giovedì 15 marzo 2012

grazie RaiSport, grazie YouTube


Domenica pomeriggio mi sono perso la terza giornata dei Mondiali Indoor da Istanbul in TV. Tanto mi ero infervorato venerdì e sabato alla vista di tanta bella atletica (vd. post 11/03), che mi dispiaceva non rimanere con la gamba sinistra ben stesa sul divano, a far recuperare il ginocchio sinistro. Atleticanet.it mi suggeriva la soluzione nella replica del lunedì, magari senza guardare i risultati in modo da gustarmi le gare come fossero in diretta. Chissà cosa sarebbe andato in onda nelle quattro ore e mezza previste ... forse l'ultimo pomeriggio per intero?

Gianni BUGNO vince il Mondiale 1992
su Laurent JALABERT - Benidorm (SPA)
Lunedì mattina sto davanti al PC dopo le 10 e nella programmazione online di RaiSport c'è ancora l'atletica, come previsto alle 10:20. Mi collego poco dopo e vedo passare qualche pezzo di "Memorie di Sport", verificando che la differita di atletica è stata spostata alle 11:20. Vado avanti con le mie cose e mi riconnetto poco prima di mezzogiorno per verificare che sono ancora in onda altre amenità dal passato. Mi riconnetto ancora più tardi e niente atletica. In compenso vedo apparire maglie azzurre che conosco bene ...

Fra le "Perle di Sport" va in onda un capolavoro di Gianni BUGNO di venti anni fa, ovvero il Mondiale su strada di Benidorm, quello del bis dopo la maglia iridata dell'anno precedente a Stoccarda. Gli ultimi giri in forma integrale, comprensivi di commento originale del tridente Adriano DE ZAN, Vittorio ADORNI, Giacomo SANTINI. Cerco l'atletica del giorno prima e trovo ciclismo d'annata ...
# come è cambiato il ciclismo!?! soprattutto i telai delle bici e i profili delle ruote, che sembrano inconsistenti rispetto a quelli in voga adesso;
# come sono cambiati i ciclisti!?! fanno impressione senza caschetto protettivo; Maurizio FONDRIEST dopo il ritiro all'inizio dell'ultimo giro risponde "... le gambe non giravano ... non era giornata ...", altro che comunicati su twitter!
# come sono cambiati i telecronisti!?! i commenti sono tutti qualitativi, senza troppi apprezzamenti sui rapporti, sugli integratori, sulle pulsazioni cardiache, sulle velocità di soglia, ...

Bernard LAGAT vince 3000m
ai Campionati Mondiali indoor
(vd. @IAAF - Getty Images)
Allora mi ero perso la diretta perché in quella prima domenica di settembre 1992 ho accompagnato un amico a una fiera sportiva a Milano (esperimento mai più ripetuto) e al ritorno a casa ho visto e rivisto la volata lanciata da un commovente Giancarlo PERINI, famoso per la sua testa lucida come per la sua dedizione ai capitani. Sulle tre reti di allora non c'era tempo e modo di mandare in onda di più. Non era forse il caso di programmare un videoregistratore? Certo che si, ma avevo già perso la voglia di (ri)guardare e magari poi archiviare o cancellare. Forse non avevo abbastanza fiducia nel miracolo di Gianni BUGNO, reduce da una stagione deludente rispetto agli obiettivi programmati.

Oggi c'è YouTube! Un miracolo di archivio in cui tanti riversano la propria passione. Ero molto curioso di vedere come era andata a finire la prova più lunga, i 3'000m, per il poker di protagonisti in pista: due forti kenyani, un somalo emigrato in Inghilterra e adottato in USA, un kenyano adottato in USA (quattro figli del corno d'Africa in tre diverse nazioni). Soprattutto dopo il numero da circo di Bernard LAGAT in batteria, quando è passato dove non si poteva passare, come ho visto fare in altro sport a Valentino ROSSI in un paio di infilate a Casey STONER e a Jorge LORENZO. Corre l'ultimo giro a filo del cordolo e nell'ultimo rettilineo lo tocca più volte senza mai perdere l'equilibrio e la fiducia di poter arrivare alla fine del corridoio che aveva intravisto. Nel video bisogna attendere il rallenti della vista frontale per rendersi perfettamente conto.


I suoi avversari non hanno studiato la registrazione della batteria, altrimenti non avrebbero lasciato il minimo varco al volpone. È facile parlare per noi dietro al monitor. In gara bisogna aver interiorizzato alla perfezione la geometria della pista, confrontandola di continuo con la posizione degli avversari. Bernard LAGAT si dimostra insuperabile maestro! Da notare in particolare la variazione di passo (ampiezza, frequenza) per sfruttare al meglio la minima occasione tattica. L'uomo va per i 38 anni (vd. scheda @IAAF, lunga come un papiro) e l'esperienza è tuttora ben sostenuta da eccellenti abilità fisiche.


Come si mantiene così bene? Ecco una recente intervista @RW.com. Chi ha pazienza di arrivare all'ultima risposta scopre che si allena una volta al giorno e si prende un giorno di riposo alla domenica ...

I pensieri di inizio anni '90 e le acrobazie in punta di piedi di Bernard LAGAT mi hanno fatto tornare in mente la trascinante euforia di MC Hammer di U Can't Touch This, coreografia all'altezza e ottima colonna sonora per il finale di gara.


PS1 se qualcuno mi indica video migliori sono ben contento di sostituire quelli già inseriti

PS2 non voglio avventurarmi in argomentazioni scacciarunner, ma le cose più belle ai Mondiali Indoor di Istanbul si sono viste nelle prove multiple con due eccezionali record del mondo da parte di Natallia DOBRYNSKA (vd. report e intervista @IAAF) e Ashton EATON (vd. report1 e report2 @IAAF)

martedì 13 marzo 2012

Born To Run di Christopher McDougall / di Daniel Lieberman

Back in 2005, Larry Weissman read a pile of my magazine clips and synthesized them into one smart question. "Endurance is at the heart of all your stories," he said, or something to that effect. "Got one you haven't told yet?".

Così iniziano i ringraziamenti che si raggiungono dopo quasi trecento pagine fitte e intense di Born To Run. Qualche difficoltà a tradurre? Allora sconsiglio la versione originale del libro scritto in un inglese impegnativo che ho rinunciato a capire fino in fondo per non perdere il filo del discorso. Christopher McDougall ammette anche "my friend Jason FAGONE helped me understand the difference between storytelling and self-indulgence". Forse non abbastanza.

