martedì 17 maggio 2011

w19/2011 - un week end da reporter, grandi rientri e triste dipartita

###   tante cose in un post che vale doppio, tanto testo per tante foto   ###

5000m - passaggio ai 200m
da dx a sx Giancarlo SIMION, Alessandro FABIAN
Ruggero PERTILE, Andrea ZORDAN ...

mezzofondisti, maratoneti, orientisti, triathleti
 Arrivano i CdS Assoluti su pista e mi trasformo in tecnico, dirigente, accompagnatore, fotografo per la mia società Atletica Vicentina in un week end che è stato quanto di più variabile e fastidioso fosse pensabile. Siamo passati dai 30°C assolati di sabato pomeriggio (gara di 10km marcia alle 15:15!) ai 15°C di domenica, conditi da raffiche di vento e pioggia a tratti, che hanno costretto al rinvio delle gare di salto con l'asta F e salto in alto M. Fosse una corsa su strada si potrebbe mettere in conto il degrado prestazionale, difficilmente accettabile in una competizione a squadre che somma i punteggi corrispondenti ai risultati nelle varie prove. OK, c'è la seconda fase a metà luglio sulla pista amica in Sportflex a Vicenza, ma per certi versi le condizioni rischiano solo di peggiorare.

Maurizio BOBBATO - 800m
Completamente inaspettato, almeno per me, c'è stato il rientro sui 5000m di Ruggero PERTILE che mancava dalle gare in pista da 4 anni ed è stato richiamato sul manto gommoso dai doveri societari, quasi come 16 anni prima, variazione cromatica da all black a giallo canarino fasciato blu, variazione di calzature da chiodata alla protettiva lunarfoam. Ha concesso solo il primo giro in compagnia, poi si è involato. Per chi si domandasse cosa sia la striscia scura per terra dico che non è una pozzanghera di acqua, bensì il sensore per rilevazione con chip. La tecnologia impigrisce ingegno e abilità che una volta permettevano la gestione a mano e a vista di gare ben più frequentate. Nonostante un programma orario molto ampio e le iscrizioni on line entro giovedì, siamo riusciti a dilatare i tempi arrivando alla fine con un'ora di ritardo (= ore 22).

Fra i VIP si è rivisto in salute Maurizio BOBBATO, che ha speso il minimo indispensabile per vincere 1500m (sabato) e 800m (domenica), precedendo in entrambi i casi atleti più giovani di 14-15 anni. Maurizio non è poi così anziano, essendo nato nel 1979. Chissà che ritorni a produrre risultati degni del suo talento che non può essersi fermato al bronzo dei Campionati Europei indoor del 2007.

Giovanna DEMO - salto in alto
Sono tornati a gareggiare quasi tutti gli atleti che vi avevo presentato in precedente post, tranne Anna GIORDANO BRUNO: Elena VALLORTIGARA infortunata prima di entrare in gara, Francesco TURATELLO corre i 100m e non salta in lungo per non aggravare un problema al tendine rotuleo, Alessandro BERTO in salute si conferma sulle sue misure. Purtroppo non è sempre festa per tutti!

Elena VALLORTIGARA è stata sostituita sul gradino più alto del podio del salto in alto dalla mia compagna di squadra Giovanna DEMO: flessuosa come un giunco, ha valicato l'asticella a 1,77m per poi arenarsi alla misura superiore. Non me ne vogliano i bei maschioni [AV], ma questa è stata la fase delle nostre belle donne che hanno vinto molto
    Aida VALENTE 4x400m - Laura STRATI salto in lungo
# la capitana Aida VALENTE sui 400hs e staffetta 4x400m ben supportata dalle compagne Anna BEGGIO, Nicole POZZER, Valentina REGINATO + un secondo posto nei 400m

#  Laura STRATI nel salto in lungo + un secondo posto nei 100m.
    Perché scatto foto? Primo perché mi piace osservare l'atletica e descriverne i gesti con le immagini. Poi perché il lavoro torna utile per arricchire la comunicazione [AV] su internet e sul Giornale di Vicenza, la bibbia della mia provincia. E questa volta è servito anche a Mauro FERRARO - addetto stampa FIDAL Veneto - che ha utilizzato 3+3 scatti a corredo del testo sia sabato sia domenica. Da considerare che sabato il solerte Delegato Tecnico, per amore di ordine e pulizia della manifestazione, ha lasciato fuori dal campo tutti i fotografi che si sono arrangiati dietro transenne e recinzioni e dalla tribuna. Di solito mi è sufficiente l'obiettivo 70-200, faccio fatica solo a entrare nella gabbia di disco-martello, ma sabato ho desiderato avere il 300 f2.8, l'arma preferita di Giancarlo COLOMBO.

