giovedì 7 gennaio 2016

Lo Sport del Doping, pesci piccoli, pesci grossi (Matteo Rabottini)

Un collega mi ha beccato al momento dello scatto, conoscendone l'uso (im)proprio, e mi ha suggerito 'solo pesci piccoli'. Qui potete leggere bene il testo anche se la carta racconta molto di più: la pagina impatta la vista prima della storia. Commovente, Matteo Rabottini abbandonato da tutti ... l'ennesimo positivo di uno sport che non fa più sconti per chi tradisce ... fuorché dal nonno Guido e dal figlio Diego di 3 anni e per loro vuole tornare ... non so fare altro che correre, e ho ripreso a pedalare; ho una sola bici, me l'avevano regalata dopo la vittoria al Giro, esco con quella ... aggiungendo i sintomi del disaddattamento ... quando corri in bici, vivi in una bolla, sei servito e riverito, non ti colpiscono i problemi del mondo, e invece quando entri nella vita reale diventa tutto un inferno; non sai nemmeno come fare la lavatrice o la spesa ...

Nessuno glielo impone a un corridore di prendere il doping, è lui che cerca sempre qualcosa di più ... Non ho chiesto consiglio a nessuno, non mi andava nemmeno di farlo, del resto tutti mi avrebbero detto di no ... Qui finiscono i foto-copia-incolla con analogie alla storia di Schwazer (russi cattivissimi), augurando a Matteo di affidarsi come Alex a un tutor come Donati (o a un suo referente abruzzese).


Ieri mattina - al momento dello scatto in rosa - stavo facendo la seconda colazione prima di entrare in negozio all'esordio dei saldi e ho mostrato la foto dalla famosa pasticceria all'ombra di S.Pietro. 'Riconosci l'autografo?'. Forse dovevo suggerirgli che è ritrovo di ciclisti all'incrocio in piazza.

E alla merendina di domenica pomeriggio, più che torturarmi sulla prossima puntata di Star Wars, mi chiedevo 'chi può meritarsi di rimanere 3+ anni sulla lavagna delle specialità del momento?'. Al passaggio in cassa non ho resistito dal chiedere, rammaricandomi per non esserci arrivato da solo, perché Ivan Basso è un campione anche in questo blog, fin dagli esordi, quasi 2 anni prima del segno col gesso.

A parità di squalifica, il varesino si è rifatto una carriera ciclistica e costruito una lavorativa, sempre nel ciclismo, a supporto di quell'altro campione compagno di squadra-camera-squalifica Alberto Contandor, che ha scontato a posteriori viste le lungaggini della positività omeopatica.

Altri pesci grossi e altre storie molto venete: Alessandro Ballan, che non riesce a risollevarsi nonostante la caduta di ogni accusa, Davide Rebellin, che si è inventato un mix di rapporti per far girare le ruote in attesa della lunga assoluzione.

Concludo con una storia tutta vicentina, ormai chiusa del tutto, di un pesce piccolo che voleva diventare (troppo) grosso: Emanuele Sella esagerò nel Giro 2008 (basta wikipedia per gli smemorati) e ad agosto arrivò la positività all'Epo dopo un controllo a sorpresa, in sovrapposizione a quella di Riccardo Riccò al Tour. El salbaneo non è più salito sui pedali, non come prima, nonostante la sospensione ridotta a un solo anno per la collaborazione.


Il ciclismo continua a raccontare storie ampie, l'atletica anche nel doping è fra le brevi.

2 commenti:

Marco SANTOZZI ha detto...

Matteo abita vicino casa, e spesso, nelle mie sedute di corsa, mi è capitato di incontrarlo nella sua uscita in bicicletta. Magari uno di questi giorni mi fermerò a parlare con lui. Cosa gli dirò? Non so, ma qulcosa mi verrà in mente guardandolo negli occhi.

Enrico VIVIAN ha detto...

si comincia salutandosi, poi il resto verrà da sé

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