Scrittore o giornalista? C'è una sottile differenza che ho iniziato a valutare da quando Riccardo SOLFO mi ha avvertito che, parlando di un comune amico che scrive, "Vale non ha ancora deciso se fare lo scrittore o il giornalista". Due approcci diversi. Se a qualcuno era sembrato pesante l'articolo dello stesso Chris nel post 20/01 sconsiglio il libro, benché la narrazione prenda più ampio respiro e le argomentazioni dell'articolo siano diluite in più parti e affrontate da diversi punti di vista. Sulla copertina qui a fianco manca il commento di Bill RODGERS, riportato sull'edizione che ho in mano, "McDougall's book reminded me of why I love to run". È vero: la soddisfazione vale l'impegno di leggerlo!

Scott JUREK e Arnulfo QUIMARE @ Copper Canyons
La trama sta tutta nel sottotitolo "Una Tribù Nascosta, Superatleti, e la più Grande Gara che il Mondo Ha Mai Visto" e volevo prepararmi a un ricco riassunto: durante la lettura ho inserito PostIt per segnare i punti topici, non volendo pasticciare il libro prestatomi dall'amico Sergio che me l'ha offerto dopo aver letto il  post 20/01. Solo che per fare un riassunto degnamente integrato dovrei scrivere un libro, un libro su un libro: non va bene.

Girando nei blog si trovano tante recensioni fra le quali segnalo Focus On The Little Things e Stacy Conaway. In particolare dal primo recupero un gran bel video (solo 10'!) da Discovery Channel che addensa ed esplica in immagini le tante argomentazioni del libro. Ecco il commento sottostante al video stesso che inquadra gli eventi in più ampia prospettiva. Altro che scarpe o non scarpe!

i chiodi per la massima spinta
sull'erba del Kenya @IAAF
Nestled in northern Mexico and the canyons of the Sierra Madre Occidental is a small tribe of indigenous people known as the Tarahumara. They call themselves Rarámuri, loosely translated as "running people," "foot-runner," "swift of foot," or "he who walks well." They are known for evading the Spanish conquerors in the sixteenth century and keeping their cave-dwelling culture alive and secluded. They are also known for their long distance running and their superior health, not displaying the common health issues of "modern" societies.
 
A recent National Geographic study (Nov. 2008) states: "When it comes to the top 10 health risks facing American men, the Tarahumara are practically immortal: Their incidence rate is at or near zero in just about every category, including diabetes, vascular disease, and colorectal cancer...Plus, their supernatural invulnerability isn't just limited to their bodies; the Tarahumara have mastered the secret of happiness as well, living as benignly as bodhisattvas in a world free of theft, murder, suicide, and cruelty."
 
So what is the Tarahumara story and what can we learn from them? How can we use their history as an example for our own primal living? For some they may not be an example of what is considered primal, but they are one of the closest we can find in today's world.


Se Focus On The Little Things ci aveva raccontato la storia del perché aveva letto il lbro e se ne era appassionata, benché non amasse la corsa, StacyConaway è molto più semplificativa e riassume brevemente ... A few things I learned:
 
la corsa a 5'/km è più economica con le scarpe
che a piedi scalzi @RW.com
# Our bodies are born to run, and our feet don’t need correction.
# Modern running shoes with all that padding and arch support and anti-pronation technology are actually the cause of many running-related injuries.
# Chia seeds are a superfood (Conaway Labs is currently testing).
# Barefoot running may be a better idea than you think (this theory also being tested, so far so good).
# There is no independent research to show that running shoes reduce injuries or improve performance. None.
# The popularity of distance running in America increases in times of national crisis ...
# Instead of going full-barefoot, another option is to go with ‘minimal’ running shoes that offer a little protection to the sole of the foot ...

Qui torniamo al discorso scarpe. Ecco un primo articolo @RW.com con approccio scientifico che dimostra la maggiore economicità della corsa con le scarpe confrontata con la corsa a piedi nudi. Una pagina ben scritta che ha sollevato una ridda di commenti.

NATURE nr. 432 - 2004
qui l'articolo che ha vinto la copertina
Ognuno si confronti con le proprie credenze ed esperienze. Io ricapitolo i miei post più significativi in merito
20/01 Barefoot Running: come presentare la corsa a piedi nudi
24/01 Intervista a Peter SNELL: news dal passato
06/02 A piedi quasi nudi

Christopher McDougall ha concentrato nel capitolo 25 del libro le sue argomentazioni più solide sulle scarpe, dopo aver seminato per più di metà del testo varie considerazioni. Un altro capitolo molto significativo e di spessore raddoppiato è il 28, dove lo scrittore riassume la ricerca di Dennis M. BRAMBLE e Daniel E. LIEBERMAN, prima con il solido contributo di David CARRIER e poi con quello di Louis LIEBENBERG per provare la fattibilità della persistance hunting, che prevede la cattura della preda per sfinimento della stessa. Una pratica che si pensava necessitasse di una riproduzione di archeologia sperimentale o forse una dimostrazione per assurdo da parte del fisico/matematico Louis, e invece è stata ritrovata in voga nelle praterie a sud dell'Africa. Ecco un significativo video della BBC un po' artificioso e molto efficace ... (chissà se è mai passato in qualche trasmissione di Piero/Alberto ANGELA!).


La pratica della caccia apre poi un altro capitolo interessante, più dibattuto e grave di quello "scarpe o non scarpe", ovvero la dieta. Due dei maggiori protagonisti del libro sono vegetariani, anzi vegani, e si sono convertiti dopo aver verificato i danni provocati - su loro stessi e sui loro familiari - da quella che sembra essere la dieta standard statunitense. Eppure la loro scelta contrasta con quella che è stata l'evoluzione dell'homo sapiens, sostenuta e accelerata da una dieta ricca di più nutrienti proteine animali. Una dieta adottata anche dai semplici Tarahumara, compresi i pasti pre gara. Entrambi i casi sono contemplati nel libro.