    GdV 16/05/2011 in formato pdf
    Nel week end ci sono stati altri rientri agonistici, secondo programmi già dichiarati a inizio anno: dopo la prova a inseguimento durante la maratona di Vienna del 17/04, domenica Haile GEBRSELASSIE è tornato a fare una gara vera sui 10km a Manchester. Gli organizzatori sono stati gentili a non opporgli feroce concorrenza e la stessa cortesia era stata usata per un altro rientro di lusso, quello di Paula RADCLIFFE, dopo la lunga assenza per gravidanza e svezzamento del secondo figlio Raphael. Fra i 38'000 partenti Haile ha vinto inventandosi un'opposizione che non c'è stata da parte di Chris THOMPSON (ricordate la furiosa volata con Daniele MEUCCI ai Campionati Europei di Barcellona 2010?); Paula invece ha marcato visita. Più ritarda il ritorno alle competizioni e peggio è sulla strada verso l'ultimo grande obiettivo: l'Olimpiade di Londra 2012. Arrivo su The Mall.

    Altri criteri sono stati utilizzati dal New York Road Runners Club per allestire il campo partenti per UAE Healthy Kidney 10k, una dei 51 eventi di corsa previsti per l'anno 2011, per lo più all'interno di Central Park. Sono stati messi assieme tre fenomenali keniani già visti all'opera al Campaccio e descritti in precedente post. Leonard KOMON ha abbassato in solitudine il record del percorso segnato l'anno scorso da Gebre GEBREMARIAM, già più volte citato in precedenti post. Chissà che non ce lo ritroviamo felice e vincente sul traguardo di fronte a Tavern on the Green, ma della ben più prestigiosa maratona del prossimo novembre, proprio come accaduto a Gebre nel 2010. Il video di 4' spiega tutto più di mille parole: perché le registrazioni siano limitate a 10'000 (= 7'557 finishers), come si riesca a mescolare campioni e very normal runners in unico evento charity, come utilizzare per intero Central Park senza segregarlo (quanta nostalgia!), skyline di Manhattan negli occhi e nelle orecchie la colonna sonora degli 2U, presentata come la miglior cover band degli U2.

    Michael TUMI vince i 100m su Giovanni GALBIERI: il futuro della velocità italiana corre in Veneto

    ph. Giancarlo COLOMBO
    Sammy WANJIRU non è più fra noi. L'ho incontrato durante il briefing pre gara alla maratona di NYC 2010. Faceva quasi tenerezza nelle sue ridotte dimensioni che a malapena riempivano il piumino rosso con cui si proteggeva dal freddo.
    Oltre al necrologio istituzionale IAAF, segnalo le prime parole di Peter VIGNERON su runnersworld.com, scritte di getto appena confermata la notizia, come quelle di Amby BURFOOT nello stesso sito che ha incrociato parte del materiale che aveva già prodotto per descrivere le eccezionali imprese di Sammy.
    Un riassunto anche nel sito fidal.it In questo momento nella homepage del sito runnersworld.it ruotano le immagini di Sammy e di Pre: uniti nel coraggio guerriero in gara, uniti nella disgrazia, uniti nell'imperitura memoria, quasi a incarnare il verso del poeta greco MENANDRO, noto a tanti studenti italiani perché introduce un famoso canto di Giacomo LEOPARDI, che recita "muor giovane colui ch'al cielo è caro". Ci penso e mi dico: non così, non ora.
    Concludo con le parole twitterate da Haile GEBRSELASSIE "I am totally shocked of the news of the death of Sammy Wanjiru. My thoughts are with his family and all his friends and colleagues. Of course one wonders if we as an athletics family could have avoided this tragedy."

