lunedì 19 marzo 2012

Io Non Ci Credo - Enter The Zone di Barry SEARS

no dida! tutto in copertina
Torno all'origine e faccio una virata su un argomento più sostanzioso e in parte già accennato nel post 13/03. Andrea RIGO e la sua provocazione "che ne pensate di quello che scrive Christopher McDougall?" ha generato una sequenza di post negli ultimi due mesi a partire da quello 20/01 e penso di aver presentato materiale a sufficienza perché ciascuno possa farsi un'idea, non solo sulla corsa. Chissà se Andrea ha modificato il suo iniziale "io non ci credo!". Proprio in questi giorni è tornato a parlare delle sue scarpe (vd. suo post 15/03) e si rende conto che alcuni dispositivi applicati alle sue calzature derivano dalle riflessioni di far lavorare più e meglio i piedi. A volte le provocazioni estreme servono per proporre ragionevoli applicazioni.

Una dozzina di anni fa ho assistito a una miracolosa conversione, degna di San Paolo, a opera di Enrico ARCELLI, il fisiologo di riferimento per chi corre, in Italia e non solo. Vado a memoria, ma se qualcuno ha in ordine gli ultimi tre lustri della rivista CORRERE dovrebbe trovare tracce a sufficienza.

In quegli anni lavoravo a Susegana e ogni giorno percorrevo le trafficate strade fra vicentino e trevigiano, quelle che dovrebbero essere sbrogliate dalla futura autostrada Pedemontana. La radio mi faceva compagnia e una delle mie trasmissioni preferite sulla via del ritorno era "Essere e Benessere" in replica su Radio24. Una sera sentii Enrico ARCELLI tuonare contro la dieta a zona, bollandola come "la solita dieta iperproteica di origine americana". Pensai "che strano! ho letto il libro di Barry SEARS e non ho trovato bestialità!". Mia sorella era andata in viaggio di nozze negli USA nell'autunno 1997 ed era partita con due ordini di acquisto: un libro è stato presentato un anno fa (vd. post 15/02/2011) e l'altro è in pole position oggi. Del Dott. Michael COLGAN ho perso le tracce (a dire il vero non l'ho più cercato), del Dott. Barry SEARS e delle sue idee sono riempiti libri e riviste.

Conversione di San Paolo (1601)
CARAVAGGIO - olio su tela 230x175cm
Santa Maria del Popolo, Roma
Pochi mesi dopo ai microfoni della stessa trasmissione sentii lo stesso Enrico ARCELLI parlare in termini entusiastici della stessa dieta a zona. Cosa era successo? Che il dottore l'aveva provata su se stesso e, da acerrimo detrattore di una teoria che andava contro i suoi riferimenti più assodati, ne divenne il divulgatore più entusiasta, avendone provato in prima persona gli effetti più salutari. Scrissi allora tre righe via mail alla conduttrice della trasmissione (chi mi aiuta a ricordare il nome?) per capire l'inversione nell'opinione di ARCELLI, magari approfondito nel fuori onda. Lei non mi rispose per iscritto, mi chiamò invece al telefono. Fu una chiacchierata molto gradevole e mi fece capire che in fondo "lei era solo la conduttrice", non di certo la garante della continuità dei messaggi.

Da più di un decennio Enrico ARCELLI è un convinto zonista, con tutti gli accomodamenti che gli derivano da un'immensa esperienza, di uno che ha visto funzionare quasi tutto e il contrario di tutto senza mai rinunciare ai principi e al metodo scientifici. Così l'ho ritrovato anche nell'ultimo numero di CORRERE (329 - marzo 2012, pagg. 54-57) in una bella intervista di Sergio MEDA, come se il dottore non sapesse scrivere da sé. Preferisco comunque la forma del dialogo che rende più partecipe il lettore. Così sono passati anche molti termini scientifici che altrimenti avrebbero reso catramosa la relazione: GH e IGF sono già noti a molti, magari come agenti dopanti quando assunti in forma esogena, ma qualcuno conosce la proteina GLUT4?

Ecco la frase che mi ha fatto pensare: "Lo stesso Barry SEARS afferma, nel suo primo libro, che il rapporto carboidrati e proteine non è rigorosamente 0,75 ma un ambito ampio che va da 0,6 a 1". Perché citare l'originale e il suo primo libro? Mi piace che ARCELLI riconosca la validità di alcune indicazioni fin dall'esordio, magari poi disattese da alcune interpretazioni: mi sembra quasi un richiamo alla primaria ortodossia. Dal 1995 a oggi sono stati pubblicati numerosi studi ad affinare quelle stesse indicazioni e ad ampliare la bibliografia che nel libro d'esordio occupa ben quaranta pagine. Tutto un mondo di idee in continua espansione! Mi auguro che portino ad altrettanta salute e gioia di vivere in quel mondo viziato da eccesso di disponibilità.