NATURE nr. 463 - 2010
qui l'articolo che ha vinto la copertina
Torno ancora al più semplice "scarpe o non scarpe" (meglio evitare la divagazione "quali scarpe" ...) e noto nell'ultimo numero di CORRERE (nr.329 pagg. 97-98) che Luca DE PONTI se la prende proprio con Christopher McDougall senza mai nominarlo. Forse il Dottore non è entrato nello spirito che ho provato a spiegare nel post 20/01, forse non ha letto il libro, forse ha voluto dare una risposta semplice alla domanda dei lettori: cosa pensa della corsa senza scarpe?

Ecco allora il Prof. LIEBERMAN che si lancia nella corsa a piedi nudi! Dopo averla a lungo predicata ha cominciato anche a praticarla. Ecco la congruenza che mi piace, soprattutto da parte di chi non è obbligato a nessuna dimostrazione reale. Vedo già la sfida fra il famoso ortopedico/podologo italiano con l'emerito professore di biologia evoluzionistica umana: ecco un avversario degno per Dott. DE PONTI! Non uno scrittore! E confrontarsi a suon di verifiche sperimentali. Qui LIEBERMAN è molto prolifico, sia nel sito istituzionale @HARVARD.edu, sia nella pagina personale: qui il suo CV, qui le sue pubblicazioni ... c'è da perdersi! Serve la bussola dello spirito critico per orientarsi fra le informazioni che si estendono a dismisura.


Per chiudere il video Born To Die di Lana Del Rey che ha due meriti: l'assonanza/dissonanza con il titolo del post, l'esplosione di successo (30'000'000 di visite in 4 mesi) tutta da verificare col tempo. Lo inserisco per ricordarmi di controllare.


Se non lo inserisco stavolta non lo farò mai più! Lana Del Rey straccia Bruce SPRINGSTEEN per i click su YouTube, ma auguro a Lana di avvicinare minimamente Bruce per durata e sostanza di carriera. Anche la languida Lana è Nata per Correre!



domenica 11 marzo 2012

w10/2012 - Esondazione del Blog - Dopo l'Artroscopia

Il Grande Sport nr.153 - pag.02, ritaglio
Non solo il blog! Anche Il Grande Sport! Quanto presento in questo ambiente multimediale sta diventando abbastanza interessante per essere trasposto in più nobile format e stampato su carta. Il direttore Claudio STRATI aveva l'idea di una rubrica fissa sul mondo del running in una rivista locale che cerca di valorizzare le eccellenze sportive a volte trascurate. Detto, fatto! Ecco l'esordio ne Il Grande Sport!

Il Grande Sport nr.153
pag.02 completa
... È un giornale free, formato tabloid, stampa in rotativa full color, diffuso in oltre 40 comuni, e in più di 800 punti distributivi (compresi palazzi dello sport, grandi eventi sportivi, palestre, luoghi di ritrovo e allenamento dei gruppi sportivi) per un totale medio di 12'000 copie a numero ... La diffusione del quindicinale cartaceo avviene nelle province di Vicenza, Padova, Treviso, con particolare riguardo, viste le pagine dedicate agli sport invernali, all’Altopiano dei 7 Comuni e ai confinanti comprensori trentini ... questa è la presentazione che si trova nel sito. L'area interessata corrisponde più o meno a quella che avrebbe potuto essere la provincia di Bassano del Grappa (vd. inizio post 27/01).

AV MASTER Letter 2012-05 pag.02
Non solo il blog! Anche AV MASTER Letter! Chi mi segue da qualche tempo trova argomentazioni espresse in post precedenti e in parte riorganizzate per la webzine societaria, che si trova disseminata fra le news del sito societario. Qui riporto la pag. 2 del numero appena pubblicato 2012-05 che ospita la terza puntata sul discorso scarpe.

Impara dai Campioni a pag.08
AV MASTER Letter 2012-05 
Da sfogliare anche l'uscita precedente 2012-03 e la spiegazione successiva nella pubblicazione 2012-04, per verificare la conversione in pdf, all'interno del quale mi sono concesso alcuni link, considerato che la webzine online non assurgerà a magazine stampato. Non per questo rinuncia a una grafica curata (grazie a Valeria e Siro PILLAN) e a solidi contenuti coordinati dal direttore Riccardo SOLFO, giornalista professionista. Stiamo raccogliendo molti consensi, pur nella nostra interpretazione amatoriale.

rivista federale 2012-01
Tranquilli! Non sono ancora arrivato alla rivista federale! Mi sembra giusto segnalarla (qui tutti i pdf @FIDAL) perché rimane il punto di riferimento per le sapienti collaborazioni (RLQ in testa) e le splendide foto che compongono gli articoli (molte di Giancarlo COLOMBO).

Traducendo Nicola SAVINO si potrebbe dire che questo è un discorso scacciarunner, invece la corsa abbonda all'interno della rivista (p.e. l'articolo di Andrea SCHIAVON su Vivian CHERUIYOT a pagg. 28-31 ... Andrea scrive anche su CORRERE) oltre alla splendida copertina della vittoria di Gabriele DE NARD ai Campionati Italiani di cross. Commossi gli occhi al cielo, quasi a cercare l'immagine del papà scomparso nell'autunno scorso.

Marzia CARAVELLI
Mondiali Daegu 2011
Una storia speciale è quella di Marzia CARAVELLI (pagg. 20-23), che a trent'anni arriva ai suoi massimi risultati, ispirata dal sogno olimpico a un passo dall'avverarsi. Vi lascio all'ottimo testo di Andrea BUONGIOVANNI. Ho lavorato tre anni con il babbo di Marzia, quando lei era under 20 e lui non era molto contento dell'attività sportiva della figlia, dopo aver inseguito anche la madre fra gli ostacoli. Nella storia di Marzia leggo anche di un'operazione ai legamenti crociati così noto la lunga cicatrice sul ginocchio destro, quello della gamba di attacco, quasi distorto sopra l'ostacolo perché la distanza le va stretta. Altro che i tre piccoli buchi sul mio ginocchio sinistro!