    venerdì 13 maggio 2011

    Amici che hanno aperto le ali

    ###   nel week end ci sono in tutta Italia le fasi regionali del Campionato di Società Assoluto su pista e mi sembra il momento giusto per pubblicare questo post che li riguarda, anche perché ormai rischia di fare la muffa essendo stato scritto da più di tre mesi a seguito di un suggerimento di Andrea RIGO che mi consigliava: "scrivi di quando battevi ..."   ###

    Se la memoria non mi inganna ci siamo confrontati ad armi pari per l'ultima volta in un 5'000m ai Campionati di Società su pista a Belluno nel maggio del 1995. Avevo fatto un ottimo lavoro di ricostruzione durante l'inverno, stavo godendo di buona salute e ottima continuità: speravo quindi di migliorare nella stagione il mio 13'49"34 di tre anni prima.
    Ai CdS si corre per il crono, quello vale per la classifica, così non è difficile organizzarsi per l'obiettivo comune, soprattutto quando si corre su ritmi simili. Allora le FF.OO. avevano sovrabbondanza di atleti e misero a disposizione Salvatore ORGIANA per lanciare la prima metà gara e tanto fece fino ai 2'500m. Poi in qualche maniera ci alternammo fino a quando avanzai leggermente per vincere in 14'12". Non fu necessario voltarsi per controllare la situazione, fu sufficiente apprezzare con l'udito: di Giacomo ascoltai gli appoggi frequenti affievolirsi, di Ruggero bastò verificare il ritardo nella partenza dell'inseguimento di Chiara. Negli ultimi anni si è calmata, ma allora correva di fianco al moroso e urlava come una forsennata, regolare in quella gara per dodici volte lungo il rettilineo opposto a quello di arrivo.
    Finora ho scritto solo i nomi perché penso che siano riconoscibili i maratoneti LEONE e PERTILE che allora stavano affilando la loro tecnica per lo più in pista. Ho qualche anno di vantaggio su entrambi, tre su Giacomo e sei su Ruggero, e il caso vuole che tutti e tre abbiamo raggiunto la propria miglior prestazione sulla distanza dei 5'000m a 24 anni: Giacomo 13'47"90 già nel mese successivo e Ruggero 13'42"37 tre anni dopo in una serata speciale a Conegliano Veneto (TV).
    Giacomo cominciò a volare proprio nell'estate del '95 e nell'autunno acquistò una solida dimensione internazionale con il secondo posto alla maratona di Venezia in 2h09'34", poco dietro a Danilo GOFFI, molto avanti a un esordiente Stefano BALDINI. Un anno dopo avvenne la consacrazione con la vittoria di NYC 1996. Poi continuò per anni con fantastiche prestazioni cronometriche e mancò per poco la medaglia a una manifestazione globale.
    Ruggero ebbe un'incubazione più lunga e le vicende della vita lo hanno portato alla piena maturazione più avanti negli anni, consentendogli una longevità che lo proietta fino alle prossime Olimpiadi di Londra. Da un paio di stagioni è il migliore italiano in attività e non mi dilungo oltre perché tuttora riempie le cronache atletiche. Onore alla costanza e alla determinazione che tante volte fanno la grande differenza per l'espressione del talento, che molti erroneamente identificano con le sole potenzialità fisiologiche.
    Io avevo già irrimediabilmente segnato i tendini di Achille, ma ancora non lo sapevo, e l'operazione avrebbe aspettato 10 anni. Non avevo voglia di farmi tagliare. In quella stagione il colpo di grazia è stato dato da una distorsione alla caviglia sinistra (raccontata in precedente post), che al momento sembrava innocente e poi mi ha fatto infiammare disastrosamente l'articolazione. Così si concluse la mia ultima stagione buona della fase 1.

    Ryan HALL - on a running mission from God (2)

    ...   continua   ...

