domenica 9 giugno 2013

KINESPRING, soluzione mininvasiva


Non sono soddisfatto delle sentenze e degli interventi di un mese fa: attendo l'autunno per ulteriori sviluppi e ci sto lavorando. Chi mi sta vicino, sensibilizzata sul tema, coglie i suggerimenti che il mondo semina (vd. @repubblica_02/04) ...

Si chiama KINESPRING, una molla per salvare il ginocchio dalla protesi. Si tratta di un dispositivo semplice e geniale, indicato nel ginocchio artrosico. «La molla toglie il dolore fino all'80% dei pazienti trattati, perché assorbe e sottrae il peso che grava sulla articolazione malata e sofferente», spiegano Claudio Zorzi, primario, e Vincenzo Madonna, ortopedici presso l'ospedale don Calabria di Negrar (VR), che presenteranno la loro casistica domani a Firenze, nel congresso della Società europea del ginocchio (EKA).
Il dispositivo si impianta con un semplice intervento chirurgico con due piccole incisioni cutanee praticate sul lato mediale del ginocchio. Grande quanto un pacchetto di gomme da masticare, ha una molla che esercita una spinta pari a 13kg.
Alle estremità del dispositivo, due placche metalliche fissate con delle viti all'osso di tibia e femore. Una volta ancorato il sistema con le viti, la molla è liberata, la spinta di 13kg separa la rima articolare tra tibia e femore mediamente di circa 3 millimetri. Tanto basta a togliere il dolore. Che nell'artrosi è causato dal contatto e l'attrito tra due superfici sofferenti e degenerate a causa della precoce perdita di cartilagine. La molla separa le due superfici artrosiche annullando così la causa del dolore.
Un intervento mininvasivo e conservativo: nessuna parte articolare viene sottratta o alterata. Così, se a distanza di anni, servisse una protesi tradizionale, il ginocchio è intatto, si tratta solo di rimuovere la molla e le sue viti e procedere con il nuovo intervento. Il dispositivo a molla, KINESPRING, richiede una notte di degenza dopo l'intervento e l'arto operato può immediatamente essere messo sotto carico per camminare normalmente. Nessuna ginocchiera o immobilità, o fisioterapia sono richiesti dopo l'intervento,e dopo alcune settimane è possibile il ritorno alle attività sportive. L'intervento è indicato ad ogni età, soprattutto in quei pazienti che sviluppano precocemente artrosi e dolore sulla parte mediale del ginocchio, intorno ai 40-50 anni, troppo giovani per la protesi.
«Esistono tuttavia dei limiti», precisa Zorzi, «le artrosi troppo gravi, che hanno deformato l'articolazione e il suo asse in varismo (ginocchio a parentesi o da cavallerizzo) oltre gli otto gradi, o che hanno sviluppato un deficit di estensione del ginocchio, non ottengono beneficio con questo impianto e devono essere sottoposte ad impianto di protesi tradizionale». Il dispositivo nel mondo è stato impiantato soprattutto negli Usa e in Australia dove vanta un follow up medio (periodo di osservazione e studio dei risultati) di circa tre anni (primo impianto eseguito nel 2008), con esiti molto incoraggianti. In Italia ha ricevuto il marchio CE da un anno, ma sta ottenendo ampi consensi tra gli specialisti del settore che hanno incominciato ad impiantare a loro volta il KINESPRING.

Nessuna voglia di agganciarmi un pezzo da TERMINATOR.

14 commenti:

Nicola ha detto...

Può andar bene per un sedentario, ma come va per un podista? Quanto dura con un carico di 70-200 Km a settimana?
Una parte meccanica si usura col tempo ed appunto con l'uso. Non è fatto di tessuti biologici che si rigenerano con l'uso.
Potrebbe essere interessante porre la domanda durante la presentazione all'EKA. Magari hanno già una casistica al riguardo. Conosci nessunno che ci vada?

Enrico VIVIAN ha detto...

al momento no, ma basta far girare la domanda

sono convinto anch'io che sia una possibile soluzione per un sedentario che soffra molto nei semplici movimenti della vita quotidiana, ricordandosi che è un'alternativa alla protesi, operazione ben più invasiva

emiliano ha detto...

Ho fatto esperienza,purtroppo,con mia figlia.La chirurgia applicata e funzionante è molto lontano da quella che si scrive e si commenta nelle convention.Innovazione molta e sorprendente,poi però la praticità e la sicurezza c'è solo con "vecchi" metodi salvo rari casi.

Enrico VIVIAN ha detto...

andrà meglio con le prossime generazioni: noi siamo già a metà del cammino, se non oltre

emiliano ha detto...

Mi piace il tuo vedere sempre,o quasi,il bicchiere mezzo pieno!!
Di necessità virtù o dono di mamma?

Enrico VIVIAN ha detto...

essendo in cinque fratelli scolarizzati allo stesso livello hai un campione sufficiente per una statistica ... già il patrimonio mitocondriale è stato mal spartito!

Anonimo ha detto...

Se desiderate informazioni sul KineSpring, dopo aver visitato il sito in italiano

http://www.moximed.com/it/

potete scrivere all'indirizzo

info@moximed.com

Riceverete senz'altro risposta alle vostre domande.

Cordiali saluti

Moximed

Enrico VIVIAN ha detto...

QUALE ONORE ... GRAZIE della SEGNALAZIONE!

Enrico VIVIAN ha detto...

ecco un contributo appena arrivato via mail: purtroppo ricade nel 20% per cui non funziona

Ciao Enrico, sono Antonio di Brescia. Dopo una protesi monocompartimentale al ginocchio dx mi è stato impiantato il kinespring al sx da 7 settimane. Ancora sento molto dolore e movimento poco, fatico a camminare senza stampella quindi il ritorno alla normalità è molto lontano da quello scritto o detto nei convegni medici. Speriamo col tempo vada tutto bene.

mario ha detto...

Ciao Antonoio , sono Mario .
Ho letto il tuo commento fatto ad agosto , vorrei sapere come và e dove sei stato operato .

Anonimo ha detto...

Ciao,
anch'io avrei le stesse domande. Spero vada meglio ora.
Io lo farei per un ritorno all attività sportiva, almeno spero ..
Ciao
Andrea

Enrico VIVIAN ha detto...

a chi arriva sgoogolando: sono contento di esservi utile, ma per un consulto fate riferimento allo specialista di fiducia ... aggiornatemi!

Anonimo ha detto...

Dovrei fare l'intervento con Kinespring a gennaio.
Mi piacerebbe avere qualche feedback , specialmente se qualcuno ha ripreso a fare sport intenso. Io sono un Mountain biker e vorrei tanto continuarlo a fare meglio dopo l'intervento.
Antonio di Brescia puoi perfavore dirmi adesso come va?
Grazie
Sandro

Enrico VIVIAN ha detto...

CIAO Sandro,

ecco l'indirizzo mail di Antonio da Brescia ... cadeiantonio@gmail.com ... così puoi contattarlo direttamente.

INCREDIBILE prolificità di QUESTO POST!

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