Sono inchiodato a casa in questa convalescenza e guardo volentieri i Campionati Mondiali indoor a Istanbul. Trasferta al risparmio per RaiSport: mancano le interviste a bordo campo e i contributi tecnici a rallegrare il quasi monologo di Franco BRAGAGNA, al rientro in una grande manifestazione dopo l'assenza ai Mondiali di Daegu (vd. post 08/09/2011). È quasi onnisciente con una dizione precisa, ma è la voce giusta per intrattenere un pubblico televisivo sempre più limitato? per accompagnare gli spettatori fra gli sterminati numeri e storie dell'atletica? per ricapitolarci di continuo - autolesionista! - la presenza di ex squalificati per doping? per sferzare gli atleti con le sue interpretazioni tecnico-tattiche-esistenziali? per criticare a ogni sbavatura giudici e regia? per valutare l'elasticità della pista se manca qualche centimetro o qualche centesimo alle prestazioni pronosticate? ... sono sempre più scacciarunner. Guadagnerà Franco qualche spettatore in più?

chiesa di San Vito a Marostica - il perno dei percorsi nella campagna nella luce di primavera (vd. maps.google)

Ero già sulle mie gambe senza stampelle fin dalla prima discesa dal letto dell'ospedale, quando l'infermiere che mi assisteva mi ha suggerito "provaci!". E il ginocchio sinistro ha retto. Poi non ho insistito e ho utilizzato il supporto. Neanche l'ombra del dolore di sette anni prima, quando al primo appoggio a terra dopo la scarificazione ai tendini di Achille ho pensato "qui si sbrega tutto!". Entrambi operati, non avevo un piede sano su cui scaricare il peso. Da quel dolore, da quel pensiero ha avuto un nuovo inizio la carriera agonistica che pensavo esaurita.

i punti sugli accessi si sono assorbiti, il ginocchio rimane gonfio, il quadricipite si è dimezzato

Per quasi una settimana non ci sono stati miglioramenti, ginocchio sempre sofferente, a causa delle profonde incisioni per favorire la crescita di una cartilagine robusta (vd. immagini e registro operatorio nel post 04/03). Ho già guadagnato estensione articolare, ho iniziato la ginnastica isometrica, pedalo in bicicletta con rapporti leggeri, quasi ridicoli, come fossi sulla cyclette che mi è stata prescritta. Ora il più gran fastidio è all'addome, ormai un colabrodo per le iniezioni di anticoagulante.

Ponte Vecchio a Bassano del Grappa - la luce del primo pomeriggio esalta i riflessi sulla poca acqua del Brenta

Allungo l'occhio sul paesaggio pedalando sulle stesse strade abituate a vedermi concentrato sugli appoggi a terra. Ne approfitto per fermarmi a scattare con il cellulare, come il meno attrezzato dei turisti, e qui riporto un paio di immagini che forse rendono l'aria tiepida e la luce intensa della primavera entrante. Ho due mesi o forse più per seguire l'evoluzione della stagione in questo modo e magari riabituarmi alla sagoma della sella.

Concludo con due canzoni che magari tanti ascoltano alla radio senza quasi riconoscerle. Recupero i Kasabian con Goodbye Kiss, dopo l'esordio in questo blog con Days Are Forgotten nel post 25/11/2011. Da seguire il testo @azlyrics perché non è facile incastrarlo nella melodia.


Bravi, giovani, energetici … sono passati per Padova un paio di settimane fa. Come verificabile nel video, i Kasabian possono permettersi di riempire ampi stadi con le loro esibizioni. Continuo con i più recenti Young the Giant e la loro Cough Syrup (vd. testo @azlyrics). Niente effetti speciali, solo fantasia e coreografia a bordo piscina, quelle che servono per un risultato piacevole e delicato.


PS sono le mie connessioni mentali malate o nel cantante c'è un qualcosa di Fabio DE LUIGI e di qualche suo personaggio?

giovedì 8 marzo 2012

La vetrina di Linus & il sonno di Orlando

Nicola SAVINO, Dean KARNAZES e LINUS @DJCI
Linus non ha certo bisogno del mio supporto a nessun livello, nemmeno sul tema del running in cui sta diventando un'assoluta autorità, per competenza, esperienza diretta e disponibilità mediatiche. Dall'altra parte c'è Orlando, il riferimento assoluto del running, un monumento direi, se il complimento non fosse variamente interpretabile. Vorrei comunque mettere in fila alcuni eventi recenti che in parte li hanno uniti.

La scintilla è stata il post 06/03 di Linus, mezzo migliaio di battute che riporto in fretta, insieme alle immagini poi sciolte nel testo.

Ieri mattina ho parlato della Deejay Ten di Firenze che quest’anno cadrà il 27 di maggio, so che l’argomento è infinitamente di nicchia ma per una volta lasciatemi prendere questa libertà. In allegato trovate le due bozze di percorso della gara da dieci chilometri, una di più ampio respiro, con però la salita verso Piazzale Michelangelo e l’altra più cittadina, con più curve e pietroni. Quale preferite? Io, a naso, la prima. Ricordatevi che non dobbiamo stabilire il record del mondo ma semmai trovare il modo per vivere al meglio uno scenario così bello. A voi!

percorso 1 DJTEN 2012 @ Firenze (vd. link)
Perfetto! Rapido, preciso, completo. Solo due immagini di accompagnamento, senza i link che di sicuro aggiungerebbe Nicola SAVINO se accompagnasse Linus nel blog come in DJCI. Lui è la metà didascalica della coppia, che avrebbe paura dell'argomento infinitamente di nicchia, come ha scritto Linus, ovvero scacciafighe, come direbbe lui. Mi sento coinvolto, essendo reduce da un lungo post contenente tre percorsi e relative altimetrie. Quelle che non servono nelle mappe della DJTEN a Firenze, perché già sintetizzate nella descrizione, insieme allo spirito che dovrebbe animare una manifestazione del genere.

Linus forse pensava di raccogliere qualche decina di commenti dallo zoccolo duro dei suoi fans più sportivi, invece è stato ampiamente superato il centinaio (vd. post 06/03) raccolti fra i 10'000 visitatori quotidiani del suo blog. La domanda era semplice: DJTEN percorso UNO o percorso DUE a Firenze? In tanti hanno risposto: perché non la DJTEN a casa mia? Ovvero nella propria città, come se la DJTEN potesse diventare un format nazionale, la versione italiana di Rock'n'Roll Marathon Series (vd. inizio post 01/12/2011).

percorso 2 DJTEN 2012 @ Firenze (vd. link)
Come al microfono Linus è la punta di diamante di un grande gruppo editoriale di cui fa parte RadioDJ, così in scarpe e calzoncini diventa il produttore-sceneggiatore-attore-narratore-... di nuove storie di corsa. DeeJayChiamaItalia è anche una trasmissione televisiva in diretta e in arricchita differita notturna su DeeJayTV ed è una lezione quotidiana non solo di come si fa radio (x pochi) o di come si fa comunicazione (x molti), ma di come si dovrebbe lavorare in team (x tutti): ciascuno al proprio posto (4 in studio, 3 in ufficio), ciascuno con un ruolo, anche l'ospite del giorno. Oggi Nina ZILLI, martedì Dean KARNAZES.