    Arriviamo alla primavera del 2010, un anno fa. Come tanti altri campioni USA, Ryan è coinvolto nell'azione di comunicazione diretta e ha un blog in ambiente competitor.com molto interessante, benché discontinuo, dove si esprime in semplicità e chiarezza (vd. resoconto della maratona di Boston 2010). Poco dopo, a metà maggio, cominciano i post all'interno di ambiente multimediale Facebook denominato Master The Shift sponsorizzato da NISSAN. Il team di lavoro attorno a Ryan HALL (moglie Sara, allenatore Terrence MAHON, fisiologa Rita KLABACHA, compagno di squadra Josh COX) pubblica quotidianamente a rotazione, ognuno nel proprio ruolo, e tutti assieme partecipano ai video dimostrativi. Qui c'è veramente di tutto e in pochi mesi viene dipinta la visione del running come si vive a Mammoth Lakes CA, località che ho avuto modo di visitare con una deviazione lungo la strada che mi portava da Bishop verso Yosemite Park a fine ottobre del 2000, molto prima che fosse eletta a zona protetta del fondo USA. Nel discorso di apertura del 14/05/2010 ci sono immagini da questo paradiso che si ampliano nei video successivi.



    Passa l'estate e Ryan sembra bello carico in previsione dell'impegno alla maratona di Chicago, con un'escalation negli allenamenti che sembra inarrestabile, poi sfociata in uno stato di sovrallenamento che porterà l'atleta alla rinuncia delle gare autunnali (vd. precedente post). Di qui inizia una riflessione che lo conduce alla risoluzione del rapporto con l'allenatore Terrence MAHON. Per capire il clima del Mammoth Lakes Track Club è possibile leggere i post del 17/08/2010 e del 29/04/2011: il massimo coinvolgimento sconfina nell'asfissia. E Ryan vuole tornare a respirare.
    La macchina NISSAN è ben lanciata, tanto materiale è già prodotto e deve essere pubblicato, il senso tecnico dell'operazione rimane valido anche senza l'uomo simbolo che continua a metterci la faccia ma non la presenza. Così Ryan affida i suoi pensieri al blog e ben li argomenta fin dal post The Next Step in cui saluta e ringrazia tutti i compagni di viaggio degli ultimi 5 anni.
    Nei mesi successivi cerco segni specifici sull'avanzamento della nuova vita, ma Ryan rimane evasivo in merito alla sua reale condizione, tanto che alla presentazione del suo rientro alle gare in occasione dei Campionati USA di Mezza Maratona a Houston (29/01/2011) fa discutere più la lunga barba con cui si è presentato in conferenza stampa che le sue dichiarazioni. Anche nel suo blog spiega perché e come se l'è tagliata la notte precedente alla gara più che descrivere la gara stessa. Ci viene in soccorso il bene informato Amby BURFOOT ad aggiungere qualche nota tecnica. Non è male correre in 1h02'20" e perdere in volata da uno specialista come Mo TRAFEH!
    Sulla strada verso Boston la comunicazione non cambia registro, tranne la settimana precedente quando è pubblicato Time To Shut The Brain Off. Poi arriva il grande giorno e alla fine Ryan c'è! Ecco il suo resoconto Reflections on the 2011 Boston Marathon in cui si intrecciano estasi agonistica e mistica religiosa. Solo alla fine del post si lascia scappare un'affermazione che lascia trasparire le sofferenze passate su cui aveva glissato nei mesi scorsi "considering the rocky training over the last 6 months marked by stomach problems and injury (It wasn’t really until the last 6-8 weeks that I was able to train unimpeded) I couldn’t have been more pleased with the results".
    Per sapere qualcosa di più possiamo fare affidamento sulla moglie Sara, a questo punto l'unica persona ad aver vissuto sempre vicino Ryan in questi ultimi mesi.