Ecco alla fine il Vasco nazionale, senza tante presentazioni, che ha messo la base di musica a tante negazioni: insieme a "io non ci credo" c'è pure "io non mi muovo". Una canzone antirunner oltre che antimetafisica? Eppure la corsa potrebbe essere la medicina alla sua forma di depressione.

13 commenti:

Gianmarco Pitteri ha detto...

Anch'io seguo le dichiarazioni di Arcelli da diversi anni e devo ammettere che ultimamente alcune sue "uscite" mi hanno lasciato parecchio sorpreso: per esempio, parlando dei nitriti presenti come conservanti in praticamente tutti i salumi e insaccati, è passato dal "non consumarne troppi perché è dimostrato che fanno male alla salute" al "forse fanno addirittura bene" per tornare nuovamente al "cercate di consumare salumi senza nitriti" (quindi crudo di Parma e di San Daniele e pochissimi altri).
Mah... business e pubblicità vincono su tutto il resto?

Enrico VIVIAN ha detto...

negli articoli su riviste divulgative ARCELLI non ha spazio/struttura per indicare i riferimenti bibliografici, che invece sciorina durante le relazioni nei seminari: sono sicuro che ARCELLI non scrive a caso

Gianmarco Pitteri ha detto...

A caso sicuramente no, anzi alle volte mi sembra anche un po' troppo "indirizzato" verso soluzioni... beh si capisce... :-D
Comunque è sempre un piacere leggerlo!

Enrico VIVIAN ha detto...

nessun mistero! sull'ampia fronte di ARCELLI c'è scritto ENERVIT: è il suo lavoro!

ciro foster ha detto...

quindi a favore o contro la zona?tradotto: a favore del consumismo sportivo o di consigli più 'spassionati' e salutari? Oppure il runner è come una massaia al supermercato: un animale da spremere...

Enrico VIVIAN ha detto...

ciao Ciro, non sono contro la Zona e sono a favore della diffusione delle idee: il libro e le ricerche sono molto più ampie rispetto ai dettami che si trovano riportati nelle riviste

ognuno cerchi la sua via! come vedi i range sono ampi, ben adattabili al proprio metabolismo, la specialità praticata, le abitudini alimentari ... indipendentemente dagli integratori proposti da Enrico ARCELLI, Barry SEARS & C.

Tosto ha detto...

Qualche anno fa c'è stata anche la diatriba tra Albanesi e Arcelli sul metodo di allenamento per la maratona proposto all'amatore. Poi Arcelli si è avvicinato alle conclusioni di Albanesi quindi mi sembrerebbe una persona aperta e pronta a mettersi in discussione cosa che denota anche intelligenza. E della dieta Italiana ne vogliamo parlare? eh he he
io mi ero anche preso il libro ma in effetti poi, seppur condividendo il contenuto l'ho trovato poco pratico.

Enrico VIVIAN ha detto...

Non ricordo i punti in discussione fra ALBANESI e ARCELLI, di sicuro si sono capiti. Anche nel mondo della preparazione sportiva vale "quello che funziona per te". L'importante è rispettare la fisiologia.

Dieta Italiana? Qual è? Chi la sostiene o ha registrato il marchio?

Emiliano ha detto...

Ho provato la dieta a zona,o meglio l'alimentazione a zona e se seguita con ferrea costanza porta a risultati evidenti di calo di peso dovuto alla riduzione di massa grassa.Nel mio caso ha funzionato.
Ho trovato però stressante seguire e soprattutto fare gli accoppiamenti 40-30-30 del cibo.La mia era puramente una questione di tempo e di logistica ma che comunque sono riuscito a gestire,nei primi tempi, abbastanza bene.....poi la cosa è diventata complicata e aggiungeva ulteriore stress al gia traballante equilibrio giornaliero dove devo incastrare lavoro/famiglia/casa ecc.....come tutti!!!!!
Se volevo ovviare a tutto questo c'era la possibilità di usufruire dei cibi pronti 40/30/30 ben in vista al suopermercato ma con un esborso mensile non giustificato.
I limiti di una sana alimentazione non sono le privazioni culinarie......se avessi qualcuno a casa che mi prepara cibi in zona sarei asciutto come un vero runner!!

Enrico VIVIAN ha detto...

grazie Emiliano del contributo! mille battute che possono essere la base di un post nel tuo blog ... o l'hai già pubblicato?

la dieta funziona se diventa stile di vita, capacità di orientarsi di fronte a un piatto di pasta, una fetta di prosciutto, un trancio di salmone/tonno, un pezzo di formaggio, una terrina di insalata, ...

tanti dicono "la dieta a zona funziona perché ti controlli di più" perché ci mette a confronto con la nostra auto indulgenza ... quanto è vero!

Tosto ha detto...

dieta italiana:
http://www.albanesi.it/Dietologia/dietaitalianadef.htm

Enrico VIVIAN ha detto...

ecco ALBANESI che riemerge: ottimo MIX!

Enrico VIVIAN ha detto...

grazie TOSTO! sono tornato a saltare di link in link

http://www.albanesi.it/Dietologia/dietaitalianadef.htm

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