mercoledì 11 aprile 2012

Pasqua e Raddoppia

Chiesa della Madonna del Ciclista
salita della Rosina, Marostica
(vd. post 26/04/2011)
Durante la Settimana Santa ho ascoltato diverse persone, anche poco religiose, dichiarare di aver portato avanti con soddisfazione il proprio "fioretto" quaresimale, che spesso assume varie forme di astinenza da caffé, alcolici, fumo, PC, TV. Mi sono sentito inadeguato in quanto non avevo da presentare il mio. In verità stavo coltivandone uno molto impegnativo e che dovrò prolungare per altrettanto tempo ... "non correre".

Ecco spiegato il titolo che riprende il carnevalesco del post 20/02, ultimo scampolo di illusione prima di abbracciare l'artroscopia di inizio marzo (vd. post anticipazione 01/03 e resoconto 04/03). La decisione era stata presa giusto dopo il mercoledì delle Ceneri, inizio ufficiale di Quaresima.

È un mese che non lascio aggiornamenti sulla mia situazione fisica (vd. post 10/03), trovando argomenti molto più interessanti dell'evoluzione della mia salute articolare. Solo ora mi rendo conto di quanto questa infiammazione localizzata avesse precedentemente influenzato anche la sensazione di benessere generale. Ogni tanto mi dimentico che un granuloma ai denti ha forse contribuito a tagliare la mia carriera, quasi vent'anni fa. Incidente ormai in prescrizione.

con Marco FILIPPI e Stefano FURLANI
alla StraVicenza GdV 19/03 pag.50
Devo essermi spiegato male finora perché molti non hanno capito la mia situazione, alcuni dei quali mi hanno visto patire per mesi, hanno visto le ferite sul ginocchio e sanno quanto tempo ci vuole per la ristrutturazione delle cartilagini. "Non corri oggi?" diventa un saluto affettuoso, quasi un invito a farmi scendere dalla bici e a far girare le gambe a diretto contatto con il suolo. Ancora tanta pazienza, senza avere certezza del risultato.

Continua la mia fisioterapia autodidatta: ben istruita da referenti molto competenti ed eseguita in autonomia. Proprio come sette anni fa per i tendini di Achille. Allora facevo quasi ridere i giovani al campo di Tezze sul Brenta che mi guardavano e silenziosamente esprimevano il loro stupore "cosa fa quello lì!?". Semplici esercizi di rieducazione articolare per riappropriarmi della funzionalità delle caviglie. Per lo più a piedi nudi.

Ho ripreso in mano la bicicletta che funziona da quotidiana medicina, amara come un caffè senza zucchero, e ci sto prendendo gusto. Come per il caffè senza zucchero. Allungo i percorsi e guardo la campagna intorno, salgo sulle colline e guardo la campagna dall'alto, sempre ai piedi della pedemontana vicentina.

Gianni BUGNO, Steven ROOKS e Miguel INDURAIN
Campionati del Mondo di Stoccarda 1991
Non sono bravo a stare in sella, anzi, e non mi concederò il tempo per fare la pratica necessaria. Non sono diventato ciclista quasi venti anni fa, quando mi sono regalato la bici che poi per scarso utilizzo ho venduto a un amico. Non lo diventerò adesso.

A volte sulla strada guardo l'ombra sotto di me e vedo il bacino ben piantato che vorrebbe ricordarmi quello di Gianni BUGNO (vd. post 15/03). La schiena ben ricurva, la frequenza di pedalata (e l'altezza) mi avvicinano più a Miguel INDURAIN nelle tappe di montagna, quando si salvava le gambe in attesa delle crono.

Ricevo sostegno anche dall'odierna pillola di Seth GODIN (vd. suo post 11/04)

Don't give up (you're on the right track)

la bici di Johan MUSEEUW alla Parigi-Roubaix 1994
le sospensioni sembravano la soluzione al pavé
(divagazioni tecniche anni '90, poi rientrate)
Wrestling with a puzzle, a project or a problem, the likeliest reason to give up is the belief that it can't be done. What's the point of persevering if it's actually impossible to succeed?
"It can't be done," we say, throwing up our hands. Not "I can't do it," or "It's not worth my time," but "It can't be done."
In the year after Roger Bannister broke the 4 minute mile, the record was broken again and again. Once people realized it could be done, it wasn't an impossible task any longer. And that's why there's a flood of tablets on the market, many from companies that had what they needed to build the first one, but didn't until Apple showed them the way.
Two things you might take away from this: First, there's solace in finding someone who has done it before, whatever "it" is you're trying to do. Knowing that it's possible and studying how it was done can't help but increase the chances you'll stick it out.
Second: huge value accrues to the few able to actually do a thing for the very first time.