    ...   continua   ...

    lunedì 9 maggio 2011

    w18/2011 - hands on


    Il titolo deriva da un cartellone che ho trovato al British Museum e invita i visitatori a "toccare con mano" alcuni oggetti della collezione del museo insieme ai volontari. Così l'esperienza tattile, mai capitata in precedenza, intensifica il rapporto con i materiali in esposizione, di solito dietro alle vetrine. Tanti visitatori mantengono un distacco quasi reverenziale di fronte a dei pezzi che difficilmente possono essere di gran pregio. Comunque mi sono goduto l'opportunità di mettere una mano su una replica della stele di Rosetta e in qualche modo mi sono sentito partecipe di quel trivio linguistico che ha permesso di iniziare a comprendere i geroglifici. Ovviamente l'originale è ben protetto in una teca.
    Per certe assonanze mi è tornato alla memoria un racconto di Sebastiano ZANOLLI, già citato in un precedente post, che descrive una gita nel museo paleontologico di un paesino arroccato in una vallata veronese al confine con lo spartiacque vicentino. Il titolo "Il martello di Bolca. Lezione di marketing dall’era terziaria" sembra ostico e poco propenso a introdurre un testo che si rivela divertente e istruttivo (da scolpire nella memoria le tre frasi lapidarie in maiuscolo). All'uscita dal British Museum, come dalla National Gallery e dalla Tate Modern Gallery, mi sono quasi sentito in difficoltà ad aver usufruito di tanta bellezza, ordine e pulizia senza aver pagato il biglietto di ingresso. Così non puoi esimerti dal comprare un catalogo o fare una libera donazione nel mega salvadanaio in plexiglas.

    Stele di Rosetta, copia a disposizione dei visitatori al British Museum

    Domenica mattina si è corsa la Gran Fondo a Marostica ed è stato un piacere vedere riempita la piazza degli scacchi da ca. 600 ciclisti che si sono suddivisi nei due percorsi (77km corto / 370 arrivati, 147km lungo / 184 arrivati). Sono sceso da casa poco prima del via, ho visto la partenza (quanti mezzi per tenere sotto controllo la gara!) e poi mi sono intrattenuto a parlare con diversi conoscenti. Giornata bellissima e quasi quasi avrei preferito fermarmi a chiacchierare perché avevo le gambe intorpidite, benché avessi mantenuto la promessa "solo forza e corsa continua". Tanto mi basta per stancarmi! Ho visto ancora un primo passaggio al di fuori di porta Breganze, al termine della discesa del Castello Superiore, e poi mi sono avviato.
    Dove vado? Seguo i ciclisti. Per quanto? Finché il traffico è bloccato lungo la vecchia Gasparona. Così ho spazzolato in andata e ritorno le strade che in parte avevo descritto pochi giorni fa e di solito evito perchè troppo trafficate e rischio di fare la fine di Wile Coyote. Spesso mi salvo lungo la ciclabile che arriva fino a Ponticello e passando per vie secondarie fra vecchia e nuova Gasparona (= futura autostrada/complanare Pedemontana). Confermo la bellezza degli sfondi che risaltavano maggiormente rispetto alle foto di settembre scorso perché privi di velature spazzate dalla brezza primaverile e illuminati dal sole brillante che fa maturare i frutti di maggio.

    ciliegie dei Carmini, raccolte prima che facciano festa solo i merli

    venerdì 6 maggio 2011

    Ryan HALL - on a running mission from God (1)

    The Blues Brothers
    in missione per conto di Dio
    Ho già accennato alla quarta piazza di Ryan HALL nel post dedicato a Boston e alla sua maratona del 18/04
    1. Geoffrey MUTAI, KEN, 2:03:02
    2. Moses MOSOP, KEN, 2:03:06
    3. Gebre GEBREMARIAM, ETH, 2:04:53
    4. Ryan HALL, USA, 2:04:58
    sopravanzato solo da fenomenali africani e ha messo un po' di pepe negli appoggi dell'etiope che lo aveva distaccato di quasi 3' e mezzo nella NYC Half Marathon del 20/03 tanto da far temere la stampa statunitense che non fosse in grado di esprimersi al meglio.
    "With just four weeks to go before the Boston Marathon, his first major race since making the decision to venture out on his own with faith as his guide, is it time for Hall to press the panic button?".
    Morto no, disperato si, almeno nelle interpretazioni del giornalista che evidentemente dubita del nuovo corso della carriera di Ryan, che prevede tanti consiglieri specifici e nessuna guida tecnica generale per seguire la strada che Dio ha ha tracciato per lui. E neanche le parole dell'atleta rassicurano il commentatore. Rileggerle a posteriori sembrano profetiche nella loro semplicità tutta tempi e sensazioni.
    