Ha bisogno di presentazioni UltraMarathonMan? Sembra proprio di no, almeno nei siti/blog specializzati nel running, di cui la massima espressione è quello di Orlando PIZZOLATO. Nel post 07/03 parla di sonnellini pre notturni durante il telegiornale serale e l'improvviso risveglio alla vista di KARNAZES al TG1. Lascio al link il testo completo, una paio di migliaia di battute e la dozzina di commenti di vario gusto - ci sono anch'io! - su un racconto più divertito che didascalico, nel quale rimane sospesa un'unica domanda: qualcuno ha letto il suo libro “Ultramarathon man”?

Se non fosse per l'amico GAS, grande dispensatore di libri (vd. post 05/01) e anche lui ultramaratoneta fino all'osso, non avrei avvicinato Dean e farei più fatica a capire tutto un mondo che sta dilagando. Piaccia o non piaccia, con la corsa questo uomo sa presentarsi, sa dialogare, sa creare interesse. Lasciamo perdere le valutazioni delle sue performance o l'inseguimento nel Guiness dei Primati. Ora c'è un italiano al suo posto perché ha corso 51 maratone in 51 giorni consecutivi nel parco vicino a casa, mentre Dean lo precedeva con 50 maratone in 50 giorni consecutivi in tutti i 50 stati degli USA, chiudendo con NYC Marathon in 3h (vd. biografia). Altro impegno, altra vetrina, altro riscontro. Dean è Dean e c'è poco da discutere.

Proprio sulla "scena della pizza" citata da Orlando ho rischiato di chiudere il libro col voltastomaco fin dall'introduzione, al pensiero "questa corsa non fa per me", invece di pagina in pagina - e sulla fiducia di GAS! - mi sono appassionato alla sua storia e alla sua corsa. Non lo avessi letto, potrei fare parte anch'io della schiera dei fastidiosi che lo guardano con sospetto al pensiero di ... vedi i commenti nel post di Orlando ... e se qualcuno ha in ordine la propria collezione di CORRERE, può trovare una candida ammissione di un suo noto reporter di ultra, che ha cambiato opinione su Dean dopo averlo incontrato per un'intervista, durante una delle sue ultime incursioni in Italia. Per chi volesse verificare l'acromegalia a pentagono, eccolo nel video @DJCI, oltre che nelle foto. Aggiungo anche la cronaca @podistinet della serata RCS Sport a Milano.

percorso StraVicenza 2012 (vd. sito)
Torno a Linus e al referendum suoi percorsi e in parte penso ai miei e anche ai "nostri", in particolare a quello che proponiamo ai runner che verranno a farci visita fra dieci giorni alla StraVicenza: abbiamo mai chiesto ai vicentini quale percorso preferiscono? Come a Firenze c'è Piazzale Michelangelo, a Vicenza c'è Piazzale della Vittoria (di fronte alla Basilica di Monte Berico, vd. maps.google) che domina alla stessa maniera la città e, più o meno, rappresenta il punto di vista della mappa. Il presidente di [AV] mi ucciderà al solo pensiero, perché ogni cambio di percorso costa una sequenza di litanie degne di un rosario del prossimo mese di maggio (se facciamo riferimento alla Madonna) o a una via crucis di quaresima (se facciamo riferimento a questo periodo dell'anno liturgico).

Orlando, Franca e Linus @MarathonDay
Arrivo infine al momento in cui Linus e Orlando si sono recentemente uniti nell'evento promozionale dell'agenzia turistica con cui collaborano. Qualcuno è stato domenica scorsa al MarathonDay di Milano? Non so se sia stato un gran spettacolo, di sicuro è stata una grande idea. È bastato che Linus ne facesse cenno a DJCI, senza didascalie o sottolineature di Nicola, perché si scatenasse la corsa alle prenotazioni: era venerdì 24/02 ormai in zona Aldo Rock, quando i patiti di endurance allungano l'ascolto. Poco dopo è arrivata la mail di Orlando con tutte le indicazioni e alla fine riportava il commento "volevo inserire questa notizia nella newsletter del lunedì mattina, ma ho appena saputo che i biglietti vanno a ruba, quindi ho preferito dirvelo prima del weekend". Tutto esaurito, ovviamente ... che fenomeni!


Ancora nella newsletter di Orlando c'era l'anticipazione di "un grande ospite d'onore... una sorpresa che sarà gradita agli appassionati di buona musica". Chi sarà mai? Quale amico magari recuperato da Linus dopo la grande festa per i 30 anni di RadioDJ? Sbuca così Amii STEWART, indimenticata interprete che si mantiene molto bene (vd. foto @MarathonDay). Vi lascio così con il suo maggiore successo "Knock on Wood", una cover disco del pezzo di Eddie FLOYD. Piace di più l'originale o la rivisitazione?


PS nel caso Aldo Rock vi sembrasse un po' artefatto alla radio o in video, vi assicuro che anche dal vivo è così! l'ho incontrato @ NYC Marathon 2011 e si ricordava la mia prestazione 2010 su quelle strade: Aldo studia tutte le classifiche age group degli sport di endurance!

martedì 6 marzo 2012

Maratone di inizio Marzo: Otsu/Lake Biwa, Treviso, New Orleans

mappa Lake Biwa Mainichi Marathon (vd. sito)
In posizioni quasi equidistanti dell'emisfero boreale domenica si sono corse tre maratone interessanti. Voliamo così dal Giappone in Italia per finire negli USA, in ordine di fuso orario. Un po' come le feste di Capodanno che si rincorrono nel globo.

