giovedì 27 giugno 2019

nati due volte (Giuseppe Pontiggia)

Trovato nell'elenco delle letture estive di Camilla, subito estratto dallo scaffale dove riposa maggiorenne ...


regalato al ritorno del viaggio di nozze perché citato durante la predica della cerimonia, due mesi dopo prima edizione.

Con 'nati due volte' (Giuseppe Pontiggia 1934-2003) volevo suggerire a Camilla altri libri di 'morti da poco' fuori lista.

Codice dell'anima (James Hillmann 1926-2011) per suggerire l'introspezione alla ricerca della propria noce.

Bambini e basta (Irene Bernardini 1953-2016) per verificare le radici del proprio albero ancora in memoria (*).

Il nome della rosa (Umberto Eco 1932-2016) per sopportare meglio Alessandro Manzoni e i Promessi Sposi.

Come sia possibile un romanzo storico, ancora più intricato, in tempi recenti parlando di tempi più lontani.

Quasi l'inverso, senza sovrastrutture secolari, se non l'evoluzione della tetraparesi spastica distonica del figlio.

Ho ritrovato lo stile che ricordavo: frasi corte, precise, spesso paradossali, evidenziate dall'inciso o dalla successiva.

Avevo dimenticato tanti particolari, soprattutto l'amara e divertita nemesi del decadimento cognitivo e patriarcale.

Un libro che si può rileggere molte volte per apprezzare nuove sfumature figlie del nostro umore e dell'autore.

Che leggevo così volentieri nel domenicale del Sole e che non ritrovo altrove, forse perché non cerco abbastanza.

(*) e magari sopportare meglio suo fratello che può diventare più devastante di lei

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