    Ryan HALL
    Boston Marathon 2011
    
    "Based on this, I'm probably not going to change things up before Boston. It's only four weeks away and twice the distance. I can go a long ways out there, and that's pretty typical for my buildups. My halfs always feel tough coming into a marathon because I'm doing such long work. Running 4:50 pace feels so easy right now but when you get down to 4:30 pace it doesn't feel so good. But I'm not too concerned. I'm not going to be running 4:30 pace in Boston. It's going to be more like 4:48 pace. If I can run that in Boston, I'll be thrilled".
    Le condizioni particolari gli hanno permesso di migliorare la previsione che sembrava azzardata (4'48"/mi = 2h05'45" in maratona), come la sua condotta di gara, in testa al gruppo fin dall'inizio, da vero front runner (qui in un video amatoriale di soli 11" @ mile 8). Gebre GEBREMARIAM chiude il folto e scuro plotone guidato da Ryan.

    Perché tanto interesse verso Ryan HALL? Perché da 4 anni è l'atleta su cui si concentrano le attese di una nazione dopo lo strabiliante esordio nella maratona di Londra in 2h08'24" (22/04/2007), tre mesi dopo aver portato il record USA di mezza maratona a 59'43" (Houston, TX 14/01/2007), di cui segnalo un video molto istruttivo ...
    pace yourself! be fast even if the course is not flat! where is the cheering crowd?
    fai il tuo ritmo! corri veloce anche se il percorso non è piatto! dov'è il pubblico festante?
     


    Tutt'altro contorno ai Trials USA del 03/11/2007 per le Olimpiadi di Pechino 2008, corsi il giorno precedente alla NYC marathon. Qui c'ero e ricordo il freddo e il vento! Partenza al Rockfeller Center ancora col buio, per non disturbare troppo il traffico di Manhattan, e poi 5 terribili giri di 5mi in Central Park. Ryan stacca tutti con una seconda metà devastante in 1h02'45" per concludere in 2h09'02"! Nel sito IAAF si trova un resoconto completo. Molto significativo il video amatoriale che lo mostra sbracciarsi nel finale. Il tempo finale era passato in secondo piano rispetto all'immensa gioia che voleva esprimere. Una nuova stella si era aggiunta nella bandiera USA! Aveva solo 25 anni e tanto futuro avanti a sé.




    Poi ci fu un ulteriore miglioramento alla maratona di Londra (13/04/2008), dove si trovò quinto subito in scia ai migliori al mondo con 2h06'17". Qui ci sono le classifiche e qui il resoconto di gara con l'anteprima dello scontro olimpico fra il dominatore dell'ultimo biennio Martin LEL e l'emergente Samuel WANJIRU. Troviamo Stefano BALDINI 12° ben staccato in 2h13'06", rallentato dalla prefratturazione del piatto tibiale.
    Cominciò poi un periodo altalenante, in cui ci furono buone prestazioni, ma non all'altezza delle aspettative. Alle Olimpiadi di Pechino 2008 fu 10°, dove si presentò a detta sua "flat as a pancake", ben lontano dalle medaglie e battuto anche dal connazionale Dathan RITZENHEIN. Così si è barcamenato nei due anni successivi, fra alti e bassi, e i suoi record sono rimasti fermi a quel 2008, come si legge nella scheda IAAF. Nelle ultime righe si nota una particolarità, quando nel 2006 doppiò degnamente cross corto e cross lungo ai Mondiali di Fukuoka, nell'anno della sua transizione da buon pistaiolo capace di 13'16"03 sui 5'000m a 23 anni (Carson, CA 24/06/2005) a ottimo corridore su strada in distanze intermedie sulla via della conversione a maratoneta.