Comincio con Lake Biwa Mainichi Marathon che si corre a Otsu, vicino a Kyoto nell'isola di Honshu, la maggiore dell'arcipelago. È una gara speciale (qui la storia @en.wikipedia), marchiata Road Race Gold Label dalla IAAF, al pari della Maratona di Roma. L'organizzazione seleziona attentamente i partecipanti come ben spiegato da Massimo MAGNANI nella presentazione @FIDAL: i terribili minimi (31' sui 10km, 1h10' sulla mezza, 2h30' sulla maratona) e il ridotto lotto di invitati stranieri limitano i partenti attorno alle 300 unità. Eccoli nel sito! Ovviamente coccolatissimi per ottenere la massima prestazione, quella che cercava anche Ruggero PERTILE sette anni dopo un 2h11'13" sulle stesse strade. Allora il crono fu rovinato dal vento, stavolta ci si è messa anche la pioggia e scelte tattiche non sostenute dalle gambe. Tutto spiegato per esteso sempre dal suo allenatore e manager Massimo MAGNANI nel resoconto @FIDAL. Guarda avanti, Rero, dritto fino alle Olimpiadi di Londra!

i due giapponesi Yama/Naka_moto
in lotta per un posto alle Olimpiadi
Ecco la classifica estratta dal report ufficiale dall'ottimo resoconto di Ken NAKAMURA @IAAF

 1. Samuel Ndungu (KEN)      2:07:04  Debut
 2. Henryk Szost (POL)       2:07:39  POL record
 3. Abdellah Taghrafet (MAR) 2:08:37
 4. Ryo Yamamoto             2:08:44  PB
 5. Kentaro Nakamoto         2:08:53  PB
 6. Tomoyuki Morita          2:09:12  Debut
 7. Takashi Horiguchi        2:09:16  PB
 8. Masashi Hayashi          2:09:55  PB
 9. Takeshiro Deki           2:10:02  Debut
10. Ernest Kebenei (KEN)     2:10:04  PB
11. Hiroyuki Horibata        2:10:05
12. Ruggero Pertile (ITA)    2:10:06
13. Suehiro Ishikawa         2:11:13
14. Tomoyuki Sato            2:12:19
15. Naoki Okamoto            2:12:31

Vedo sei PB e tre ottimi debutti nei primi dieci, compreso un polacco con il record nazionale non lontano dal vincitore. Forse le condizioni non erano così deprimenti se ben cinque giapponesi sono scesi sotto le 2h10': questa è la notizia per gli statunitensi (vd. news @RW.com), che con i loro quattro atleti sotto la stessa barriera agli Olympic Trials a Houston (vd. post 17/01) si candidavano al terzo gradino delle potenze di maratona dopo Kenya ed Etiopia. Che confronto stimolante!

altimetria Lake Biwa Mainichi Marathon (vd. sito) - massimo dislivello 5m

Nell'ascetico rigore Made in Japan il percorso è un perfetto avanti indietro sulle sponde del Lago Biwa, così tutto si compensa, anche i minimi dislivelli (= cavalcavia) , molto amplificati dalla scala di riproduzione. Volando come previsto in Italia, precisamente a Treviso passando da Vittorio Veneto, noto subito che perdiamo questa preziosa informazione, non dichiarata dall'organizzazione (vd. sito). La ricostruisco basandomi sull'altezza s.l.m. delle case comunali @comuni-italiani.it

Percorso Treviso Marathon (vd. sito)
Vittorio Veneto 138m
Conegliano 72m
Susegana 76m
Spresiano 56m
Villorba 26m
Treviso 15m

Si parla sempre di percorso scorrevole, ma non si dice quanto. Sono partito tre volte alla TrevisoMarathon e ho pure ottenuto il mio miglior tempo che non considero il  mio personale (vd.  post 28/01/2011): è difficile trattenersi nei primi 10km, quando si scende di 60m, e nel finale si fa tutto molto difficile, quando nel centro di Treviso si perde il favore di pendenza, altri 40m in 10km dopo i 30km. Sarebbe da provare a invertire il senso di percorrenza ...

Va bene così: sempre 42,195km sono! È sufficiente non invitare gente che corra sul ritmo di un eventuale record perché non può essere omologato. Come capitato la settimana prima a Valeria STRANEO alla Roma-Ostia, quando prima si grida al primato italiano (vd. news 26/02 @FIDAL) e dopo due giorni nella stessa sede si rettifica (vd. news 28/02 @FIDAL). Della regola IAAF parlai anch'io, come tanti, in occasione della maratona di Boston (vd. post 30/04/2011). Qualcuno lo spiegasse ad Attilio MONETTI che ancora domenica mattina nella telecronaca dei CdS di corsa campestre a Correggio apostrofava "record italiano". Per sua fortuna non c'era Franco BRAGAGNA al suo fianco! A proposito, non è possibile fare due prove di campionato di corsa prolungata in due domeniche successive: chi le ha corse entrambe al massimo le ha concluse sconvolto! Valeria in primis.

mappa Rock 'n' Roll New Orleans (vd.sito)
Torno sulle strade del Veneto e a un titolo che mi ha allietato "Treviso maratona per 3000" (vd. news 02/03 @FIDAL). Speravo fosse in (ri)crescita, ma è sufficiente attendere la domenica sera per avere numeri esatti da chi cronometra la gara e conta i finisher (vd. @TDS): qui arriviamo a 2051! Dove si è perso un 30% degli iscritti? O forse non erano tutti maratoneti? Ci sono anche 119 roller (+101 sulla mezza), 26 handbike, 27 Amici di Diego ... così la perdita cala a un fisiologico 20% o poco più.

Come per i casi di sovrappeso, stiamo raggiungendo gli USA anche su queste percentuali e arriviamo alla terza tappa del nostro viaggio, ovvero New Orleans. "Biwott, Trana win ½ marathon; sold-out 3rd edition welcomes 22,000-plus under perfect running conditions" ecco il titolo @runningusa dove potrei accontentarmi della cronaca dettagliata se non mi venisse voglia di controllare nel link del sito ufficiale indicato in calce all'articolo ... 3'657 maratoneti + 13'066 mezzi maratoneti = 16'723 finishers. Anche contando i 306 staffettisti, ci siamo persi un 24% degli iscritti! Ormai fisiologico per chi fa tutto esaurito per tempo.

