mercoledì 24 aprile 2013

Diario da Scrivere (gennaio 1992)

continua post 17/04
Quanti si sono persi a decriptare la mia scrittura? Era una settimana di metà gennaio 1992, un paio di mesi prima dell'avventura americana a Boston (vd. post 30/04/2011). Una settimana come tante, niente di particolare, scelta soprattutto perché le pagine non sono troppo pasticciate e hanno quasi tutti gli elementi che servono per focalizzare quanto effettivamente svolto in allenamento.

Sono andato in cerca di queste antichità subito dopo aver visto il grafico di Michele FERRARI (vd. post 10/04) quando anch'io plottavo - rapidamente! - su carta millimetrata i grafici delle pulsazioni rilevate dal mio PE3000 (vd. post 14/12/2012) ...

La settimana si riferisce a quella successiva a una prova di Campionato Regionale, quando i risultati andavano nelle brevi della rosea e il lunedì successivo avevo sofferto ai piedi, anche perché domenica avevo vinto con una scarpa sola, in quanto la sinistra mi era stata sfilata con una chiodata sul tallone da un avversario poliziotto.

Da un atleta che seguo mi è capitato sottomano un Running Diary prestampato: molto meglio una normalissima agenda settimanale con un spazio decente per la domenica (di solito sacrificata). Allora utilizzavo penne di quattro colori: il nero per la corsa in generale, il blu per gli interventi di forza/velocità, il verde per gli allenamenti più intensi, il rosso per le gare. Di ogni evento scrivere sempre quando, dove, percorso, compagnia, particolari meteo e di altra natura: allora mi limitavo a indicare le calzature solo nei lavori significativi, poi le ho sempre segnate per prevedere il cambio per tempo.

Due circuit training, due allenamenti specifici e il resto era corsa continua, per un totale di 130km. Una volta a settimana c'era la corsa media (= soglia anaerobica) e un altro intervento frazionato, svolto in pista per amor di precisione e di compagnia in modo tale che gli amici si aggiungessero/togliessero secondo loro opportunità: sulla gomma la frazione veloce, sul bordo interno il recupero (= 380m ca.). Così torna il divisore di 13,08km.

Poi ci sono altre noticine: le pastiglie di Ferrograd che mi distruggevano l'intestino e qualche festa del week end. Se continuo a frequentare la Riviera Berica (vd. post 12/01), ospite quella volta dell'amico Federico, è un po' di tempo che non vado a Col del Vento. Sfido chiunque, fra vent'anni, a ricordarsi qualcosa di un allenamento scritto su un foglio di Excel o visualizzato a monitor in qualsiasi maniera.

6 commenti:

Nicola ha detto...

Beh dipende da come lo strutturi il tuo folgio elettronico ;)
Il contenuto informativo è quello che conta.
Su un foglio elettronico poi puoi aggiungere, anche a posteriori, dati derivati, insomma puoi studiare i tuoi progressi alla luce di nuove nozioni che non avevi ai tempi in cui raccogliesti quei dati grezzi.

Enrico VIVIAN ha detto...

keep on logging & calculating

Unknown ha detto...

Con Renato e Paolo... Chissa' dov'ero.
Mancava solo il contributo calorico della mensa Piovego (ore 14,29 rigorosamente).

Enrico VIVIAN ha detto...

più che il contributo calorico, sarebbe stato da valutare il contributo tossico ... eppure siamo sopravvissuti e ci manteniamo discretamente, o no!?!

dieci giorni fa Orlando ci ha raccontato una situazione simile a Ferrara, nel periodo dei suoi studi fisioterapici - vd. post 18/04

Enrico VIVIAN ha detto...

Teconlogia OK! Ma la Moleskine è unica. Carta e penna lasciano dentro di te quello che scrivi ... pic.twitter.com/6uUhx2uM

Dopo Michele FERRARI trovo un nuovo compagno di lotta per "carta e penna" ... Ivan BASSO!

Enrico VIVIAN ha detto...

anche in questo splendido esempio professionale @RW mi manca spazio ... sfoglia!

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