitalità che mi è stata offerta prima che  mi convincessi e mi attrezzassi a entrare in questo mondo, che frequentavo e leggevo interessato, per lo più in silenzio. Intanto inizio, poi verificheremo le evoluzioni.
Spero solo di non esaurire la vena come Marco BOFFO che ha chiuso le comunicazioni con il racconto delllo splendido 4° posto al mondiale di 100km a Torhout in Belgio (giugno 2009) dopo un anno e mezzo di buoni scritti. Motivo: eccesso di "incomprensioni e tensioni inutili". Dopo aver avuto l'onore della pubblicazione su CORRERE come resoconto ufficiale della gara, come può superarsi? Poi sulla stessa rivista ci ha regalato il distillato di tante elucubrazioni sulla sua specialità.
Non ho così alte ambizioni. Ci sono solo da raccontare le cose che ci piacciono, darsi appuntamento per il ritrovo del fine settimana, organizzare la partecipazione alle gare. Dopo questa fase iniziale in cui scriverò spesso, tanto per rimpolpare, spero di riuscire a impormi la cadenza settimanale di un feedback e di un argomento attuale o del passato.A proposito: fra un paio di settimane esordisco alla Montefortiana Maratonina Demmy, dopo aver corso più volte la prova agonistica in centro al paese nel pomeriggio (4° nel 1989 il miglior risultato). Che emozione allora passare in mezzo al folto pubblico della sagra! Anche l'odore delle ciambelle fritte mi sembrava profumo. Andrea mi ha ben istruito sul percorso e l'altimetria del suo GARMIN è più significativa di quella ufficiale (vd. post del 2010). Mi preoccupa più la discesa della salita. Se mollo troppo il freno rischio di rompermi. Mi chiedo e mi conforto: se i piedi hanno superato la prova della BoClassic, non riusciranno ginocchia e schiena a reggere la Montefortiana?
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