"a tutti gli increduli: il mio ginocchio sta bene, grazie!"
Come promesso alla fine del post 01/04 eccomi a parlare del ginocchio sinistro di Johan MUSEEUW, distrutto in una caduta sul pavé nella Parigi-Roubaix del 1998, una settimana dopo aver vinto il Giro delle Fiandre. Rischiò di perdere la gamba a causa di un'infezione. La ripresa fu molto dura e due anni dopo ebbe l'onore di alzarla al cielo sul traguardo vittorioso della stessa Parigi-Roubaix, la seconda. Poi ebbe in premio un terzo blocchetto di pavé nel 2002 e gli stava per riuscire il poker nel 2004: già in fuga, da solo, ci pensò una foratura a fermarlo ... Era un atleta senza paura. Mi ricordo quando nel 1994 provò a tenere le ruote di uno scatenato Andrej TCHMIL e pur di non perdere la scia saltò in unica soluzione uno spartitraffico che l'allora ucraino andò ad aggirare. L'appuntamento con la vittoria era solo rimandato di un paio di anni.

Sostituisco l'eterea e sempiterna Oxygène di Jean Michel JARRE (da utilizzare in futuro, magari nei prossimi allenamenti in altura ...) con la più calzante On The Road Again dei Rockets (testo @lyricskeeper.it).


Troppo Pop of the Pops? Eppure i Rockets formavano un gruppo vero e passavano regolarmente anche vicino a casa mia, a Cittadella, con il loro spettacolo galactico. Dai racconti degli amici più grandi emergevano la grande suggestione dei giochi di luce assieme a interpretazioni particolari, come i lunghi assoli di batteria. Neanche fossero stati i Genesis!

9 commenti:

Giuse ha detto...

Sai che da quando ci conosciamo sono un assiduo lettore del tuo Blog... e devo dire ke questo è uno dei tuoi più bei post!

Scorre via liscio e ha un apice magnifico nel pezzo di Seth... che credo propio riproporrò nel post di questo giovedì su CoachingBreak...

A proposito... si parlerà proprio di un campione delle due ruote... sconosciuto ai più... ma con una storia splendida!

Sei forte!

Enrico VIVIAN ha detto...

grazie, UOMO! sarà che è un mese che ci penso e metabolizzo ... sapessi quante info ho scartato, quelle che spesso mi infognano: ho preferito far parlare gli altri!

a pranzo stavo facendo le ultime sistemazioni, quando è arrivato Seth e citava pure Roger BANNISTER, che noi "metrici" capiamo poco, mentre è un monumento nel mondo anglofono

a domani per il tuo post

Giuse ha detto...

Bè... Roger è un Idolo!

Enrico VIVIAN ha detto...

Roger BANNISTER ha avuto il merito sportivo di sfondare una barriera tonda in una distanza tonda per gli inglesi

ultimo numero di CORRERE nr.330 aprile 2012 pag.41-42

RLQ (= Roberto Luigi Quercetani, il mio idolo - vd. post 09/04/2011) racconta la storia di George HORINE, il primo a superare i 2,00m nel salto in alto un secolo fa ... senza accorgersi! perché ragionava in piedi e pollici (6ft 7")

difatti negli USA è più famoso Charley DUMAS perché è stato il primo a salire sopra i 7 piedi

bressdicorsa ha detto...

leggo molta consapevolezza nel tuo post,leggo molta abnegazione e attenzione per il recupero del ginocchio e come si dice in questi casi,tien duro che presto ci vedremo in una stramaledetta gara a ridere di quello che e' stato!

grinta ha detto...

ascolta come sempre la tua voce e non quella degli altri
quando sara' il momento, solo tu lo deciderai
buon recupero di cuore

Enrico VIVIAN ha detto...

Grande BRESS! Grazie del sostegno! Ci vediamo già domenica a Zané. Come vedi dalle foto io ci ridevo sopra fin dalla StraVicenza tre settimane fa. Basta essere in buona compagnia!

Tu hai vinto la battaglia con il CINGHIALE, io continuo a combattere con il GINOCCHIO!

Grazie, GRINTA, tu mi segui dall'alto! Chissà che non arrivi a perlustrare in bici anche le tue zone. Per adesso arrivo alla zona di Thiene (Fara, Lugo, Zugliano), prima di tornare a Marostica.

Filippo Lo Piccolo ha detto...

Ho letto il post del tuo intervento e la saggia decisione di prendere questa decisione prima che il danno diventasse irreparabile.
Mille altre ancora di maratone internazionali, il recupero (seppur amaro) procede bene; ci ripenserai al prossimo traguardo di una grande corsa dei 26.2 Mi.
E' il nuovo inizio della tua carriera di "giovane si ma con esperienza" della corsa!
A presto, da qualche parte con le scarpe gommate però!

Enrico VIVIAN ha detto...

grazie, Filippo, del performante commento! il danno era irreparabile fin dall'inizio, ma non si vedeva (RX, RMN) fino all'artroscopia

per fortuna ci ho messo solo tre mesi per decidermi e non dieci anni come per l'operazione ai tendini di Achille

sono talmente fiducioso del recupero che mantengo la prenotazione per la maratona di Berlino a fine settembre

piccola confidenza: più vado in bici, più amo la corsa!

per quanto riguarda il "giovane" ... parliamone fra dieci anni quando mi raggiungerai alla mia età attuale e io spero di essere ancora lì, sempre dieci anni avanti e sempre pochi minuti indietro

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