    ...   continua   ...

    mercoledì 4 maggio 2011

    Chissà se mai la correremo

    http://www.pierluigibenini.com/gallerie.php?id=1&g=256
    Questo è uno scatto di Pierluigi BENINI che riunisce poco prima del via (da sx a dx) Sir Richard BRANSON, patron del main sponsor Virgin, Dave BEDFORD, attuale Race Director, e Hugh BRASHER, Race Director subentrante dalla prossima edizione, tranquilli e sicuri che avrebbero assistito a un grandissimo spettacolo sportivo e di pubblico in quanto la macchina organizzativa è perfettamente funzionante. Di Richard c'è una letteratura sterminata. Ho già citato Dave nella prima puntata di una generazione di giovani coraggiosi dove è possibile vederlo in azione mentre lancia in 60" il primo giro della finale olimpica dei 10'000m a Monaco 1972. Hugh è figlio di Chris BRASHER, campione olimpico dei 3'000 siepi a Melbourne 1956 e fra i primi organizzatori della maratona di Londra. Qui un breve profilo.

    Vengono strane fantasie quando si torna da un'esperienza come quella della Virgin London Marathon, troppo entusiasmante per non immaginarla trasportata anche nelle zone usualmente frequentate. Costa poco sognare e sono sicuro che molti corridori durante gli allenamenti si perdono nei pensieri chiedondosi "come sarebbe bello fare una maratona da queste parti". E per il territorio dove abito sarebbe la realizzazione di una naturale vocazione.

    Marostica - Castello Superiore e bordo dell'Altopiano

    Sabato mattina mi sono avviato lungo gli argini del torrente Longhella che passa per Marostica prima di immettersi nel fiume Brenta e mi sono fermato a parlare con un conoscente che voleva sapere della Maratona di Londra, anche perché deve ancora uscire l'articolo nel Giornale di Vicenza, bibbia dell'informazione locale. Girando l'occhio verso nord la vista è più o meno questa ...

    Marostica - colline di S. Benedetto e bordo dell'Altopiano

    ... e l'ho lasciato dicendogli "come sarebbe bello fare una maratona da queste parti". Ho continuato poi sugli argini dal fondo irregolare, focalizzando maggiore attenzione sull'appoggio dei piedi che sul paesaggio.
    Domenica mattina mi sono avviato lungo la ciclabile che corre nella vallata dietro il castello e ho saltato i passi da est verso ovest che stanno dietro il primo piano di colline fino ad arrivare quasi a Bassano e sono rientrato lungo la strada principale che corre alle pendici. Qui ho avuto modo di fermarmi per dare indicazioni a un ciclista inesperto che intendeva raggiungere una località amena. Con l'occasione mi sono girato intorno per godere del panorama.

     

    Villa di Molvena vista dalla vecchia Gasparona

    Se la campagna è stata sventrata ovunque per l'apertura di zone artigianali e industriali in ogni comune, le pendici sono rimaste costellate da case contadine per lo più ristrutturate e da nuove costruzioni abbastanza rispettose della tradizione. Tutta la costa che sale in Altopiano assomiglia a un presepe. Ancora stamattina mi sono divertito sui saliscendi dei paesi alle pendici. In sequenza Pianezze, Molvena, Mure, Mason e ritorno per Pianezze, che in questi giorni sono un tripudio di ciliegie in maturazione e profumo di tigli.


    Colline di Molvena e Pianezze viste da Mason Vicentino - sullo sfondo bordo dell'Altopiano

    Partenza e arrivo? Nessun dubbio: Bassano del Grappa! Oltre a essere la città di riferimento della zona con ambizioni di assurgere a provincia, ha un centro molto ospitale, meta di regolari invasioni degli Alpini con adunate a ogni livello. L'ultima del Triveneto è del 2010, l'ultima nazionale è del 2008, ma ancora nel 2006 Bassano ha funzionato come rampa di lancio per l'adunata nazionale di Asiago. Riusciranno i maratoneti a diventare simpatici come gli Alpini? O avremo anche noi bisogno del decalogo? Vedremo cosa succede a Torino nel prossimo week end! La prima capitale d'Italia ha già la sua bella maratona.