Una bella presenza che vedo in mezzo alla mappa, compreso nel cartiglio ufficiale della manifestazione, è il logo della American Cancer Society, charity ufficiale della manifestazione (vd. link): sensibilità e attenzione dal mondo running che continuo a segnalare da alcuni mesi (vd. post 01/12/2011 e precedente 22/11/2011).

altimetria Rock 'n' Roll New Orleans (vd.sito) - !!! unità di misura in piedi

Rimango in ambito di maratona, cambio tema e inserisco un po' di musica perché mi è saltata agli occhi la performance di Madonna & C. nell'intervallo dell'ultima finale di SuperBowl. Grandiosa! Molti spunti per gli amici di Verona che vorranno allietare al meglio l'arrivo della maratona il prossimo 7 ottobre all'interno dell'Arena (vd. finale post 20/02). Guardare anche solo l'inizio per vedere come è entrata in scena la Regina!


Quanto siamo ricchi di maratone in Veneto! Un fantastico poker, una per ciascuno dei maggiori capoluoghi di provincia. Manca Vicenza all'appello. Ci stiamo pensando, ma ci vuole qualcosa di nuovo per cavalcare l'onda. Dieci anni fa Treviso si inventò l'iscrizione gratuita o rimborsabile, che a dir si voglia.

Rock 'n' Roll New Orleans
& American Cancer Society
Faccio miei i dubbi espressi nell'incipit del comunicato stampa ufficiale @TrevisoMarathon "Ogni tanto qualcuno si chiede se è proprio necessaria e fa il conto dei partecipanti, che da un paio d’anni è sostanzialmente stabile ...". Non è proprio così e Stefano MORSELLI fa prontamente il riassunto @podistinet. Il comunicato poi continua "... oggi, lungo i 42 km da Vittorio Veneto al capoluogo della Marca, è stata una festa che ha coinvolto tantissime persone: decine di migliaia ai lati della strada, la magia di quella che qualcuno ha soprannominato la “New York d’Italia” ... " Chi pensa queste cose forse non è mai stato oltreoceano! Torniamoci per verificare ancora cosa si può fare in un quarto d'ora di pausa fra i due tempi del SuperBowl: ecco anche la coreografia a tutto campo dei Black Eyed Peas & C nel 2011. Ferocissimi!


Rimango ancora a Treviso perché nella prossima edizione, quella del decennale, si ripropone il percorso del 2008, quello delle tre partenze separate che si ricongiungono sul Ponte della Priula. Da ognuna con un berrettino diverso per comporre il tricolore sopra il Fiume Sacro alla Patria: commovente! Nello stesso comunicato di domenica sera si ricordano i 6'271 iscritti di allora mentre nel commento @podistinet Stefano MORSELLI conta 4'680 arrivati. Si ripete il gioco dei numeri, ma quanti pettorali saranno messi a disposizione da TrevisoMarathon per il 2013? Gli ottimisti 6'500 o i ragionevoli 4'500? Erano già offerti in combinazione con l'iscrizione 2012. Farà il tutto esaurito come in Italia riesce solo a Venezia?

Torno per l'ultima volta negli USA e un più indietro con la memoria: non sapevo come si potesse trasformare una cerimonia in un concerto e viceversa fino a quando non ho visto Lionel RICHIE durante la chiusura delle Olimpiadi di Los Angeles 1984. Romantico!


PS un augurio di pronta ripresa all'amico Michael TUMI che si è infortunato proprio nella settimana antecedente ai Mondiali Indoor (vd. @FIDAL)

domenica 4 marzo 2012

Resoconto dell'Artroscopia

ginocchio sinistro bucato e tendine di Achille riparato
Nella testa del femore c'era un buco, il cratere che non sapevo di avere aperto con la caduta alla Mezza dei 6 Comuni (vd. post 25/11/2011) ... si sarebbe riparato da solo? Poi c'erano pezzi di cartilagine in giro per l'articolazione ... chi li avrebbe riassorbiti? Ecco le immagini che ho visto sul monitor, vissute come un sogno fra sedazione pre operatoria e anestesia vera e propria - il mio breve volo nella tana del Bianconiglio. Alla fine si soffre meno che in un intervento del dentista, ma l'artroscopia è un po' più complessa. Si comincia col prendere appuntamento, poi si incontrano tante persone per l'anagrafica e l'anamnesi complete, elettrocardiogramma, analisi sangue/urine, presentazione RX/RMN ... un paio di ore passano in fretta, giusto il tempo per sistemarsi e attendere il proprio turno. I miei compagni di stanza escono per primo e secondo dalla sala operatoria, entrambi a ripetere le revisioni dei menischi, e mi è di conforto vederli soddisfatti, vispi e pronti ad alzarsi dal letto, se non fossero fermati dalle infermiere. C'è da smaltire la sbornia anestetica e c'è rischio di nausea. Quindi, da bravi pazienti, seguono i consigli e si assopiscono. Non ho problemi a seguirli, perché mi sono alzato molto presto al mattino per il day surgery e la penombra della stanza concilia molto. Inoltre più si pensa, più ci si agita: ormai sono sui binari che mi portano sotto i ferri. Svanisce ogni paura quando si fa ciò che si deve fare.

il ginocchio sinistro come un pallone! i tre portali di accesso ben evidenziati dal disinfettante (04/03)

Così parla il registro operatorio, per chi apprezza il linguaggio tecnico (avrei preferito non impararlo!)
# portali: sm, al, am
# si evidenzia: distacco condrale con esposizione ossea al cfm (= condilo femorale mediale) in zona di carico con area di condrosi circostante di 2-3°, condrosi 2° rotula, numerosi frammenti cartilaginei liberi
# si esegue: condroabrasione cfm con strumento motorizzato e a radiofrequenze, microfratture alla Steadman cfm, condroabrasione rotula, lavaggio abbondante, sutura

articolazione del ginocchio destro (vd. link )
evidenziate le proiezioni e l'area di sofferenza
Capito qualcosa? Sono stati aperti tre buchi per inserire una sonda visiva, un aspiratore e uno strumento trivellatore. È stata ripulita l'area danneggiata, incisa la superficie dell'osso (per migliorare l'aggancio e la ricrescita della cartilagine) e sono stati aspirati i frammenti sparsi ovunque. Dolore? Poco durante l'operazione, poco nelle ore successive, prendendo solo gli antidolorifici di prassi durante il ricovero. La scarsa mobilità dell'articolazione sembra dovuta più al gonfiore che ad altro. Metto ghiaccio più volte al giorno e mi sparo in pancia la quotidiana iniezione di anticoagulante.

