venerdì 17 luglio 2015

Lo Sport del Doping, quello degli altri (Chris Froome)

Non sono mai stato tenero col kenyano bianco, protagonista in diversi post SdD, fin dall'esplosione al Tour 2013 e ai mancati controlli sul Teide 2014, dove molti ciclisti rifiniscono la preparazione in altura prima dell'estate, le successive esenzioni terapeutiche e i fenomenali esordi 2015. Comunque sempre negativo Chris Froome, nonostante le illazioni, e degno di interessante analisi all'inizio del Tour 2015, quando la classifica era ancora compatta, prima che cominciasse a praticare quell'antipatica superiorità a base di inarrivabili fuorigiri ...


riesumando i fantasmi del Ventoux e rilanciando i commenti di due esperti in materia,


Lance Armstrong e Laurent Jalabert, tanto per tenere tutte le trame all'estero.


Come al solito rimango in attesa dei numeri di Michele Ferrari per capirne qualcosa.

5 commenti:

Marines ha detto...

Cosa dire????

Froome nel Mont Ventoux nel Tour del 2013, la prima volta che si svelò al mondo con la tattica della 'frullata' sui pedali, staccando tutti.

Incrociando le immagini con i dati ricavati dal Srm (il computer montato sulla bici che registra dati come una specie di telemetria della Formula Uno), Antoine Vayer ex tecnico della Festina e paladino antidoping in Francia è arrivato a una conclusione sorprendente.

Nel video (https://youtu.be/usNpx2BOabE min.30:00) si vede Froome scattare, la velocità impennarsi in pochi istanti da 19 a 32 km/h, i watt di potenza schizzare all'impressionante cifra di 1025 ma, soprattutto, i battiti cardiaci restare intorno ai 156-158. Uno sforzo simile dovrebbe portare il cuore quasi a collassare.

Invece no.

Enrico VIVIAN ha detto...

GRAZIE della SEGNALAZIONE!

ho avuto modo di unirmi ai 380'000 spettatori del video

Enrico VIVIAN ha detto...

video incorporato nel post

GRAZIE ANCORA!

Homo Currens ha detto...

Certo che fare il cronista sportivo, al giorno d'oggi, richiede delle qualita' recitative non da poco. Nel senso che vedi un Froome che scatta da seduto in salita, dope 150km, e mica puoi dire "Non e' possibile, chissa' che flebo s'e' fatto ieri sera!!". No, invece devi ricorrere all'iperbole e alla poetica dantesca per fingerti affascinato dalla bellezza del gesto "sportivo"..

Enrico VIVIAN ha detto...

Beppe Conti ha detto a fine cronaca che a meno di casi secondari il doping ad alto livello non esiste più

e al suo fianco aveva quel fulgido esempio di Franco Pellizzotti

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