    Bassano del Grappa vista dal Ponte Nuovo

    PS le immagini sono scatti personali di settembre 2010, ritagli e riduzioni per la pubblicazione senza elaborazioni; fotocamera Canon Eos 40D + EFS 17-55 f2.8

    lunedì 2 maggio 2011

    w17/2011 - back to the basics & calcaterrite (5)

    Un'altra settimana all'insegna del tranquillo recupero cercando di stabilizzare due elementi che sono alla base della mia attività, ovvero forza e resistenza aerobica. Avevo già indicato nel post di tre settimane fa che avrei ripreso a intrecciare gli elementi essenziali senza divagazioni e così sto facendo.

    Chiesa dei Carmini
    Marostica
    Forza! Che cos'è la forza? Come si sviluppa? Ci sono ampi trattati e numerosi articoli sulle riviste che parlano dell'intenso legame fra actina-miosina fino ai mille modi per svilupparla con mille strumenti. Chi ha voglia e tempo si può divertire illimitatamente. In tutti questi anni di attività sono arrivato all'essenziale fra esercitazioni a corpo libero in forma di circuito, aggiungendo la recente core stability alla classica ginnastica e alle andature tecniche, e l'utilizzo di salite brevi (30-50m) su pendenze impegnative in forma anaerobica alattacida, sforzi a intensità elevata in modo tale da reclutare il massimo numero di fibre in contrazioni rapide. Negli ultimi tempi ho aperto gli occhi sulle scalinate che non devo cercare più di tanto lontano da casa, considerato che abito di fianco alla chiesa dei Carmini a Marostica, alla base della rampa che porta al Castello Superiore. Quelli che frequentano i piedi di colline non faticheranno a trovare situazioni simili con 30-50 gradini. Quando fare la forza? Sempre, non dimenticarla mai perché i muscoli si dimenticano in fretta e la semplice corsa non è sufficientemente stimolante. Potrà essere sotto forma più generale nel periodo di preparazione generale e in forma più specifica nel periodo di preparazione specifica, ma deve trovare sempre posto nel diario degli allenamenti quanto nelle tabelle dei programmi. Per chi non periodizza molto è comunque essenziale mantenere continuità, a maggior ragione quando si avanza con l'età.


    Madonna dei Carmini
    Aerobico! Che cos'è l'aerobico? Come si sviluppa? Anche qui la letteratura è amplissima, dalla fisiologia alla metodologia di allenamento, e in ogni rivista che parla di running c'è sempre almeno un articolo che parla del principale e duraturo meccanismo di produzione dell'energia e di come migliorarlo. Nell'ultima puntata di "una generazione di giovani coraggiosi" ho tentato un cenno di sintesi dopo gli aneddoti delle varie puntate e la rassegna di alcuni personaggi, partendo quasi per caso da Emiel PUTTEMANS. Anche su questo aspetto sono arrivato all'essenziale e potrei mantenere e sviluppare l'aerobico che mi necessita per la maratona con la corsa continua, con la quale si può fare praticamente tutto giocando su ritmi-distanze-percorsi-variazioni-progressioni. Anche le ultime disgrazie sono state innescate da lavori frazionati veloci - appena accennati nei primi post - che evidentemente non mi posso più permettere. Già sulla via dell'esordio in maratona nel 2007 avevo trovato la formula giusta e le sei gare di corsa campestre, pur non brillanti come speravo, avevano bene sostenuto il meccanismo aerobico e sostituito gli allenamenti di potenza aerobica. Spero di ricordarmelo senza dovermelo far ricordare da sofferenze muscolari.

    Concludo con l'annuncio della guarigione dalla calcaterrite, purtroppo: solo 3 gare negli ultimi 4 mesi sono sufficienti per farmi escludere dall'ambito club dei contaminati. Mi spiace non fare compagnia a lui, l'unico, l'originale, il grande Giorgio CALCATERRA che è tornato a correre molto, gli manca poco per correre forte come prima e ha cominciato a scrivere un blog all'interno del suo sito. Deve solo mantenere continuità nella pubblicazione e poi avremo il filo diretto con le sue prestazioni, in tutta la semplicità con cui l'ho descritto nel post a lui dedicato. Vai Giorgio, manca poco al tuo Passatore!
    Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...