Mi sovviene una battuta di Alberto SORDI: "che ci possiamo fare Santo Padre, forse pregare?". Sì, pregare che si riformi in fretta la cartilagine - e sarà un processo lungo molte settimane! - sperando che sia robusta e resistente. Mi aspetta una "RMN di controllo fra 3-4 mesi e un eventuale successivo trapianto di condrociti autologhi se persistenza di disturbi dolorosi" (altra parte del documento di dimissione dall'ospedale). Mi auguro che la mia cartilagine sappia fare da sé! Perché non ho voglia di farmi riaprire di nuovo il ginocchio. Ah! Stavo dimenticando due note positive: menisco OK, nemmeno toccato; analisi del sangue OK (= RBC 4,96 - HGB 16,1 - HCT 47,0 ...), migliorative rispetto alle medie degli ultimi anni (vd. post 13/02/2011). Grazie all'indesiderato riposo.

Chiudo il post ancora con i Pink Floyd, come chiusero loro il concerto a Venezia 1989: Run Like Hell, citato nel finale del post 28/12/2011. È uno splendido augurio per tornare a correre a più non posso, come un matto ... a perdifiato, come ha già scritto qualcuno.


Ecco la versione originale dal film The Wall, sicuramente digitalizzato meglio del segnale televisivo (vd. testo @azlyrics).

giovedì 1 marzo 2012

Just A Little Pin Prick

una delle 143 fette di ginocchio sx
raccolte da RMN 21/01/2012
Iperintensità di segnale nelle sequenze T2 e SPAIR pesate a livello della spongiosa del condilo femorale e del piatto tibiale del compartimento mediale, riferibile ad edema; coesiste focolaio di osteocondrite con area di circa 15x8mm di perdita di sostanza della superficie cartilaginea, al versante posteriore del condilo femorale interno. Degenerato con immagine per fissurazione radiale il corno posteriore del menisco mediale. Regolare menisco laterale, i legamenti crociati e legamenti collaterali. Presenza di verosimile cisti sinoviale adagiata lungo il margine posteriore del legamento crociato posteriore. Piccolo ganglio cistico al di sotto della spina tibiale interna. Fini irregolarità delle superfici cartilaginee contrapposte in sede femoro-tibiale esterna e femoro patellare. Un po' imbibito il corpo di Hoffa. Discreta quantità di versamento fluido intraarticolare che distende prevalentemente i recessi sovra e para-rotulei; concomita ispessimento della plica sinoviale patellare mediale.

Ecco l'esito della RMN 21/01: capito qualcosa? confrontato con quello dell'anno precedente (vd. post 06/03/2011)? Mi sembrava che tutto fosse rimediabile con terapie non troppo invasive dopo la grande botta prima della partenza della Mezza dei 6 Comuni (vd. post 25/11/2011 e successivi feedback). Così mi diceva Mario l'ortopedico, così credevo anch'io. Il quadro clinico sembrava evolvere positivamente (vd. post 30/12/2011 dopo la Stragiaxà), prima della ricaduta. Ho lasciato quindi alcuni resoconti fino a metà gennaio (vd. post 10/01 e 17/01), poi ho preferito non continuare a raccontare disgrazie e ottenere qualcosa su cui discutere. Arrivo così alla Giulietta & Romeo Half Marathon (vd. post 20/02) dove più che il tempo, ottenuto dopo tre mesi di non allenamento, mi aveva confortato la tenuta dell'articolazione. Rimaneva aperta la speranza di continuare a correrci sopra nel processo di lenta guarigione, previo inserimento di buon acido ialuronico. Ecco più o meno quello che ho fatto negli ultimi tre mesi.


Qualcosa è cambiato? Ho ritrovato Tommaso - l'ortopedico che mi ha sistemato entrambi i tendini di Achille sette anni fa e citato in forma anonima nel post 20/03/2011 - che mi ha fatto reinterpretare la lettura della RMN e la valutazione dell'articolazione. Per quanto raffinate le immagini non dicono tutto. Ha sottolineato la "perdita di sostanza della superficie cartilaginea" che probabilmente disturba il movimento insieme ad altre situazioni che devono essere regolarizzate. Tutto da verificare con un'artroscopia e, con l'occasione, fare quello che si deve fare ... encore!


Buco o non buco? Taglio o non taglio? Stavo sulla lama della decisione, verso quale declinazione ortopedica pendere: quella della terapia e riabilatazione o quella chirurgica? Credo in Mario e la sua diagnosi, ma dopo tre mesi non sento risposte convincenti dal mio ginocchio sinistro. Me lo terrei così, dovessi semplicemente camminarci sopra. Mi consolo pensando che, per il momento, è solo la puntura di un ago più grosso del solito.


Piaciuta la colonna sonora e video? Ecco alcune note che ho evitato di interporre nel testo per non rallentarlo
# 1 # chiudo il mese di febbraio con lo stesso gruppo con cui lo avevo iniziato, ovvero i Linkin Park (vd. post 01/02); titolo, umore e rumore sono significativi (vd. testo @azlyrics, 2007)
# 2 # continuo con i Linkin Park che lasciano spazio a Jay Z (chi lo segue nel rap?) e a Paul McCARTNEY  in una magica sessione di Numb/Encore vs. Yesterday (vd. testo @azlyrics, 2004)
# 3 # da Numb a Comfortably Numb il passo è breve, all'indietro di 25 anni, in uno dei pezzi dell'unica sinfonia nell'album The Wall dei Pink Floyd (ampiamente citati nel post 28/12/2011); di lì ho preso il titolo del post (vd. testo @azlyrics, 1979); il video appartiene all'omonimo film ed è sottotitolato
# 3 bis # concludo il delirio psichedelico sulle stesse note di Comfortably Numb con l'assolo di David GILMOUR @ Royal Albert Hall in tempi più recenti (maggio 2006)


PS la pubblicazione del post è stata programmata per 01/03 verso mezzogiorno, quando l'artroscopia dovrebbe già essere stata eseguita ... aggiornamenti a breve!
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